Il grido del Pride: “I nostri diritti negati siamo tutti fuorilegge”
di Alessandra ZinitiLa cantante Rose Villain durante il Roma Pride 2025
Sul carro di Mucca Assassina, Rose Villain, abito spaziale color pesca, sopra un missile di cartapesta puntato verso una immaginifica «galassia più libera», sventola la bandiera palestinese. Alle 17 in punto, quando la testa dell’infinito serpentone arcobaleno, sudato e festante, è a metà di Via Cavour, le mille musiche che rimbombano dagli altoparlanti dei camion tacciono di colpo. Solo il carro della comunità ebraica, del Keshet Europe, si rifiuta. Il corteo si ferma, in silenzio per un minuto, poi esplode in un solo grido “Palestina libera”.
Il corteo alternativo di Ostiense
Non ci stanno i 150 - 200.000 del Pride romano ( per gli organizzatori sono un milione a fronte dei 30.000 attesi dalla questura) a passare per amici di Israele come pure, contestando le sponsorizzazioni di Starbucks e Disney, li accusa un gruppo minoritario che, per la prima volta, dà vita ad una marcia alternativa da piazzale Ostiense a parco Schuster: sono circa 2.000 decisi a smarcarsi da quella che defi…
Sul carro di Mucca Assassina, Rose Villain, abito spaziale color pesca, sopra un missile di cartapesta puntato verso una immaginifica «galassia più libera», sventola la bandiera palestinese. Alle 17 in punto, quando la testa dell’infinito serpentone arcobaleno, sudato e festante, è a metà di Via Cavour, le mille musiche che rimbombano dagli altoparlanti dei camion tacciono di colpo. Solo il carro della comunità ebraica, del Keshet Europe, si rifiuta. Il corteo si ferma, in silenzio per un minuto, poi esplode in un solo grido “Palestina libera”.
Il corteo alternativo di Ostiense
Non ci stanno i 150 - 200.000 del Pride romano ( per gli organizzatori sono un milione a fronte dei 30.000 attesi dalla questura) a passare per amici di Israele come pure, contestando le sponsorizzazioni di Starbucks e Disney, li accusa un gruppo minoritario che, per la prima volta, dà vita ad una marcia alternativa da piazzale Ostiense a parco Schuster: sono circa 2.000 decisi a smarcarsi da quella che definiscono la «macchina capitalista del Rome pride», lungo il loro percorso i manifesti disegnati dall’artista Laika.
Ma nel lunghissimo corteo che sfida i 40 gradi delle tre del pomeriggio per riappropriarsi per un giorno delle vie della Capitale al grido «siamo tutti fuorilegge», la solidarietà alle vittime di Gaza è palpabile ad ogni passo. Basta guardare il carro che sfila con le sagome a testa in giù di Netanyahu, Trump, Musk, Rowling, i grandi nemici della comunità’ Lgbtq+ che a Roma, però, lancia il guanto di sfida al premier ungherese Viktor Orban che ha vietato, dichiarandolo illegale, il Pride di Budapest previsto per il 28 giugno.
L’appello della popstar: “Tenetevi per mano”
«Sfiliamo perchè vogliamo che l’Italia riconosca i diritti di tutti, anche di quei Paesi dove i Pride non possono sfilare», grida il portavoce Mario Colamarino mentre un’eco che si propaga come un’onda lungo il serpentone accompagna la madrina del Pride Rose Villain che canta acclamata dalla folla il brano portato a Sanremo, “Fuorilegge”.
«Tenetevi per mano - l’appello della popstar milanese -è la più grande dichiarazione d’amore che possiamo fare. Siamo costantemente esposti all’odio, ma oggi stiamo dando l’esempio tangibile di cosa significa, invece, esporsi all’amore». Boato, applausi, cori, fucili e pistole ad acqua che sventagliano su ragazze in bikini e paillettes, giovani uomini vestiti da centurioni che per resistere ai mantelli in velluto agitano ventagli arcobaleno sotto le ascelle, miniventilatori puntati su toraci lucidi e brillantinati, ombrellini cinesi che passano di mano in mano per regalare qualche attimo di ombra visto che le bottigliette d’acqua son finite prima di partire, tacchi a spillo e ciabatte, costumi carnevaleschi e nudità ostentate in un tripudio di felice libertà ( almeno per un giorno) di chi invece quotidianamente vede ridursi il campo dei propri diritti.
La felicità delle mamme riconosciute genitori
In un trenino pieno di mamme e bambini, Serena, 41 anni, da Bergamo dice: « Dieci di noi e i loro figli oggi festeggiano. C’è voluta la sentenza della Corte costituzionale a vedere riconosciuti eguali diritti delle due mamme, quella naturale e quella intenzionale. Il Comune di Roma ha subito applicato questa sentenza, ma quanti altri Comuni lo faranno? Quanti altri genitori dovranno ancora attendere? Per non parlare dei padri che ancora non vedono riconosciuto il loro uguale diritto, una discriminazione nella discriminazione».
Poco distante, fascia tricolore indosso, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri sfila con l’avanguardia del corteo. Venerdì, in Campidoglio ha firmato sei atti di nascita di bimbi, con il riconoscimento legale di entrambe le madri. E ora dice: «Un Pride bello ed emozionante. C’è tanta città tutta insieme: Roma grande città dei diritti, ma il Pride è anche un momento di battaglia».
Luxuria: “ Meloni amica di Orban e dei bulli al potere”
Ci sono i volti storici del movimento Lgbqt+, Imma Battaglia, Eva Grimaldi, Marilena Grassadonia, Vladimir Luxuria che attacca la premier Giorgia Meloni: « È amica dei bulli al potere. Orban ha fatto una cosa che dovrebbe preoccupare anche qui in Italia: il Pride a Budapest è un reato. Ricordo Draghi premier condannare Orban. Adesso il silenzio assoluto. E quando si è silenti davanti alla libera manifestazione del pensiero si è complici di qualcosa che si chiama fascismo». Sfila con un suo camion + Europa, sopra c’è Riccardo Magi: « Il nostro governo non condanna tutto questo, anzi Meloni è amica di questi regimi». Arrivano Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs, per il Pd ci sono Alessandro Zan, Matteo Orfini e, appoggiata ad una stampella, Laura Boldrini: «Mandiamo un messaggio chiaro da qui, c’è una folla gioiosa e combattiva pronta a difendere i diritti sotto attacco». Si chiude alle Terme di Caracalla. E si prepara già il viaggio a Budapest per sfidare Orban. Nella delegazione del Pse ci sarà anche la segretaria del Pd Elly Schlein.