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Il Papa ai preti di Roma: “Capisco le vostre fatiche e le sfide della città, ma siate esemplari”

(afp)

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Dopo i rimbrotti di Francesco il nuovo Papa assicura la propria vicinanza. Ma cita Bergoglio e indica il modello don Lorenzo Milani, don Primo Mazzolari e don Luigi di Liegro, storico fondatore della Caritas capitolina
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Li ha ringraziati per la “generosità” con cui affrontano le “fatiche quotidiane” e il “sentimento di stanchezza” che può nascere quando non ci si sente “compresi e ascoltati”, ma anche le “sfide” poste dalla città di Roma – “segnata da molteplici forme di povertà e da gravi emergenze come quella abitativa” – che “a volte, ci appaiono più grandi delle nostre forze”. Papa Leone si è rivolto così i “suoi” preti, ossia i sacerdoti della diocesi di Roma, della quale è vescovo, assicurando loro il proprio impegno affinché “ciascuno riacquisti serenità nel proprio ministero”. Al tempo stesso Robert Francis Prevost ha chiesto loro di essere “esemplari” e “credibili” nella loro condotta di vita.

Dopo Francesco

Quello odierno è stato il primo incontro tra il nuovo Papa e il clero di Roma, al quale papa Francesco ha rivolto, nel corso del suo pontificato, rimbrotti e ammonimenti, oltre a mettere mano a una profonda riforma del Vicariato che ha suscitato non pochi malumori. “Ho desiderato incontr…

Li ha ringraziati per la “generosità” con cui affrontano le “fatiche quotidiane” e il “sentimento di stanchezza” che può nascere quando non ci si sente “compresi e ascoltati”, ma anche le “sfide” poste dalla città di Roma – “segnata da molteplici forme di povertà e da gravi emergenze come quella abitativa” – che “a volte, ci appaiono più grandi delle nostre forze”. Papa Leone si è rivolto così i “suoi” preti, ossia i sacerdoti della diocesi di Roma, della quale è vescovo, assicurando loro il proprio impegno affinché “ciascuno riacquisti serenità nel proprio ministero”. Al tempo stesso Robert Francis Prevost ha chiesto loro di essere “esemplari” e “credibili” nella loro condotta di vita.

Dopo Francesco

Quello odierno è stato il primo incontro tra il nuovo Papa e il clero di Roma, al quale papa Francesco ha rivolto, nel corso del suo pontificato, rimbrotti e ammonimenti, oltre a mettere mano a una profonda riforma del Vicariato che ha suscitato non pochi malumori. “Ho desiderato incontrarvi per conoscervi da vicino e per iniziare a camminare insieme a voi”, ha detto Leone XIV nell’udienza che ha avuto luogo nell’aula Paolo VI, in Vaticano. Prevost, accolto da un lungo applauso e cori di “viva il Papa”, ha voluto iniziare il suo discorso chiedendo “un forte applauso” per i sacerdoti e i diaconi romani.

“Non compresi e ascoltati”

“Vi ringrazio per la vostra vita donata a servizio del Regno, per le vostre fatiche quotidiane, per tanta generosità nell’esercizio del ministero, per tutto ciò che vivete nel silenzio e che, a volte, è accompagnato da sofferenza o da incomprensione”, ha detto il Papa, che a Roma ha vissuto un ventennio, sia da studente che da superiore degli Agostiniani, prima di tornarvi nel 2023 come prefetto del dicastero vaticano dei Vescovi. Il sentimento di stanchezza “sopraggiunge perché abbiamo vissuto delle fatiche particolari, perché non ci siamo sentiti compresi e ascoltati, o per altri motivi. Io – ha detto il Papa – vorrei aiutarvi, camminare con voi, perché ciascuno riacquisti serenità nel proprio ministero, ma proprio per questo vi chiedo uno slancio nella fraternità presbiterale, che affonda le sue radici in una solida vita spirituale”.

“Ve lo chiedo con il cuore”

Papa Prevost ha poi insistito sulla “esemplarità” di vita che devono avere i sacerdoti: “Ve lo chiedo con il cuore di padre e di pastore: impegniamoci tutti ad essere sacerdoti credibili ed esemplari! Siamo consapevoli dei limiti della nostra natura e il Signore ci conosce in profondità”, ha detto, “ma abbiamo ricevuto una grazia straordinaria”. Da non dimenticare perché “la città, con le sue mille proposte, potrebbe anche allontanarci dal desiderio di una vita santa”, ha notato il Pontefice agostiniano, “inducendo un livellamento verso il basso dove si perdono i valori profondi dell’essere presbiteri”.

L’emergenza abitativa

Infine, la città di Roma, come il resto del mondo, è “segnata da molteplici forme di povertà e da gravi emergenze come quella abitativa”, ha detto Prevost, e “come notava papa Francesco”, “alla grande bellezza” deve corrispondere “la normale funzionalità nei luoghi e nelle situazioni della vita ordinaria, feriale”. Se le sfide sono molte, non bisogna “scappare” di fronte ad esse, ma vanno interpretate “evangelicamente”, vissute “come occasioni di testimonianza”, ha raccomandato il Papa, che ha citato in particolare “l’esempio di santi sacerdoti che hanno saputo coniugare la passione per la storia con l’annuncio del Vangelo, come don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani, profeti di pace e di giustizia” e, a Roma, don Luigi Di Liegro, “che, di fronte a tante povertà, ha dato la vita per cercare vie di giustizia e di promozione umana”.

Quasi 8mila preti, 84 seminaristi

Il cardinale vicario Baldo Reina, che ha introdotto l’incontro del Papa con i sacerdoti, ha ricordato che a Roma ci sono in tutto 8020 tra sacerdoti e diaconi, 809 sacerdoti incardinati in diocesi, 500 a Roma per motivi di studio, altri 2357 vivono in collegi universitari, i sacerdoti appartenenti a associazioni clericali e prelature sono 211, a ordini religiosi 3914. I seminaristi della diocesi sono 84. Le difficoltà, ha detto il vicario, “non mancano: sono molteplici le provenienze, le culture, le sensibilità, diversi i modelli formativi, con il conseguente lavoro pastorale che qualche volta fa fatica a proporre e trasmettere una visione unitaria”.

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