Il Papa alla Cei: “La dignità umana rischia di essere dimenticata”
di Iacopo ScaramuzziPace, dialogo, dignità umana, attenzione ai poveri, sinodalità: sono le raccomandazioni affidate da papa Leone XIV ai vescovi italiani nel primo incontro del pontificato con la Cei.
“Annuncio del Vangelo, pace, dignità umana, dialogo: sono queste le coordinate attraverso cui potrete essere Chiesa che incarna il Vangelo ed è segno del Regno di Dio”, ha detto Robert Francis Prevost.
L’impegno per la pace
“La relazione con Cristo ci chiama a sviluppare un’attenzione pastorale sul tema della pace”, ha detto il Papa all’episcopato guidato dal cardinale Matteo Zuppi: “Penso alle parrocchie, ai quartieri, alle aree interne del Paese, alle periferie urbane ed esistenziali. Lì dove le relazioni umane e sociali si fanno difficili e il conflitto prende forma, magari in modo sottile, deve farsi visibile una Chiesa capace di riconciliazione”, ha proseguito il Pontefice auspicando “che ogni diocesi possa promuovere percorsi di educazione alla nonviolenza, iniziative di mediazione nei conflitti loca…
Pace, dialogo, dignità umana, attenzione ai poveri, sinodalità: sono le raccomandazioni affidate da papa Leone XIV ai vescovi italiani nel primo incontro del pontificato con la Cei.
“Annuncio del Vangelo, pace, dignità umana, dialogo: sono queste le coordinate attraverso cui potrete essere Chiesa che incarna il Vangelo ed è segno del Regno di Dio”, ha detto Robert Francis Prevost.
L’impegno per la pace
“La relazione con Cristo ci chiama a sviluppare un’attenzione pastorale sul tema della pace”, ha detto il Papa all’episcopato guidato dal cardinale Matteo Zuppi: “Penso alle parrocchie, ai quartieri, alle aree interne del Paese, alle periferie urbane ed esistenziali. Lì dove le relazioni umane e sociali si fanno difficili e il conflitto prende forma, magari in modo sottile, deve farsi visibile una Chiesa capace di riconciliazione”, ha proseguito il Pontefice auspicando “che ogni diocesi possa promuovere percorsi di educazione alla nonviolenza, iniziative di mediazione nei conflitti locali, progetti di accoglienza che trasformino la paura dell’altro in opportunità di incontro”.
Intelligenza artificiale e dignità umana
“Ci sono poi”, ha detto papa Leone, “le sfide che interpellano il rispetto per la dignità della persona umana. L’intelligenza artificiale, le biotecnologie, l’economia dei dati e i social media stanno trasformando profondamente la nostra percezione e la nostra esperienza della vita. In questo scenario, la dignità dell’umano rischia di venire appiattita o dimenticata, sostituita da funzioni, automatismi, simulazioni. Ma la persona non è un sistema di algoritmi: è creatura, relazione, mistero”. Il Papa ha raccomandato di “coltivare la cultura del dialogo. È bello che tutte le realtà ecclesiali – parrocchie, associazioni e movimenti – siano spazi di ascolto intergenerazionale, di confronto con mondi diversi, di cura delle parole e delle relazioni”.
Sinodalità e collegialità
Il Papa ha raccomandato di proseguire sulla strada del cammino sinodale: “La sinodalità diventi mentalità, nel cuore, nei processi decisionali e nei modi di agire”, ha detto il Pontefice, sottolineando, in un altro passaggio del discorso, la necessità che i vescovi vivano il proprio ministero con “collegialità”, tra di loro e con il Papa.
Vicini ai poveri
Notando che “la comunità cristiana di questo Paese si trova da tempo a dover affrontare nuove sfide, legate al secolarismo, a una certa disaffezione nei confronti della fede e alla crisi demografica”, Leone ha poi caldeggiato l’importanza “di stare vicino alla gente, di condividere la vita, di camminare con gli ultimi, di servire i poveri”. Quanto ai fedeli laici, “siano protagonisti dell’evangelizzazione nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, negli ambienti sociali e culturali, nell’economia, nella politica”.
Zuppi: “Tutti si sentano a casa nella Chiesa”
A nome dei vescovi e degli ausiliari delle 226 diocesi italiane – nonché di molti emeriti presenti – il cardinale Zuppi ha assicurato al nuovo Papa “obbedienza, fraternità e amicizia”. “Vogliamo che tutti si sentano a casa nella casa di Dio, dove anche il fratello maggiore impara a sentire sua la festa della misericordia, della gratuità, della fraternità ritrovata”, ha detto l’arcivescovo di Bologna, che ha poi assicurato al Pontefice nato a Chicago la vicinanza della Chiesa italiana “nell’impegno che personalmente ha preso per impiegare ogni sforzo perché questa pace si diffonda”.