Ilaria Salis, verso la revoca dell’immunità: si vota il 24 giugno. Lei: “Persecuzione spietata”
di Viola GiannoliLa commissione Juri che si occupa degli Affari giuridici dell'Europarlamento potrebbe votare già il 24 di giugno sulla revoca dell'immunità a Ilaria Salis, l’eurodeputata eletta con Alleanza Verdi e Sinistra dopo aver trascorso più di 15 mesi nel carcere di Budapest, accusata del pestaggio di tre neonazisti nel Giorno dell’Onore che ogni anno raduna in Ungheria nostalgici delle SS. I fatti risalgono all’11 febbraio 2023 quindi antecedenti all'elezione, il che potrebbe far pendere la bilancia verso la sospensione dell'immunità, come già accaduto in casi simili precedenti. La revoca dell’immunità potrebbe essere totale, e a quel punto potrebbe scattare un mandato di cattura europeo, o parziale con la sola ripresa del processo.
"Processo giusto ed equo impossibile”
Secondo quanto ha appreso l’Ansa da fonti parlamentari di Bruxelles, durante la riunione a porte chiuse della commissione Juri, gli eurodeputati hanno analizzato le risposte fornite dal procuratore ungherese: esponenti di sini…
La commissione Juri che si occupa degli Affari giuridici dell'Europarlamento potrebbe votare già il 24 di giugno sulla revoca dell'immunità a Ilaria Salis, l’eurodeputata eletta con Alleanza Verdi e Sinistra dopo aver trascorso più di 15 mesi nel carcere di Budapest, accusata del pestaggio di tre neonazisti nel Giorno dell’Onore che ogni anno raduna in Ungheria nostalgici delle SS. I fatti risalgono all’11 febbraio 2023 quindi antecedenti all'elezione, il che potrebbe far pendere la bilancia verso la sospensione dell'immunità, come già accaduto in casi simili precedenti. La revoca dell’immunità potrebbe essere totale, e a quel punto potrebbe scattare un mandato di cattura europeo, o parziale con la sola ripresa del processo.
"Processo giusto ed equo impossibile”
Secondo quanto ha appreso l’Ansa da fonti parlamentari di Bruxelles, durante la riunione a porte chiuse della commissione Juri, gli eurodeputati hanno analizzato le risposte fornite dal procuratore ungherese: esponenti di sinistra, verdi, socialisti e i liberali le hanno ritenute insufficienti. E in diversi hanno sollevato dubbi circa la possibilità di garantire in Ungheria un processo giusto ed equo citando, ad esempio, i post social del portavoce del governo di Viktor Orbán, Zoltan Kovacs, che a più riprese ha definito Salis colpevole, prima ancora dell’eventuale sentenza, ritraendola addirittura dietro le sbarre.
La relazione finale
Nonostante le perplessità sollevate, però, il relatore del testo sull'immunità di Salis, lo spagnolo Adrian Vazquez Lazara del Ppe, ha comunque confermato l'intenzione di presentare una relazione finale della commissione Juri e sottoporla al voto alla sessione del 24 di giugno.
"Persecuzione certa e spietata”
“Se l’immunità mi venisse revocata, verrei esposta a una persecuzione politica certa e spietata”, replica, appresa la notizia, Ilaria Salis. “Rischierei – dice – di tornare in fondo a quel maledetto pozzo in cui, per mesi, sono stata rinchiusa ingiustamente, in violazione dei più basilari diritti fondamentali”.
Per Salis oggi “la persecuzione” sarebbe “più accanita, dopo mesi in cui ho esercitato il mio mandato di eurodeputata senza mai arretrare nella denuncia del regime di Orbán”.
"In Ungheria sentenza già scritta”
“In Ungheria – aggiunge - il processo nei miei confronti ha già una sentenza scritta: nel disprezzo della presunzione d’innocenza, il governo ha più volte anticipato l’esito giudiziario, dichiarando pubblicamente che sarei una “criminale”, una “terrorista”, e che merito una condanna esemplare. Le udienze sarebbero una farsa pesantemente condizionata dal potere politico”.
“Responsabilità morale e politica”
Da qui l’appello ai suoi colleghi europarlamentari che saranno chiamati a votare prima in Commissione e poi in plenaria: “Dovranno scegliere da che parte stare – e assumersene tutta la responsabilità, morale e politica: con lo Stato di diritto e la democrazia, o con il regime illiberale di Orbán, che con il suo gruppo dei Patrioti punta a imprimere una torsione nazionalista e autoritaria all’intero continente”.