Potrà giocare di nuovo a tennis e nuotare in piscina, lontano da sguardi indiscreti. Papa Leone XIV andrà in ferie a Castel Gandolfo, dal 6 al 20 luglio e poi di nuovo dal 15 al 17 agosto.
L’habitat di Francesco
Rispolvera, così, una tradizione antica, la villeggiatura sulle pendici del lago albano dei castelli romani, iniziata con papa Urbano VIII nel 1626 e interrotta da Francesco. Nulla di personale: è vero che Bergoglio scansava le formalità della corte, ma soprattutto amava trascorrere l’estate a casa, «l’ultima volta che ho fatto vacanze fuori Buenos Aires è stato nel 1975», raccontò a inizio pontificato, «sono un po’ troppo attaccato all’habitat: dormo di più, leggo le cose che mi piacciono, sento la musica, prego di più… e questo mi riposa».
Malumori e ricompense
L’assenza – Bergoglio andò a Castel Gandolfo tre volte in dodici anni, senza fermarsi mai a dormire – ha creato malumore tra la popolazione locale, oltre a un calo di introiti legato alle folle di fedeli che il Papa t…
Potrà giocare di nuovo a tennis e nuotare in piscina, lontano da sguardi indiscreti. Papa Leone XIV andrà in ferie a Castel Gandolfo, dal 6 al 20 luglio e poi di nuovo dal 15 al 17 agosto.
L’habitat di Francesco
Rispolvera, così, una tradizione antica, la villeggiatura sulle pendici del lago albano dei castelli romani, iniziata con papa Urbano VIII nel 1626 e interrotta da Francesco. Nulla di personale: è vero che Bergoglio scansava le formalità della corte, ma soprattutto amava trascorrere l’estate a casa, «l’ultima volta che ho fatto vacanze fuori Buenos Aires è stato nel 1975», raccontò a inizio pontificato, «sono un po’ troppo attaccato all’habitat: dormo di più, leggo le cose che mi piacciono, sento la musica, prego di più… e questo mi riposa».
Malumori e ricompense
L’assenza – Bergoglio andò a Castel Gandolfo tre volte in dodici anni, senza fermarsi mai a dormire – ha creato malumore tra la popolazione locale, oltre a un calo di introiti legato alle folle di fedeli che il Papa trascina. Per compensare un po’ Francesco ha adibito il palazzo apostolico a museo, e ha dato avvio alla costruzione, nei giardini pontifici, di un “borgo ecologico” ispirato alla sua enciclica Laudato si’ e aperto ai visitatori. Robert Francis Prevost eredita questa situazione. Non andrà a vivere nel palazzo apostolico, che rimane museo, ma a villa Barberini, un altro palazzo, affacciato sul lago, che sorge nella tenuta. E approfitterà del periodo di ferie per dare un’occhiata all’ultimazione dei lavori del borgo (una serra a forma di San Pietro, aule per una summer school, un nuovo punto di ristoro, e poi gli orti dove insegnare i rudimenti del giardinaggio a rifugiati e ex detenuti). A guidare la struttura, del resto, è Fabio Baggio, uno dei cardinali più vicini al nuovo Papa, che solo poche settimane fa aveva ricevuto Prevost per un primo sopralluogo.
Orgoglio castellano
La notizia, lungamente presentita, è stata accolta con giubilo a Castel Gandolfo. «Sapere che il Papa ha ascoltato il desiderio della nostra comunità, che da anni attendeva di rivedere in piazza il Papa, ci rende il cuore e l’anima colmi di gioia», ha detto il sindaco Alberto De Angelis, il vescovo di Albano ha espresso «rallegramento, gioia e riconoscenza». Durante il suo soggiorno papa Leone incontrerà due volte i castellani e gli abitanti degli altri comuni limitrofi, con una messa che celebrerà domenica 13 luglio a Castel Gandolfo e una che celebrerà la domenica successiva ad Albano.
Angelus e messe
Dal palazzo estivo continuerà a presiedere l’Angelus domenicale, non le udienze settimanali, interrotte per tutto luglio. Per il Giubileo dei giovani – oltre un milione di ragazzi attesi a cavallo tra luglio e agosto – sarà a Roma, tornerà tre giorni in villeggiatura per ferragosto. A Castel Gandolfo, Prevost potrà dedicarsi un po’ al suo amato sport. Ha giocato a tennis fino al Conclave, andava in palestra due o tre volte a settimane, ora, protetto dalle mura che circondano la tenuta, potrà nuotare nella piscina chiusa che fece costruire Giovanni Paolo II, da poco ristrutturata, e nel campo da tennis costruito per le attività ricreative del borgo ecologico. Un po’ di quella normalità alla quale ha rinunciato accettando di diventare Papa.