Pozzallo, sette ore di braccio di ferro sui migranti a bordo della Sea eye 5. Poi l’ok allo sbarco
di Alessandra ZinitiIl braccio di ferro con il Viminale è andato avanti per 24 ore, poi a sera il ministero dell’Interno ha dato finalmente l’ok allo sbarco per tutti i migranti soccorsi dalla piccola imbarcazione umanitaria, la Sea eye 5.
Alla barca della ong tedesca Sea eye, che sabato aveva preso a bordo 64 persone in acque internazionali a 60 miglia a nord dalla Libia, era stato dato come porto di sbarco Taranto, poi cambiato nella notte tra sabato e domenica dopo le insistenze del comandante che non riteneva sicuro con tante persone a bordo intraprendere la navigazione verso una destinazione così lontana. Ma all’una del pomeriggio quando la nave è arrivata davanti al porto siciliano di Pozzallo, a cui una mail della sala operativa di Roma della Guardia costiera, l’aveva indirizzata, ecco arrivare lo stop inatteso..
"Non ci è mai capitata una cosa del genere – dice il portavoce Gorden Isler mostrando la mail con cui la notte scorsa la sala operativa della Guardia costiera di Roma ha dato istruzioni …
Il braccio di ferro con il Viminale è andato avanti per 24 ore, poi a sera il ministero dell’Interno ha dato finalmente l’ok allo sbarco per tutti i migranti soccorsi dalla piccola imbarcazione umanitaria, la Sea eye 5.
Alla barca della ong tedesca Sea eye, che sabato aveva preso a bordo 64 persone in acque internazionali a 60 miglia a nord dalla Libia, era stato dato come porto di sbarco Taranto, poi cambiato nella notte tra sabato e domenica dopo le insistenze del comandante che non riteneva sicuro con tante persone a bordo intraprendere la navigazione verso una destinazione così lontana. Ma all’una del pomeriggio quando la nave è arrivata davanti al porto siciliano di Pozzallo, a cui una mail della sala operativa di Roma della Guardia costiera, l’aveva indirizzata, ecco arrivare lo stop inatteso..
"Non ci è mai capitata una cosa del genere – dice il portavoce Gorden Isler mostrando la mail con cui la notte scorsa la sala operativa della Guardia costiera di Roma ha dato istruzioni all’equipaggio – alle due della notte scorsa ci è stato assegnato il porto di Pozzallo senza alcuna restrizione. Ma adesso vogliono far scendere solo alcune persone con un trasbordo. Chiedono a noi di selezionare i più fragili e poi vogliono assolutamente che proseguiamo verso Taranto, una follia”
A rivolgere un accorato appello a far scendere subito tutti il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna recatosi personalmente a bordo di un peschereccio a controllare la situazione a bordo della ong nel frattempo rimasta senza acqua da bare e per i servizi igienici: « Ci sono da ore 65 persone in mezzo al mare e sotto il sole che aspettano di scendere. Per ordini superiori, si vorrebbero fare sbarcare soltanto i soggetti fragili. A parte il fatto che non si capisce chi dovrebbe certificare la presunta fragilita', ma se cosi' fosse non sarebbe assolutamente accettabile questa opinabile decisione. In un momento cosi' delicato e particolare della vita di milioni di esseri umani nel Mediterraneo, una decisione cosi' rigida diventerebbe assolutamente incomprensibile. Fateli sbarcare tutti nella citta' di Giorgio La Pira. E' questa l'unica decisione che deve assumere un governo civile e umano".
A bordo della nave 58 adulti e 7 minori soccorsi ieri a 60 miglia a nord della Libia in acque internazionali. “L'Italia continua a fare pressione sulle navi di soccorso civili, impartendo istruzioni che non possono essere eseguite “, dice il portavoce della Ong Gorden Isler.
Per tutto il pomeriggio è andato avanti il tira e molla tra la Guardia costiera e il comandante della nave. “ Vogliono assolutamente che facciamo scendere i fragili facendo noi una cernita a bordo e poi proseguiamo per Taranto – conferma il capo delle operazioni Johannes Gaevert – ma noi non siamo assolutamente nelle condizioni di farlo. A bordo la situazione è critica, due giorni con 60 persone su una imbarcazione così piccola non sono sostenibili, non abbiamo più acqua neanche per i servizi igienici e il nostro team medico non riesce a dare le cure necessarie a tutti, abbiamo a bordo anche una donna incinta”.
Alle otto di sera, subito dopo aver disposto il trasbordo della donna incinta e del marito, la decisione di far scendere tutti.
" Finalmente arriva una buona notizia, pare che dopo tanta incertezza e tanti incomprensibili tentennamenti,è stato assegnato come porto sicuro quello di Pozzallo.Sembra quindi sbloccarsi una situazione difficile nel migliore dei modi possibili. Questa decisione – dice il sindaco Ammatuna - fa onore al governo italiano e all’Italia intera. Già pronta l’intera macchina di accoglienza della città di Pozzallo.L’umanità è la civiltà hanno vinto”.