Ilaria Salis si appella ai deputati Ue: “Non revocatemi l’immunità, è un voto sulla democrazia”
di Viola GiannoliIlaria Salis è a un passo dalla revoca dell’immunità parlamentare. E con un video-appello si rivolge ai suoi colleghi dell’Europarlamento per convincerli a votare contro.
La decisione dovrebbe arrivare a fine giugno e sembra propendere fortemente per una revoca dell’immunità, come richiesto dal governo di Viktor Orban, che si tradurrebbe nella ripresa del processo penale per “lesioni potenzialmente mortali” (questa l’accusa) a Budapest, in Ungheria, e il rischio di una nuova carcerazione, dopo i 15 mesi di detenzione preventiva. Anche se il canovaccio del futuro è tutt’altro che semplice da sbrogliare.
Ora Salis tenta un appello, legando il suo destino a quello dell’Europa e dello stato di diritto, e afferma: «Sarà un voto importante. Lo è ovviamente per me, perché da quel voto dipende la mia libertà personale. L'Istituto giuridico dell'immunità parlamentare rappresenta la mia protezione legale da un processo ingiusto e da una spietata volontà politica di persecuzione. Ma non è solo un voto che riguarda me. È un voto – sostiene - che riguarda l'Europa e la democrazia».
Nel video definisce il governo ungherese una «democratura» dove «c’è sempre meno democrazia, sempre meno Stato di diritto», ricorda che lo stesso Orban coniò nel 2014 la definizione di «democrazia illiberale». «Difendere la mia immunità – dichiara – non significa difendere me, significa difendere il principio democratico in Europa».
Sostiene che «non si tratta di destra o di sinistra, si tratta di democrazia contro autoritarismo». Cioè, si spiega: «Da una parte ci sono quelli che ritengono accettabile calpestare la separazione dei poteri, piegare la giustizia al volere del governo, reprimere il dissenso (...); dall'altra tutte e tutti coloro che, pur con visioni politiche diverse, credono nei valori democratici fondamentali come lo Stato di diritto, i diritti dell'individuo, la libertà di espressione e di stampa, l'indipendenza della giustizia».
Poi ricorda: «Dietro alla mia immunità parlamentare c'è un mandato politico chiaro, la volontà di 178 mila cittadini e cittadini italiani che mi hanno eletta mentre ero in carcere proprio per liberarmi dall'oppressione di uno Stato autoritario e di un regime che usa la giustizia come vendetta politica».
Lì, nel carcere di Budapest, era finita perché arrestata l’11 ottobre del 2023 a bordo di un taxi, assieme ad altri due militanti antifascisti: l’accusa per lei è di aver partecipato al pestaggio di tre cittadini ungheresi di estrema destra durante il Giorno dell’onore che ogni anno raduna nella capitale magiara migliaia di nostalgici delle Ss.
Nel video Salis prova allora a prevenire un’obiezione: con l’immunità vuole scappare dalla giustizia? Dal processo? «Non si è trattato e non si tratta di questo. In Ungheria, per chi osa opporsi al regime, non si cerca giustizia, ma vendetta. Il procedimento che mi ha colpito e che potrebbe riaprirsi è una messa in scena giudiziaria dove la condanna è decisa ancora prima del processo. La sentenza non arriverebbe da un giudice imparziale, ma da un potere politico che pretende pene esemplari contro chi dissente. Ho già trascorso un lunghissimo periodo in cui storia cautelare, 15 terribili mesi da innocente nelle carceri ungheresi in condizioni che anche organismi internazionali hanno definito degradanti e disumane. Hanno provato in ogni modo a spezzarmi, a estorcermi una confessione con i metodi della tortura bianca», dice l’europarlamentare eletta nel giugno del 2024 con Avs.
Sei minuti di video, diffuso in versione integrale sui suoi canali social, al termine del quale Ilaria Salis, rivolgendosi ancora ai colleghi dell’europarlamento, afferma: «Chi sarà chiamato a votare dovrà assumersi la responsabilità morale e politica di decidere se consegnare una collega nelle mani di un regime autoritario, la responsabilità storica di decidere se in Europa debba prevalere l'autoritarismo oppure la democrazia. A voi la scelta».