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“Legge liberticida” La marcia per fermare il decreto sicurezza

(agf)
A Roma sfila la protesta contro le nuove norme appena approvate alla Camera e in attesa del via libera definitivo al Senato. “Siamo la piazza della resistenza contro la paura”. E i Pro-Pal minacciano di bloccare il Giro d’Italia che si chiude oggi nella capitale
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Nonni e nipoti dietro un solo striscione: «Alziamo la testa contro lo Stato di paura». C’è Iole De Angelis, 74 anni e 5 nipoti: «Sono qui per loro. Vogliono abbassare la punibilità a 12 anni, vogliono arrestarli se occupano una strada. Io sento ancora di dover combattere per la loro libertà». E c’è Alessio Scotti, 14 anni, di Monteverde, prossimo agli esami di terza media: «Mi sono documentato sul dl sicurezza e ne ho parlato con la mia famiglia. E penso che sia un dovere lottare per la nostra libertà».

La minaccia di bloccare il giro d’Italia

Niente black bloc né incappucciati al grande corteo contro il disegno di legge sicurezza che, secondo gli organizzatori, avrebbe portato in piazza addirittura 150 mila persone, un numero assai lontano dai 10 mila stimati dalla questura. «La piazza della resistenza contro il decreto paura. La nostra lotta continuerà anche dopo l’approvazione definitiva del disegno di legge. Hasta la victoria siempre», gridano gli organizzatori dal camion che a…

Nonni e nipoti dietro un solo striscione: «Alziamo la testa contro lo Stato di paura». C’è Iole De Angelis, 74 anni e 5 nipoti: «Sono qui per loro. Vogliono abbassare la punibilità a 12 anni, vogliono arrestarli se occupano una strada. Io sento ancora di dover combattere per la loro libertà». E c’è Alessio Scotti, 14 anni, di Monteverde, prossimo agli esami di terza media: «Mi sono documentato sul dl sicurezza e ne ho parlato con la mia famiglia. E penso che sia un dovere lottare per la nostra libertà».

La minaccia di bloccare il giro d’Italia

Niente black bloc né incappucciati al grande corteo contro il disegno di legge sicurezza che, secondo gli organizzatori, avrebbe portato in piazza addirittura 150 mila persone, un numero assai lontano dai 10 mila stimati dalla questura. «La piazza della resistenza contro il decreto paura. La nostra lotta continuerà anche dopo l’approvazione definitiva del disegno di legge. Hasta la victoria siempre», gridano gli organizzatori dal camion che apre il corteo che si mantiene pacifico con un momento di tensione verso la fine quando un gruppetto di manifestanti ProPal si stacca dalla coda e piazza delle tende all’incrocio tra piazza Numa Pompilio e via delle Terme di Caracalla con l’intenzione di rimanere lì e bloccare l’ultima tappa del Giro d’Italia. Se ne riparlerà oggi.

Tante bandiere diverse in nome dell’antifascismo

La protesta contro il dl sicurezza accoglie le bandiere più svariate con obiettivi diversi, ma un unico trait d’unione: l’antifascismo. Emilia è in piazza con la piccola Aurelia, un anno e mezzo, che dorme nel passeggino e trascinandosi dietro Cesare, tre anni appena: «Questo è un attacco ai diritti che i nostri padri e i nostri nonni ci hanno regalato con le loro lotte. I nostri figli devono saperlo». Sfilano i No ponte e l’Unione inquilini, Amnesty International e l’Unione inquilini, la Rete Aboliamo i Cpr e Legambiente, Libera e Mediterranea, Ultima generazione. Tante le magliette gialle per i referendum. Caterina Pozzi regge uno striscione rosso, è in piazza per i diritti dei detenuti, a cominciare dalle mamme con bimbi piccoli che adesso potranno anche finire in carcere: «Tutti i bambini hanno diritto a crescere in una casa — dice — E il carcere non è una casa, questo è un dl liberticida nei contenuti».

Nel corteo delegazioni dei partiti di opposizione

In mezzo al corteo sventolano le bandiere della Cgil, di Rifondazione comunista e del M5S. Nella delegazione del Pd ci sono Matteo Orfini e Francesco Boccia: «Un decreto propaganda — dice — che nasce per coprire le divisioni nella maggioranza sul ddl sicurezza su cui il parlamento stava lavorando da 14 mesi. Non ho mai visto risolvere il problema della sicurezza con il carcere per i bambini come prevede questo decreto». Ci sono Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs e c’è Luca Blasi, assessore del Municipio III di Roma, rimasto ferito negli scontri di qualche giorno fa in via del Tritone: «Sarà un autunno di battaglia. Smonteremo il decreto sicurezza», dice mentre in via Labicana cori di protesta svelano una bandiera della Decima Mas appesa ad un balcone. Il proprietario viene identificato dai poliziotti. Nelle ore precedenti altri due gruppi di giovani erano stati fermati. «Erano nostri attivisti e sono stati perquisiti — denuncia Extinction Rebellion — avevano solo dieci fumogeni colorati. Meloni, Salvini e Piantedosi non ci fermeranno».

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