Aline Minani assiste gli anziani colpiti dalla guerra in Repubblica Democratica del Congo. Fa parte della comunità di Sant’Egidio. Hussam Abu Sini è un oncologo di origine palestinese e passaporto israeliano e rimane nonostante la guerra che si è scatenata dopo il 7 ottobre. È membro di Comunione e liberazione. Pedro Sánchez Sáez e María Begoña Ballester Zapata sono in missione in Ucraina con 12 figli. Sono neocatecumenali. Nicola Borricchi ha un passato di tossicodipendenze ed è rinato grazie a Nuovi Orizzonti. Hanno raccontato la propria storia alla veglia di preghiera in piazza San Pietro conclusa ieri sera da papa Leone XIV, che, oggi, Pentecoste, celebra il Giubileo dei movimenti, delle associazioni e delle nuove comunità, «palestre di fraternità e di partecipazione».
"Popolo in cammino”
«Siamo un popolo in cammino», ha detto Robert Francis Prevost ai 70mila fedeli, «in un mondo lacerato e senza pace lo Spirito Santo ci educa a camminare insieme. La terra riposerà, la giustizia s…
Aline Minani assiste gli anziani colpiti dalla guerra in Repubblica Democratica del Congo. Fa parte della comunità di Sant’Egidio. Hussam Abu Sini è un oncologo di origine palestinese e passaporto israeliano e rimane nonostante la guerra che si è scatenata dopo il 7 ottobre. È membro di Comunione e liberazione. Pedro Sánchez Sáez e María Begoña Ballester Zapata sono in missione in Ucraina con 12 figli. Sono neocatecumenali. Nicola Borricchi ha un passato di tossicodipendenze ed è rinato grazie a Nuovi Orizzonti. Hanno raccontato la propria storia alla veglia di preghiera in piazza San Pietro conclusa ieri sera da papa Leone XIV, che, oggi, Pentecoste, celebra il Giubileo dei movimenti, delle associazioni e delle nuove comunità, «palestre di fraternità e di partecipazione».
"Popolo in cammino”
«Siamo un popolo in cammino», ha detto Robert Francis Prevost ai 70mila fedeli, «in un mondo lacerato e senza pace lo Spirito Santo ci educa a camminare insieme. La terra riposerà, la giustizia si affermerà, i poveri gioiranno, la pace tornerà se non ci muoveremo più come predatori — ha detto il Papa — ma come pellegrini. Non più ognuno per sé, ma armonizzando i nostri passi ai passi altrui», ha detto Leone spiegando che è questo il senso di «sinodalità», «non consumando il mondo con voracità, ma coltivandolo e custodendolo, come ci insegna l’enciclica Laudato si’», di Francesco.
Dopo il Concilio
È il primo incontro del nuovo Papa con queste realtà ecclesiali — ci sono anche Azione cattolica, Scout, Focolarini e molti altri — che, dopo il Concilio vaticano II, si sono moltiplicate con vivacità e, talvolta, qualche problema.
L’intervento di Francesco
Papa Francesco è intervenuto in alcuni casi per correggere gli abusi compiuti da leader tanto carismatici quanto manipolatori — proprio in collaborazione con Prevost ha sciolto, ad esempio, il Sodalizio di Vita Cristiana, in Perù — e, più in generale, per regolamentare la vita interna, non sempre trasparente, di vari movimenti.
Introversi o estrooversi
«Per seguire Gesù», ha sottolineato papa Leone, «non occorrono sostenitori potenti, compromessi mondani, strategie emozionali». Se alcuni hanno la tendenza ad isolarsi, il Pontefice ha esortato movimenti e associazioni ad essere, come i discepoli di Gesù, «non introversi e litigiosi, ma estroversi e luminosi», «legati profondamente a ciascuna delle Chiese particolari e delle comunità parrocchiali»: agendo «in sintonia» con il resto della Chiesa e seguendo «insieme» quello Spirito che la Chiesa celebra a Pentecoste, «le sfide che l’umanità ha di fronte saranno meno spaventose».
Verso l’America latina
Leone ieri ha ricevuto il presidente argentino Javier Milei, secondo il quale il Papa visiterà presto il paese di Bergoglio. Nelle scorse settimane era trapelato che potrebbe visitare anche Perù, Uruguay e Belem, in Brasile, dove si svolge il prossimo vertice sul clima.