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L’alert alle farmacie: “State attenti ai giovani con prescrizioni per psicofarmaci e oppioidi”

Il presidente dell’Ordine Andrea Mandelli: “Riceviamo decine di denunce da medici per ricette falsificate. Fenomeno in grande crescita ed estremamente pericoloso. Occorre intervenire”
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“Il suicidio del giovanissimo Andrea Prospero, lo studente universitario morto a Perugia in diretta chat con alcuni coetanei per un mix di farmaci, purtroppo non ci ha colto di sorpresa. Siamo sentinelle sul territorio e avevamo già colto questo grave fenomeno, in ulteriore crescita. Occorre rilanciare l’allarme”.

Dottor Andrea Mandelli, lei è presidente del farmacisti italiani e ha firmato una circolare in cui invita tutti i suoi colleghi alla massima attenzione e a segnalare soprattutto giovani che si presentano al banco con ricette mediche per farmaci molto potenti. Ci spiega che dimensioni ha questo fenomeno?

"Purtroppo è un fenomeno sempre più in espansione, che abbiamo cominciato a notare dopo il Covid e che si è via via allargato. Persone, per lo più giovani o giovanissimi, di cui non è semplice tracciare un identikit che arrivano in farmacia con ricette contraffatte o rubate per farmaci che vanno presi sotto strettissimo controllo medico e ovviamente solo quando serve. Di soli…

“Il suicidio del giovanissimo Andrea Prospero, lo studente universitario morto a Perugia in diretta chat con alcuni coetanei per un mix di farmaci, purtroppo non ci ha colto di sorpresa. Siamo sentinelle sul territorio e avevamo già colto questo grave fenomeno, in ulteriore crescita. Occorre rilanciare l’allarme”.

Dottor Andrea Mandelli, lei è presidente del farmacisti italiani e ha firmato una circolare in cui invita tutti i suoi colleghi alla massima attenzione e a segnalare soprattutto giovani che si presentano al banco con ricette mediche per farmaci molto potenti. Ci spiega che dimensioni ha questo fenomeno?

"Purtroppo è un fenomeno sempre più in espansione, che abbiamo cominciato a notare dopo il Covid e che si è via via allargato. Persone, per lo più giovani o giovanissimi, di cui non è semplice tracciare un identikit che arrivano in farmacia con ricette contraffatte o rubate per farmaci che vanno presi sotto strettissimo controllo medico e ovviamente solo quando serve. Di solito nella terapia del dolore o nella cura di pazienti normalmente in età più avanzata”.

Psicofarmaci, oppiacei. E che altro?

"Questo tipo di farmaci e gli ansiolitici. E’ chiaro che se si presenta in farmacia un ragazzino con una ricetta di questo genere noi che siamo sentinelle sul territorio e che già da tempo collaboriamo con il ministero della Salute e con i carabinieri del Nas per intercettare questo tipo di pericolosissimo abuso, ci facciamo due domande. Per altro, a un occhio esperto, molto spesso queste ricette appaiono chiaramente contraffatte, ci sono dei segnali inequivocabili. E però riceviamo anche tante denunce da medici, assolutamente estranei naturalmente a queste prescrizioni, che ci dicono di aver avuto rubato il ricettario”.

Ma ci sono anche ricette elettroniche, le cosiddette dematerializzate, falsificate?

"Alcuni casi sono stati riscontrati, ma qui la cosa è molto più complessa. Per falsificare una ricetta elettronica bisogna essere in possesso delle chiavi di accesso dei medici. Sappiamo che ci sono indagini in corso”.

Il suicidio di Andrea prospero ha solo acceso i riflettori su questo fenomeno su cui sono in corso indagini di diverse Procure d’Italia, ma i casi di giovani morti per questo mix di farmaci e alcol sono in aumento?

"Purtroppo non stiamo assistendo alla fine del film e per noi farmacisti il fenomeno sta assumendo dimensioni tali difficilmente gestibili. Questa forma di abuso è purtroppo la fotografia dei ragazzi di oggi che drammaticamente vediamo ogni giorno protagonisti di episodi di violenza. L’uso di questi farmaci diventa per loro un rifugio, ne fanno lo stesso uso di una droga”.

Voi auspicate un intervento, ma che tipo di intervento?

"Sicuramente il tema va affrontato a monte. Si deve capire perché i giovani hanno questa necessità, forse per sentirsi all’altezza di una società tutta lustrini e paillettes che non tutti possono indossare. Facciamo un appello anche noi alle famiglie, la cellula base della società in questo momento molto in crisi. Tenete gli occhi aperti sui vostri ragazzi”.

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