Il ministro Schillaci: “Più ispezioni negli studi privati, i chirurghi tornino nel pubblico”
di Michele BocciVerifiche a tappeto in tutte le strutture private dove si pratica la chirurgia plastica ed estetica, ma anche informazione chiara ai pazienti, così che possano farsi curare in strutture e da professionisti qualificati. Sono due delle ricette del ministro alla Salute Orazio Schillaci per impedire che altre donne muoiano o subiscano danni da procedure di medicina estetica.
Tre donne morte a Roma in pochi mesi. Come si fa a impedire che succeda ancora?
«Mi lasci dire che è sempre doloroso apprendere di queste morti provocate da presunti professionisti che mancano di preparazione adeguata, hanno scarsa deontologia medica e non si fanno scrupoli a operare in strutture prive di requisiti sanitari e strutturali. Bisogna controllare, è quello che stiamo facendo».
Di che tipo di controlli si tratta?
«Ho chiesto ai Nas di fare ispezioni a tappeto per verificare che nei centri medici estetici siano utilizzate attrezzature idonee, rispettati i requisiti igienici strutturali e organizzativi…
Verifiche a tappeto in tutte le strutture private dove si pratica la chirurgia plastica ed estetica, ma anche informazione chiara ai pazienti, così che possano farsi curare in strutture e da professionisti qualificati. Sono due delle ricette del ministro alla Salute Orazio Schillaci per impedire che altre donne muoiano o subiscano danni da procedure di medicina estetica.
Tre donne morte a Roma in pochi mesi. Come si fa a impedire che succeda ancora?
«Mi lasci dire che è sempre doloroso apprendere di queste morti provocate da presunti professionisti che mancano di preparazione adeguata, hanno scarsa deontologia medica e non si fanno scrupoli a operare in strutture prive di requisiti sanitari e strutturali. Bisogna controllare, è quello che stiamo facendo».
Di che tipo di controlli si tratta?
«Ho chiesto ai Nas di fare ispezioni a tappeto per verificare che nei centri medici estetici siano utilizzate attrezzature idonee, rispettati i requisiti igienici strutturali e organizzativi, e che siano a norma con le autorizzazioni e le qualifiche professionali. Dall’inizio dell’anno, e con una intensificazione a maggio, sono stati fatti 1.160 controlli, tra centri estetici e studi medici estetici, alcuni dei quali sono stati visitati più volte. In circa l’11% dei casi sono state trovate irregolarità, che hanno portato a illeciti penali o sanzioni amministrative. Le strutture sequestrate o sospese sono state 14. Sono stati anche oscurati siti web».
Lavorate anche per sensibilizzare i cittadini?
«È necessario far comprendere ai cittadini che anche l’intervento estetico richiede in molti casi una procedura chirurgica e può presentare dei rischi. Non ci si può affidare ai social nella scelta di un professionista o a Dr Google. È sempre doveroso consultarsi con il proprio medico di famiglia o un altro specialista in grado di indirizzare le persone in strutture qualificate».
Spesso è difficile reperire informazioni affidabili sui professionisti, soprattutto privati. Come possono essere aiutati in questo i pazienti?
«Dobbiamo metterli in condizione di essere adeguatamente informati. Insieme alle Società scientifiche del settore possiamo condividere un percorso per promuovere campagne di informazione sui social, nelle farmacie e negli studi medici per aiutare i cittadini a scegliere consapevolmente e in piena sicurezza le strutture e i professionisti».
Perché la chirurgia plastica è così esposta a questi problemi?
«Perché è in costante aumento la domanda di chirurgia estetica che incontra talvolta un’offerta poco qualificata, con medici che si improvvisano».
Tanti medici scelgono di esercitare la chirurgia plastica nel privato, lasciando sguarniti gli ospedali. Come si fa a convincerli a restare nel pubblico?
«Siamo impegnati a ridare attrattività alla sanità pubblica con misure per rendere più gratificante e sicuro il lavoro negli ospedali e questo vale per tutte le discipline mediche. È chiaro che un paziente che ha subito una menomazione a seguito della rimozione di un tumore ha diritto ad avere le cure nel pubblico e in tempi adeguati».
Spesso le sanzioni disciplinari degli ordini restano bloccate in Commissione per le professioni sanitarie. Quell’organismo sta smaltendo gli arretrati?
«A breve sarà istituita la Commissione stralcio che si occuperà in via prioritaria dell’arretrato. Nel frattempo. la Commissione centrale per le professioni sanitarie ha ripreso a riunirsi e ha già iniziato a smaltire parte delle pratiche pendenti».