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La sociologa Anna Simone: “È in atto una svolta, il patriarcato si sta sfaldando”

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“C’è un processo di mutamento sociale che sta decostruendo il sistema su cui sono state impostate le nostre società occidentali e orientali”
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«Se il mondo nei posti di potere fosse a maggioranza femminile avremmo sicuramente meno guerre». Ne è convinta Anna Simone, docente di Sociologia della politica, genere e conflitti al dipartimento di Scienze Politiche dell’università Roma Tre.

Un articolo dell’Economist parla di una inversione di tendenza: mentre in passato si voleva a tutti i costi il figlio maschio oggi si predilige la femmina. È così?

«Assolutamente sì. Lo dimostrano le procreazioni assistite e in vitro: potendo scegliere il sesso, si opta per la femmina».

Perché?

«C’è un processo di mutamento sociale che sta decostruendo il sistema patriarcale su cui sono state impostate le nostre società occidentali e orientali. Questo mutamento nel mondo sta consolidando l’idea secondo cui avere figlie femmine e essere donne è migliore dell’essere uomini, per una serie di ragioni».

Quali?

«Le donne si laureano di più e i dati statistici dicono che nelle carriere riescono molto meglio».

Quando è iniziata la decostruzione del p…

«Se il mondo nei posti di potere fosse a maggioranza femminile avremmo sicuramente meno guerre». Ne è convinta Anna Simone, docente di Sociologia della politica, genere e conflitti al dipartimento di Scienze Politiche dell’università Roma Tre.

Un articolo dell’Economist parla di una inversione di tendenza: mentre in passato si voleva a tutti i costi il figlio maschio oggi si predilige la femmina. È così?

«Assolutamente sì. Lo dimostrano le procreazioni assistite e in vitro: potendo scegliere il sesso, si opta per la femmina».

Perché?

«C’è un processo di mutamento sociale che sta decostruendo il sistema patriarcale su cui sono state impostate le nostre società occidentali e orientali. Questo mutamento nel mondo sta consolidando l’idea secondo cui avere figlie femmine e essere donne è migliore dell’essere uomini, per una serie di ragioni».

Quali?

«Le donne si laureano di più e i dati statistici dicono che nelle carriere riescono molto meglio».

Quando è iniziata la decostruzione del patriarcato?

«A partire dagli anni ’50-’60 i femminismi hanno cambiato l’approccio alle questioni di genere, femminismi che ormai sono ovunque in Islam, in India. Questo ha significato la capacità di uscire dalla condizione di vittime creando forme di liberazione che hanno generato anche violenza e femminicidi».

I femminicidi sono il segno della fine di una società al maschile?

«Proprio così! Si usa la violenza come forma di resistenza a un patriarcato che ormai si sta sfaldando per combattere l’inarrestabile emancipazione della donna. Fermo restando che molte al potere si comportano come gli uomini, la femminilizzazione della società è un segno che più donne arrivano in posti importanti più la struttura del potere cambia».

Perché più donne al mondo significano meno guerre?

«Perché tendenzialmente la cultura femminile è votata alla cooperazione, alla collaborazione, alla costruzione di reti sociali e molto meno al conflitto e all’atteggiamento da bullo, tipico dell’uomo al comando».

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