È lo sport dei boschi, un gioco per bambini — ma solo in apparenza — che fa bene ai grandi. Dai 5 ai 99 anni, come si scriveva un tempo sulla scatola del Monopoli. È l’orienteering o, per dirla all’italiana, l’orientamento: una bussola, la mappa e un percorso sconosciuto da coprire nel più breve tempo possibile, cercando di non perdersi. È un piccolo mondo (5mila tesserati in Italia, 350 le società affiliate), ma anche e soprattutto una palestra per la mente oltre che per il corpo.
La storia
L’orienteering nasce e si sviluppa nei paesi scandinavi. La prima gara di cui si ha notizia venne disputata a Bergen, in Norvegia, nel 1887. L’approdo in Europa centrale è più tardo. Il Comitato trentino nasce nel 1975, la Federazione italiana sport orientamento nel 1986. Dal 26 giugno al 4 luglio il Trentino, con l’Altopiano di Piné e la Valsugana, sarà il centro nevralgico dei Mondiali juniores, con 350 atleti provenienti da 41 Paesi.
È uno sport trasversale. Una grande appassionata di orient…
È lo sport dei boschi, un gioco per bambini — ma solo in apparenza — che fa bene ai grandi. Dai 5 ai 99 anni, come si scriveva un tempo sulla scatola del Monopoli. È l’orienteering o, per dirla all’italiana, l’orientamento: una bussola, la mappa e un percorso sconosciuto da coprire nel più breve tempo possibile, cercando di non perdersi. È un piccolo mondo (5mila tesserati in Italia, 350 le società affiliate), ma anche e soprattutto una palestra per la mente oltre che per il corpo.
La storia
L’orienteering nasce e si sviluppa nei paesi scandinavi. La prima gara di cui si ha notizia venne disputata a Bergen, in Norvegia, nel 1887. L’approdo in Europa centrale è più tardo. Il Comitato trentino nasce nel 1975, la Federazione italiana sport orientamento nel 1986. Dal 26 giugno al 4 luglio il Trentino, con l’Altopiano di Piné e la Valsugana, sarà il centro nevralgico dei Mondiali juniores, con 350 atleti provenienti da 41 Paesi.
È uno sport trasversale. Una grande appassionata di orienteering è l’astronauta bresciana Anthea Comellini, selezionata nel 2022 come membro della riserva astronauti dell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea: «Tutti dovrebbero provarlo». Anche la cantante danese MØ ha raccontato di utilizzarlo per rigenerarsi. Per il fenomeno del ciclismo Tadej Pogacar è stato il primo sport praticato. In giovinezza si era esibito con bussola e mappa anche il leggendario mezzofondista finlandese Lasse Viren, 4 ori olimpici tra 5 e 10mila. «È lo sport in cui puoi vedere gareggiare genitori, figli e nonni» racconta Luigi Girardi, 58 anni, atleta in attività nelle categorie master e consigliere federale, «a spiccare è naturalmente la componente avventura, il tuffo nell’ignoto, non sapere mai dove andrai. Devi decidere da solo in una frazione di secondo. Vince chi una un senso dell’orientamento maggiore. Ma è bellissimo poi, a sera, confrontarsi, e dirsi “ma perché sei andato di là?” e così via. Non è solo sport, ma uno stile di vita molto in linea con lo spirito del tempo attuale».
Dove e come si pratica
La corsa orientamento (è una delle quattro specialità assieme a sci-orienteering, la mountain bike orientamento e l’orientamento di precisione, adatto anche ad atleti con disabilità) si può praticare su qualunque terreno ed è molto in voga, da qualche anno, anche la sua versione urban, nei centri cittadini. Ma come si svolge una gara? Si parte ad intervalli di alcuni minuti gli uni dagli altri. Al via il concorrente riceve la cartina del terreno di gara su cui sono disegnati dei cerchietti che rappresentano i punti di controllo. Lo scopo è raggiungere i punti di controllo nella stessa sequenza in cui sono numerati sulla carta. Ad ogni controllo si trova una lanterna (un segnale bianco-arancio) dove viene certificato il passaggio e al traguardo viene rilevato il tempo. È uno sport che si adatta come pochi agli atleti over 70 e 80, grazie alla possibilità di modulare lo sforzo. Dal punto di vista fisiologico, l’orienteering migliora la capacità aerobica, la funzione cardiovascolare e l’efficienza respiratoria. Uno studio pubblicato sul Brazilian Journal of Sports Medicine ha rilevato un miglioramento significativo della capacità polmonare e della resistenza nei praticanti regolari. E una pubblicazione sulla rivista BMC Geriatrics ha evidenziato che gli orientisti over 65 tendono ad avere meno problemi di salute, minori livelli di depressione e una qualità della vita superiore rispetto ai coetanei non attivi. In Finlandia, dove l’orienteering è religione, si inizia a 4 anni: ai bambini viene semplicemente chiesto di seguire un filo in un bosco. E poi si finisce alle soglie dei 100, correndo tra laghi, larici e altre meraviglie.