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Ranking Università: Sapienza guida, ma l’80% delle italiane arretra. La Cina supera gli Stati Uniti

L'Università La Sapienza di Roma 
Il ranking arabo Cwur: “In Italia il governo finanzia poco la ricerca, il Paese rischia di peggiorare”. Harvard il miglior ateneo nel mondo, ma “Trump è colpevole per il calo delle istituzioni nordamericane”
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ROMA – Il Centre for world university centre (Cwur) da tredici anni elabora, dall’Arabia Saudita, la sua classifica delle università nel mondo. Non ha ancora raggiunto l’attenzione riservata al Qs world rankings e al Times Higher Education, ma merita ascolto.

Bene, il Cwur dice che il 79 per cento delle 66 università italiane presenti nel proprio ranking, arretrano. Sono 52 a peggiorare nella valutazione complessiva, quattordici, invece, crescono. Colpa, commenta il Centro, della forte battaglia scientifica e accademica a livello internazionale.

La pattuglia nazionale è guidata, all’interno della graduatoria “Top 2000”, dall’Università Sapienza di Roma: 125a nel mondo, perde una posizione. Il più grande ateneo d’Europa migliora per la cap…

ROMA – Il Centre for world university centre (Cwur) da tredici anni elabora, dall’Arabia Saudita, la sua classifica delle università nel mondo. Non ha ancora raggiunto l’attenzione riservata al Qs world rankings e al Times Higher Education, ma merita ascolto.

Bene, il Cwur dice che il 79 per cento delle 66 università italiane presenti nel proprio ranking, arretrano. Sono 52 a peggiorare nella valutazione complessiva, quattordici, invece, crescono. Colpa, commenta il Centro, della forte battaglia scientifica e accademica a livello internazionale.

La pattuglia nazionale è guidata, all’interno della graduatoria “Top 2000”, dall’Università Sapienza di Roma: 125a nel mondo, perde una posizione. Il più grande ateneo d’Europa migliora per la capacità di produrre occupazione, ma declina (un minimo) nella qualità dell’insegnamento, del corpo docente e della ricerca. L’Università di Padova, seconda delle italiane, scende di cinque posizioni ed è 178a. La Statale di Milano ne perde cinque a sua volta e si colloca al 191° posto generale. Seguono l’Università of Bologna (posizione 204, meno tre) e l’Università di Torino (242, più tre). Tra le prime dieci italiane, nell’ordine, ci sono quindi l’Università di Napoli (243, guadagna dieci posizioni), l’Università di Firenze (274, ne perde sette), l’Università di Genova (286, stabile), l’Università di Pisa (288, stabile) e l’Università di Pavia (327, scende di sei posti).

Arretrano l’Istituto Mario Negri e Catanzaro

Tra le performance più deludenti del 2025, si nota il pesante arretramento dell’Istituto farmaceutico Mario Negri di Milano, che lascia 129 posizioni. La Magna Grecia di Catanzaro scende 76 gradini, la Tuscia di Viterbo 61. Cassino arretra di 59 posti, quindi Molise (-51), l’Università privata Bocconi (-47), la privata Humanitas di Milano e la Parthenope di Napoli (entrambe scendono 38 posti). Nel ranking arabo il Sannio è a meno 33, Chieti-Pescara a meno 31, ancora la Politecnica delle Marche (-29), la Scuola internazionale di studi avanzati di Trieste (-28), la Normale di Pisa e l’Università dell’Insubria (-27), la Piemonte orientale e il privato Campus Biomedico (-25), Palermo e Udine (-24), l’Università di Catania (-22) e L’Università dell’Aquila (-20).

Cresce di 58 posizioni la Libera Università di Bolzano, di sedici Ca’ Foscari di Venezia, in salita di otto posti l’Università Roma Tre, la telematica Guglielmo Marconi e l’European University Institute, ateneo privato.

Nadim Mahassen, presidente Cwur, sostiene: “L’Italia è ben rappresentata, ma allarmano la debolezza della ricerca e le finanze limitate che il governo gira al sistema. Molti Paesi hanno messo l’istruzione e la scienza alte nella loro agenda, mentre l’Italia sta combattendo solo per mantenere la posizione fin qui acquisita. Senza investimenti aggressivi e una strategia pianificata, il vostro Paese rischia di perdere altre posizioni nel panorama accademico globale".

Per la prima volta le università cinesi si presentano, all’interno del ranking Cwur, in un numero superiore a quello delle accademie degli Stati Uniti d'America. Il presidente Mahassen commenta: “Gli atenei della Cina ora godono di anni di investimenti generosi. Dall’altra parte, il declino generalizzato di molte università statunitensi va collegato all’amministrazione Trump, che sta tagliando le sovvenzioni federali, minacciando la libertà di parola e l’autonomia delle università”.

Secondo il ranking del Govenatorato di Jeddah, sono in declino gli istituti accademici in Francia (nazione che ha la prima università dell’Unione europea, Psl, al numero 19), in Germania e in Giappone mentre crescono in Gran Bretagna e Russia.

Cambridge e Oxford le prime pubbliche

Nel 2025 sono state analizzate, dichiara Cwur, 21.462 università, allocate in 94 nazioni. Gli Stati Uniti vedono contrarsi il numero delle presenze nella Top 2000 (sono 319 le sue università, meno dieci rispetto al 2014) e hanno 40 atenei in crescita e 264 declinanti. Tuttavia, restano alla guida della classifica internazionale con Harvard, il Mit e Stanford, che rispettivamente confermano le loro posizioni. Le inglesi Cambridge e Oxford (quarta e quinta globale) sono le prime due università pubbliche. Dal sesto al decimo posto si osservano, ancora, solo istituti nordamericani: Princeton, Pennsylvania, Columbia, Yale e infine Chicago.

La prima università pubblica statunitense è, in questa classifica mondiale, Berkeley, dodicesima in valore assoluto. Tutte le accademie private della cosiddetta Ivy League sono posizionate nelle prime 75 al mondo. L’Europa, tutta insieme, ha 621 istituzioni presenti. Le accademie cinesi migliorano in classifica nel 99 per cento dei casi.

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