Di intossicazioni da cloro ne vede parecchie, il Centro Antiveleni all’ospedale Irccs Maugeri di Pavia diretto da Carlo Locatelli. «I casi più seri riguardano però gli addetti che versano il prodotto nei serbatoi delle piscine. Raramente un bagnante finisce in terapia intensiva dopo un tuffo».
Quali sono i rischi del cloro?
«Il cloro è indispensabile per disinfettare, non si può pensare di farne a meno. Nelle piccole piscine casalinghe si versa una quantità ben precisa direttamente nell’acqua, poi si controlla che la concentrazione sia giusta con uno stick. Gli impianti più grandi usano un serbatoio e una pompa che liberano a poco a poco il prodotto nell’acqua. Questi apparecchi, soprattutto se automatici, possono danneggiarsi, tanto più ora c…
Di intossicazioni da cloro ne vede parecchie, il Centro Antiveleni all’ospedale Irccs Maugeri di Pavia diretto da Carlo Locatelli. «I casi più seri riguardano però gli addetti che versano il prodotto nei serbatoi delle piscine. Raramente un bagnante finisce in terapia intensiva dopo un tuffo».
Quali sono i rischi del cloro?
«Il cloro è indispensabile per disinfettare, non si può pensare di farne a meno. Nelle piccole piscine casalinghe si versa una quantità ben precisa direttamente nell’acqua, poi si controlla che la concentrazione sia giusta con uno stick. Gli impianti più grandi usano un serbatoio e una pompa che liberano a poco a poco il prodotto nell’acqua. Questi apparecchi, soprattutto se automatici, possono danneggiarsi, tanto più ora che siamo all’inizio della stagione ed è ipotizzabile che le piscine tornino in attività dopo un periodo di chiusura. Può darsi che per un guasto la pompa abbia immesso tutta insieme una scorta di cloro destinata a durare vari giorni. La mia al momento è però solo una supposizione».
Chi rischia di più l’intossicazione?
«In genere i gestori delle piscine, che in alcuni casi non prendono le precauzioni mentre versano questo prodotto. Bisogna evitare di farlo finire sulla pelle e soprattutto di inalarlo, tenendo una mascherina. Il cloro infatti irrita le vie respiratorie».
Perché allora il bambino di Roma rischia danni neurologici?
«Non conosco il caso. Mi viene in mente che il bambino possa aver respirato del cloro in grande quantità. L’odore pungente può averlo spaventato, facendogli inalare ancora più gas. L’irritazione alle vie respiratorie può essere stata così intensa da bloccare per un certo periodo di tempo l’afflusso dell’ossigeno ai polmoni. Un arresto respiratorio può in effetti causare danni neurologici».
Può darsi che i bambini abbiano bevuto il cloro?
«A basse concentrazioni, quando è diluito in una piscina, il cloro non è caustico e corrosivo, a differenza di quando è concentrato. Difficilmente in acqua crea danni se viene ingerito. Può provocare lieve irritazione alla pelle, alle mucose o agli occhi facendoli diventare rossi e lacrimare. Ma sono tutti sintomi che si risolvono in tempi brevi, se derivano da un bagno in piscina. Il suo effetto tossico principale, se inalato in dosi eccessive, è l’irritazione delle vie respiratorie. Chi già soffre di asma, bronchite o broncospasmo può andare incontro a un’insufficienza respiratoria».
Sempre in caso di inalazioni eccessive o anche semplicemente nuotando in piscina?
«Chi ha problemi respiratori gravi può essere infastidito anche semplicemente nuotando. Ma si tratta di situazioni davvero particolari, perché nell’acqua della piscina il cloro si diluisce molto e rapidamente. I pronti soccorso degli ospedali a volte ci chiedono consulenze per bagnanti tornati dal nuoto che tossiscono o hanno congiuntiviti dopo aver sentito un forte odore di cloro rilasciato dall’acqua. Stento però a ricordarne uno che si sia tradotto in un caso grave. Le intossicazioni più serie riguardano gli addetti alla manutenzione che maneggiano taniche anche da decine di litri».
Un’esposizione prolungata al cloro, nel caso di chi va spesso in piscina, può causare problemi?
«No no, c’è chi passa la vita in piscina. Nessun rischio per loro».
Ci sono altri tipi di intossicazione da cloro?
«A volte in ospedale vediamo casalinghe o casalinghi che con l’idea di migliorare la pulizia uniscono detergenti diversi. Miscele di acido muriatico, ammoniaca, prodotti per il wc o candeggina possono sprigionare cloro e causare problemi respiratori che costringono a una corsa al pronto soccorso».