"Diciamo "no" alla violenza, ad ogni violenza, ancor più se perpetrata contro persone inermi e indifese, come bambini e famiglie!". Sono le parole di papa Leone XIV, pronunciate nella commemorazione nella Cappella Sistina del beato cardinale Iuliu Hossu, vescovo della Chiesa greco-cattolica-romena e martire della persecuzione comunista, che "negli anni 1940-1944, contribuì a salvare dalla morte migliaia di ebrei della Transilvania settentrionale".
"Vicina alle sofferenze del popolo ebraico, culminate nel dramma dell'Olocausto, la Chiesa sa bene cosa significano dolore, emarginazione e persecuzione. Proprio per questo sente l'impegno a costruire una società incentrata sul rispetto della dignità umana come esigenza della coscienza".
Secondo Prevost, "il messaggio del cardinale Hossu è quanto mai attuale. Ciò che egli ha fatto per gli ebrei della Romania, le azioni che ha compiuto per proteggere il prossimo, nonostante ogni rischio e pericolo, lo mostrano come modello di uomo libero, coraggioso e generoso fino al sacrificio supremo".
"Ecco perché il suo motto 'La nostra fede è la nostra vita' dovrebbe diventare il motto di ciascuno di noi", ha aggiunto: "Auspico che il suo esempio sia una luce per il mondo di oggi".