ROMA – Una grande affermazione della scienza italiana. Negli Advanced Grant del Consiglio europeo della ricerca (Erc), gli scienziati nazionali – con 37 borse vinte nel 2024 e rese pubbliche oggi a mezzogiorno – diventano i secondi in Europa dietro i colleghi tedeschi, che prendono 45 premi. È il miglior risultato dal 2007, anno di fondazione degli European research Council.
Negli Erc per ricercatori esperti, “advanced” appunto, scaliamo due posizioni rispetto all’anno precedente (lavori del 2023 premiati nel 2024), quando fummo quarti, e una rispetto ai progetti disvelati rispettivamente nel 2022 e nel 2023.
Quest’anno lasciamo alle spalle colossi della ricerca continentale come i britannici (26 premiati, considerando …
ROMA – Una grande affermazione della scienza italiana. Negli Advanced Grant del Consiglio europeo della ricerca (Erc), gli scienziati nazionali – con 37 borse vinte nel 2024 e rese pubbliche oggi a mezzogiorno – diventano i secondi in Europa dietro i colleghi tedeschi, che prendono 45 premi. È il miglior risultato dal 2007, anno di fondazione degli European research Council.
Negli Erc per ricercatori esperti, “advanced” appunto, scaliamo due posizioni rispetto all’anno precedente (lavori del 2023 premiati nel 2024), quando fummo quarti, e una rispetto ai progetti disvelati rispettivamente nel 2022 e nel 2023.
Quest’anno lasciamo alle spalle colossi della ricerca continentale come i britannici (26 premiati, considerando il parametro nazionalità), i francesi (22) e gli olandesi (21): da alcune stagioni, l’Olanda è considerata la nazione emergente sul piano dei risultati scientifici.
Terzi come nazione
L’exploit, questa volta, non è oscurato dai premi ottenuti dagli italiani all’estero, vulnus storico dell’impresa nazionale della ricerca: venticinque delle trentasette borse (il 68 per cento) sono state prese grazie a lavori realizzati all’interno delle università del Paese, segno di una presenza consistente di cervelli che hanno scelto di restare. Nella classifica per nazioni produttrici di riconoscimenti scientifici siamo terzi, dietro Gran Bretagna e Germania.
Valgono 2,5 milioni di euro, i singoli Advanced Grants, erogati all’interno del programma Horizon Europe. Su 2.534 proposte inviate da tutta l’Unione europea, ne sono state selezionate 281, l’11 per cento. Quest’anno la call per gli Adg in quattro occasioni ha premiato l’Università di Padova, ateneo che ha avuto 37 grant negli ultimi cinque anni. Tre progetti vincitori sono stati del Cnr e altrri dell’Università di Torino, presente con progetti su migrazioni, filosofia medievale e immunoterapia oncologica. Due borse sono state vinte dalla Statale di Milano e dall’Università di Bologna. Quindi, si sono registrate affermazioni di altre undici istituzioni italiane tra atenei, centri di ricerca e scuole avanzate. Tra queste, c’è l’Università Bocconi di Milano, che dal 2007 ha ottenuto 66 finanziamenti, 35 dei quali sono ancora attivi. E Human Technopole, per uno studio su come lo stile di vita, la biologia e le esposizioni ambientali indeboliscano il sistema immunitario.
"L’eccellenza è un bene collettivo”
Solo per Padova, sono undici milioni di euro, che saranno affidati ai principal investigator del progetto. Due si collocano nell’ambito Scienze fisiche e Ingegneria, e sono Lucia Gemma Delogu e Fabrizio Nestola, gli altri due nell’ambito Scienze della Vita, Marco Sandri e Ildikò Szabò. “Si tratta di un risultato straordinario”, scrive l’università guidata da Daniela Mapelli, “che conferma la qualità e l’originalità della ricerca svolta in ateneo e la costante attenzione per le ricerche più innovative. Il successo delle nostre ricercatrici e dei nostri ricercatori è il frutto di un impegno che nasce da lontano, alimentato dalla libertà di porsi sempre domande nuove, dall’ambizione di superare i confini tradizionali del sapere, oltre che da una forte vocazione all’interdisciplinarità in ateneo".
L’Università di Padova "intende generare conoscenza capace di trasformare il mondo. La ricerca di eccellenza non è un privilegio di pochi, ma un bene collettivo, un motore di sviluppo sostenibile, culturale e umano. Oggi, più che mai, è nostro dovere difenderla, sostenerla e valorizzarla”.