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Università, Luiss frena sulla scuola di informatica per non abbienti. Ma nel mondo è un successo

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L’ateneo romano: “Dobbiamo privilegiare l’intelligenza artificiale”. L’ex studente e finanziatore Riccardo Zacconi: “Una visione a breve”
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ROMA – C’è una scuola per programmatori informatici che, nata a Parigi, continua ad aprire nuove sedi nel mondo, eppure in Italia arretra. L’École 42 è un network di campus internazionali che offre un modello gratuito di formazione basata sull’apprendimento “tra studenti”. In Italia lo ha importato, nel 2020, l’Università Luiss Guido Carli, privata romana, che, con Emma Marcegaglia alla guida, aprì due branche nazionali della scuola: a Roma, appunto, nei mille metri quadrati ricavati alla Stazione Termini, e, nel 2021, a Firenze, all’interno dell’Innovation Center.

Con la presidenza di Vincenzo Boccia, l’ateneo dei Parioli progettò di aprire – siamo nel 2023 – anche una sede a Milano, questa all’interno dell’ex deposito abbandonato di Via Massimo d’Azeglio, 800 metri quadrati non lontani dal Cimitero monumentale. Un forte investimento, per un’attività originale e a forte impatto sociale, visto che, dopo severi test iniziali, si può entrare all’École senza aver mai studiato programmazi…

ROMA – C’è una scuola per programmatori informatici che, nata a Parigi, continua ad aprire nuove sedi nel mondo, eppure in Italia arretra. L’École 42 è un network di campus internazionali che offre un modello gratuito di formazione basata sull’apprendimento “tra studenti”. In Italia lo ha importato, nel 2020, l’Università Luiss Guido Carli, privata romana, che, con Emma Marcegaglia alla guida, aprì due branche nazionali della scuola: a Roma, appunto, nei mille metri quadrati ricavati alla Stazione Termini, e, nel 2021, a Firenze, all’interno dell’Innovation Center.

Con la presidenza di Vincenzo Boccia, l’ateneo dei Parioli progettò di aprire – siamo nel 2023 – anche una sede a Milano, questa all’interno dell’ex deposito abbandonato di Via Massimo d’Azeglio, 800 metri quadrati non lontani dal Cimitero monumentale. Un forte investimento, per un’attività originale e a forte impatto sociale, visto che, dopo severi test iniziali, si può entrare all’École senza aver mai studiato programmazione informatica.

"Trasformeremo il nostro Paese”

L’allora direttore generale dell’università, Giovanni Lo Storto, annunciò in questo modo la nuova esperienza: “Con l’apertura di ‘42 Roma Luiss’ portiamo in Italia un modello educativo totalmente nuovo, che consentirà ai suoi studenti, agenti del cambiamento, di apprendere, gratuitamente, i segreti del digitale, per contribuire alla trasformazione tecnologica in atto nel nostro Paese e vincere, con risorse e talenti formati al futuro, la grande sfida dell’innovazione che ci aspetta”. A fianco di Luiss, cinque anni fa si schierò un ex studente di peso, Riccardo Zacconi, oggi considerato una delle personalità più influenti nel mondo sulla questione digitale. Zacconi, insieme ad alcuni collaboratori, ha inventato “Candy Crush”, il gioco delle caramelle che ha conquistato 463 milioni di players attivi ogni mese: a fine 2015 lo vendette al colosso americano Activision per 5,9 miliardi di dollari. Nel 2020 il tecno-imprenditore ha sostenuto con mezzo milione di euro proprio la Scuola 42, insieme a Luca Maestri, in quegli anni direttore finanziario di Apple.

Nel 2013 l’École 42 era stata presentata al mondo dal suo fondatore Xavier Niel - capo dell’operatore di telefonia Iliad e tra i creatori di Station F., il più grande incubatore di startup nel mondo - così: “Un grande Paese nel campo della tecnologia deve avere programmatori, e la Francia non li ha. Le scuole per questo tipo di studi sono estremamente costose, ma noi abbiamo pensato di crearne una libera, dove gli studenti che passano i test possano avere accesso e appartamenti per vivere”.

Sedi da Parigi alla Silicon Valley

Da allora, appunto il 2013, l’École 42 è stato un successo planetario: 57 sedi aperte in 32 Paesi, Olanda e Russia, Giappone, Nordafrica. Nella Silicon Valley californiana. Il marchio parigino è diventata la più grande rete di scuole di It (tecnologia dell’informazione) a livello mondiale. Il metodo di insegnamento è basato sull'apprendimento tra pari, senza insegnanti tradizionali, orari fissi o esami. Gli studenti lavorano su progetti e sfide pratiche, imparando a programmare, in due anni, attraverso l'esperienza diretta e la collaborazione fattiva. Per entrare bisogna avere almeno 18 anni, e non più di 35. Non sono richiesti titoli di studio o esperienze pregresse. Non ci sono sovvenzioni dello Stato. Il numero 42 è un omaggio al libro “Guida galattica per autostoppisti”, opera di Douglas Adams.

Milano, l’Ai spodesta l‘informatica

A Roma la scuola viene posizionata nell’acceleratore di start up Luiss EnLabs, ma con l’arrivo di Luigi Gubitosi, il primo presidente Luiss scelto nonostante non fosse il presidente di Confindustria, il progetto École viene fortemente frenato. La missione sociale non è più al centro della visione universitaria e la sede di Firenze è lasciata nelle mani della Fondazione Cassa di Risparmio, in un primo tempo solo finanziatore. Luiss resta nel coordinamento. I computer sistemati nell’ex deposito di Milano nel corso del 2024 vengono, quindi, portati via e nel palinsesto ediucativo entra un percorso triennale “basato su attività di formazione e divulgazione sull’intelligenza artificiale”.

Nella sede di Roma l’attività della scuola informatica prosegue, ma nel 2025 la Luiss ferma il reclutamento di nuovi studenti. Li riprenderà, sostiene adesso, a ottobre.

L’incalzante Ai prende il posto dell’ormai vecchia programmazione informatica? La Luiss parla solo di un cambiamento di focus “e della necessità di aprire alla cittadinanza su un argomento fondamentale, l’intelligenza artificiale, su cui c’è scarsità di informazione e alfabetizzazione”. In verità, la riduzione di ambizioni della Luiss rispetto al progetto informatico École 24, secondo diversi dirigenti, anche all’interno dello stesso ateneo, è legato al cambio di volontà dei vertici universitari (e confindustriali), che nelle ultime stagioni hanno scelto di togliere la parola gratis a molte iniziative accelerando sulle attività profit. Gubitosi stesso in una recente intervista con Il Sole 24 ore ha vantato di aver realizzato, sotto la sua presidenza, 16 milioni di utili, a fronte del milione presente nel bilancio 2023.

Il fondatore di Candy Crush

Tra le persone contrariate per la riduzione italiana dell’École 42 da parte dell’Università Luiss c’è proprio Riccardo Zacconi, oggi 58 anni, la residenza a Londra. Dice: “Il modello consentiva a un potenziale intellettuale ampio di accedere alla scuola e, attraverso uno screening severo, di trovare le persone più intelligenti che nell’arco di due anni avrebbero iniziato a programmare ad alti livelli. Le due aree tematiche interessate all’esperimento, in Luiss, erano la Facoltà di Legge e quella di Economia. Sto cercando di capire qualcosa in più su questo disimpegno da parte della mia ex università, a breve sentirò il rettore della sede madre di Parigi”.

Prosegue Zacconi: “Gli investimenti sociali non sono anti-economici, anzi. Il modello 42 viene finanziato dagli sponsor e chi esce dall’École trova un’assunzione nelle più importanti società tecnologiche mondiali. Sono innamorato dell’Italia e cerco di fare cose che servano al mio Paese sul piano tecnologico. Bisogna focalizzarsi nel portare avanti le persone più in gamba, aiutare a diventare bravo chi non se lo può permettere. Così, e solo così, puoi avere il massimo ritorno. L’educazione è il miglior investimento per una società, per un’università, per un Paese. Se avrai formato bene uno studente e gli consentirai di avere successo, da lavoratore ti premierà con una donazione. Tagliare le attività sociali è una visione economica a breve, poco avveduta”.

Resta la business school

Al Nord l’École 42 è stata inserita all’interno del “Milano Luiss Hub”, nato nel 2017 come risultato di una gara indetta dal Comune per la realizzazione di uno spazio dedicato all’educazione e all’innovazione. Il bando è stato vinto da un raggruppamento di imprese con capofila la Fondazione Giacomo Brodolini e come componenti la stessa Università Luiss Guido Carli e ItaliaCamp.

L’ex deposito di Via Massimo d’Azeglio è stato ristrutturato con un investimento privato, tutto della Luiss, pari a 3,9 milioni di euro. Il Comune ha chiesto al consorzio un affitto annuo di 22.500 euro, 1.875 euro il mese per uno stabile – centrale – di 800 metri quadrati. Un affitto di riguardo, concesso anche per le attività sociali previste all’interno. Peraltro, la Luiss mantiene lì la sua “business school”, attività profittevole, in attesa di trasferirla a ottobre in un edificio adiacente. Al termine della concessione, pari a 12 anni, l'immobile tornerà di proprietà dell’amministrazione comunale.

Sul contratto si legge: “Il concessionario è tenuto a realizzare attività gratuite e di interesse pubblico, insieme ad attività a mercato o a pagamento utili per rientrare nell’investimento”. Per l’assessorato allo Sviluppo economico di Milano lo scambio École 42-intelligenza artificiale garantisce, comunque, una funzione sociale all’area. E i gestori Luiss dell’hub ribadiscono: “Non abbiamo perso la nostra impronta sociale, solo aggiornato le nostre attività”.

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