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La madre di Acutis: “Mio figlio Carlo, l’influencer di Dio, renderà il web un posto migliore”

(ansa)

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Antonia Salzano è autrice di diversi volumi sulla fede dell’adolescente morto a 15 anni: “Anche Internet deve essere evangelizzato”
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Da patrono del web Carlo Acutis «avrebbe molto da fare», perché «avrebbe il compito di far venire fuori il bene da Internet che è fondamentalmente una spazzatura»: ne è convinta la madre del futuro santo, Antonia Salzano, autrice con la casa editrice Piemme dei libri “ufficiali” relativi a suo figlio Il segreto di mio figlio, Santa Messa Santo me, Non io ma Dio, che presenta il 18 giugno alla Mondadori di piazza Duomo a Milano (l’ultimo, Spiritual Insight, uscirà il 2 settembre).

Come si sente a diventare la madre di un santo?

«È un grande onore perché Carlo è un ragazzo che sta portando tanta luce a tante persone, a tanti giovani. È un esempio positivo sia per credenti che per non credenti».

Amava l’adorazione eucaristica, andava a messa tutti i giorni: che cattolicesimo era quello di suo figlio?

«Cristo è sempre lo stesso, ieri oggi e sempre. Cambiano le modalità di annuncio, è cambiato il linguaggio, ma per il cattolicesimo l’adorazione eucaristica e la messa sono il centro. Carlo …

Da patrono del web Carlo Acutis «avrebbe molto da fare», perché «avrebbe il compito di far venire fuori il bene da Internet che è fondamentalmente una spazzatura»: ne è convinta la madre del futuro santo, Antonia Salzano, autrice con la casa editrice Piemme dei libri “ufficiali” relativi a suo figlio Il segreto di mio figlio, Santa Messa Santo me, Non io ma Dio, che presenta il 18 giugno alla Mondadori di piazza Duomo a Milano (l’ultimo, Spiritual Insight, uscirà il 2 settembre).

Come si sente a diventare la madre di un santo?

«È un grande onore perché Carlo è un ragazzo che sta portando tanta luce a tante persone, a tanti giovani. È un esempio positivo sia per credenti che per non credenti».

Amava l’adorazione eucaristica, andava a messa tutti i giorni: che cattolicesimo era quello di suo figlio?

«Cristo è sempre lo stesso, ieri oggi e sempre. Cambiano le modalità di annuncio, è cambiato il linguaggio, ma per il cattolicesimo l’adorazione eucaristica e la messa sono il centro. Carlo ha vissuto momenti interiori che poi si riflettevano nella sua vita, perché se amare Cristo non porta a amare gli altri, a incarnare i valori come la generosità, la solidarietà, l’amore per l’ambiente, il rispetto delle persone, il capire che ogni persona è irripetibile, il vedere il volto di Cristo in ognuno, non è una fede coerente».

Le piacerebbe che suo figlio diventasse il patrono di Internet nel momento in cui la Rete mostra anche i suoi lati più oscuri?

«Avrebbe molto da fare! Sarebbe sicuramente un grande compito. I santi devono aiutare a far venire fuori il bene, e lui avrebbe il compito di far venire fuori il bene da Internet che è fondamentalmente una spazzatura! Poi con l’intelligenza artificiale non si sa più qual è la verità ormai, è pericolosissimo. Sarebbe un compito davvero difficile, speriamo che lo aiutino tanti altri santi dal cielo. Ma Gesù dice: io non sono venuto a chiamare i giusti ma i peccatori – e anche Internet ha bisogno di essere evangelizzato. Speriamo che Carlo riesca a trarre fuori il bene dal web anche se non vorrei essere al suo posto».

Papa Francesco lo ha chiamato influencer di Dio: visto l’esempio non sempre edificante degli influencer cosa ne pensa?

«C’è l’influencer per il trucco, c’è l’influencer per tante cose, e Carlo può essere influencer di Dio. L’influencer di per sé può anche dare buoni consigli. Nessuno ti obbliga a credere, ma l’importante è essere aperti, e questo secondo me è quello che Carlo ci dice: c’è chi trova certe cose, chi ne trova altre, ma l’importante è cercare».

Cosa pensa delle reliquie di Carlo vendute su ebay?

«Questo problema c’è sempre stato. Se uno va su ebay e cerca le reliquie di Giovanni Paolo II ne trova in abbondanza. È un fenomeno incontrollabile: noi diamo gratuitamente le reliquie di Carlo a chi ce le chiede, chiese, oratori. Io ad esempio regalai una reliquia a un sacerdote il quale l’ha regalata a sua volta a un giovane: che fine avrà fatto? Uno è anche libero di regalare, intendiamoci, e può succedere che qualcuno furbescamente dica, “questo è il momento di Acutis, ci facciamo un po’ di soldi”. Che devo dire… spero che avesse veramente bisogno di soldi e magari li ha utilizzati per aiutare qualcuno, perché duemila euro sono una bella cifretta!».

Come spiega la popolarità di Carlo, in pochi anni, quasi a soppiantare un padre Pio?

«Quello che ci è voluto per far conoscere padre Pio con Carlo è stato rapidissimo: Carlo è un santo del terzo millennio e ha usufruito e beneficiato delle tecnologie che oggi esistono. Ma il fatto che Carlo abbia una popolarità mondiale, dalla Cina agli Stati Uniti all’Africa, per me è un’opera di Dio. E poi la giovane età tocca il cuore di più: magari una suora santa, santissima ma anziana, ti tocca meno di un ragazzo morto così giovane. E poi la bellezza, la luminosità che aveva… Credo che Carlo sia uno strumento di Dio per toccare tante vite».

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