Aereo precipitato in India, la studentessa ‘miracolata’: “Sono viva grazie al traffico”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Come nel film "Final Destination", Bhoomi Chauhan ha perso un aereo che si è schiantato dopo pochi minuti. Ovvero l’Air India di giovedì 12 giugno da Ahmedabad a Londra Gatwick, caduto 30 secondi dopo il decollo: a bordo sono morte 241 persone, mentre un passeggero indiano-britannico si è miracolosamente salvato, Vishwash Kumar Ramesh, seduto al posto 11A. Così come Chauhan. Ma lei, Bhoomi Chauhan, 28 anni, a bordo non è mai salita.
Come racconta alla Bbc, la donna, studentessa di amministrazione aziendale che vive nell'inglese Bristol con il marito, ha perso quell’aereo maledetto perché rimasta imbottigliata nel traffico della città dell’India occidentale, dove si trovava per una breve vacanza. Anche perché aveva decis…
LONDRA - Come nel film "Final Destination", Bhoomi Chauhan ha perso un aereo che si è schiantato dopo pochi minuti. Ovvero l’Air India di giovedì 12 giugno da Ahmedabad a Londra Gatwick, caduto 30 secondi dopo il decollo: a bordo sono morte 241 persone, mentre un passeggero indiano-britannico si è miracolosamente salvato, Vishwash Kumar Ramesh, seduto al posto 11A. Così come Chauhan. Ma lei, Bhoomi Chauhan, 28 anni, a bordo non è mai salita.
Come racconta alla Bbc, la donna, studentessa di amministrazione aziendale che vive nell'inglese Bristol con il marito, ha perso quell’aereo maledetto perché rimasta imbottigliata nel traffico della città dell’India occidentale, dove si trovava per una breve vacanza. Anche perché aveva deciso di raggiungere lo scalo da Ankleshwar, ossia a circa duecento chilometri a sud di Ahmedabad.
Dunque, Chauhan, cui era stato assegnato il posto 36G in economy, arriva 10 minuti dopo il termine consentito. E così gli assistenti di terra della compagnia aerea le negano l’accesso, perché giunta alla sicurezza a meno di un’ora dalla partenza. Nonostante avesse già fatto il check-in online e ottenuto la carta d’imbarco.
"Eravamo molto arrabbiati con il nostro tassista. Ma oramai avevamo perso l’aereo. Provavo un grande senso di frustrazione e tristezza per non esser riuscita a salire a bordo”, ricorda Chauhan alla tv pubblica britannica, “siamo usciti dall’aeroporto con mio marito, e ci siamo fermati a bere un tè. Dopo un po’, prima di andare via... stavamo parlando con l’agente di viaggio su come ottenere un rimborso per il biglietto. Allora, ho ricevuto una chiamata: “L’aereo si è schiantato!”.
"Ho chiesto al personale della compagnia di farmi entrare”, continua Chauhan, “perché ero in ritardo solo di dieci minuti. Ho detto loro che ero l’ultima passeggera e li ho pregati di farmi salire, ma non me lo hanno permesso”. Meno male.