Maturità 2025, Piers Brendon: “Trump oggi somiglia a Mussolini negli anni Trenta”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - “Sì, stiamo vivendo i nuovi anni Trenta. Ha fatto bene il Ministero dell'Istruzione italiana a scegliere quell’estratto del mio libro. Perché oggi quel ciarlatano di Donald Trump mi ricorda terribilmente Benito Mussolini”. A parlare è il professor Piers Brendon, 80 anni, storico inglese, saggista, una lunga carriera all’Università di Cambridge e autore di oltre una ventina di tomi: dalla biografia di Winston Churchill al "Declino e caduta dell’Impero britannico". Fino al libro “Gli anni Trenta. Il decennio che sconvolse il mondo”, edito molti anni fa da Carocci, scelto ieri per la maturità 2025 in Italia. In particolare, l’estratto sul New Deal americano e l’azione di Roosevelt per salvare il sistema bancario statunitense dalla Grande Depressione dell’epoca: “Eh sì, un grande racconto di potenze mondiali nel mezzo di una gravissima crisi, come oggi”, dice Brendon al telefono dalla sua casa di Cambridge.
Perché …
LONDRA - “Sì, stiamo vivendo i nuovi anni Trenta. Ha fatto bene il Ministero dell'Istruzione italiana a scegliere quell’estratto del mio libro. Perché oggi quel ciarlatano di Donald Trump mi ricorda terribilmente Benito Mussolini”. A parlare è il professor Piers Brendon, 80 anni, storico inglese, saggista, una lunga carriera all’Università di Cambridge e autore di oltre una ventina di tomi: dalla biografia di Winston Churchill al "Declino e caduta dell’Impero britannico". Fino al libro “Gli anni Trenta. Il decennio che sconvolse il mondo”, edito molti anni fa da Carocci, scelto ieri per la maturità 2025 in Italia. In particolare, l’estratto sul New Deal americano e l’azione di Roosevelt per salvare il sistema bancario statunitense dalla Grande Depressione dell’epoca: “Eh sì, un grande racconto di potenze mondiali nel mezzo di una gravissima crisi, come oggi”, dice Brendon al telefono dalla sua casa di Cambridge.
Perché secondo lei è stato scelto il suo testo nella maturità italiana?
“Perché, come negli anni Trenta, siamo in un’epoca di enormi stravolgimenti, oggi incentivati da Donald Trump. Con una grossa differenza. Mentre Roosevelt cercava di salvare le fondamenta del sistema finanziario americano, Trump ne sta minando molte altre e sfrutta la potenza degli Stati Uniti per sconvolgere il mondo”.
E quale lezione possiamo trarne oggi?
“Purtroppo la Storia non ci insegna mai niente. Il periodo degli anni Trenta è stato di forte tensione, proprio come quello odierno. Ma mentre Roosevelt alla Casa Bianca rappresentava un’influenza stabilizzante, anche per l’economia americana, Donald Trump è un elemento di disturbo, ed è lui stesso instabile in molti modi. Se osservate il linguaggio del corpo di Trump e Mussolini, noterete molte somiglianze”.
Per esempio?
“Per esempio, quando Mussolini usava affacciarsi dal balcone in Piazza Venezia, a Roma, e protendeva il mento. L'affermazione di virilità che il Duce mostrava era molto, molto simile a quella di Trump, che protende il mento allo stesso modo. Se si guardano i cinegiornali dell’epoca di Mussolini dal balcone, mentre fa il suo show e si atteggia, il linguaggio del corpo di Trump è molto simile. Inoltre, nel mio libro suggerisco che Mussolini governava l’Italia come un direttore di giornale che cerca continuamente titoli sensazionali e fa grandi gesti solenni. In un certo modo, Trump fa qualcosa di simile”.
In che senso?
“È come il presentatore di un reality show sull'America. Il risultato finale è una destabilizzazione del sistema internazionale, che negli anni Trenta fu causata dalla crisi economica e dalla conseguente ascesa del nazismo. Mentre oggi è causata dalle due grandi guerre in corso, una in Ucraina e l’altra in Medio Oriente. Tutte innescate, secondo me, dal fatto che l’America si è ritirata dal suo ruolo post-1945 di arbitro della pace nel mondo e di partner speciale della Gran Bretagna”.
Secondo lei, anche stavolta l’Occidente potrebbe essere travolto da un’ondata di estrema destra o autoritaria?
"Sì, anche perché l’Europa è stata gravemente indebolita dalla stupidità della Gran Bretagna con la Brexit e l’uscita dal mercato unico. In secondo luogo, l’America di Trump flirta con Putin. Questa destabilizzazione è una sorta di versione moderna degli anni Trenta, allora promossa da Hitler e Mussolini che stracciarono il libro delle regole internazionali, seguendo la propria agenda. La storia non si ripete, certo, ma oggi c’è una forte eco di ciò che è accaduto nel passato”.
Del resto, l'attuale presidente americano oramai sembra disprezzare ogni regola dell’ordine internazionale.
“Se Trump attaccasse l'Iran, le conseguenze sarebbero incalcolabili. Potrebbe scatenare il delirio in Medio Oriente. E certamente quello che Israele sta facendo a Gaza, per me un genocidio, è un seme che alla fine genererà nuovi uomini armati. Trump è un truffatore evidente, un ciarlatano e un idiota, ma un gran numero di americani sembra adorarlo. Questa è una situazione straordinaria che può essere risolta solo tramite l’istruzione. E mi congratulo con il le autorità italiane per aver incluso estratti dal mio libro, che spero possa spiegare alle nuove generazioni cosa succede se permettono che una democrazia venga prostituita come accade oggi”.
Lei ha scritto anche un libro su Winston Churchill. Ci vorrebbe uno come lui oggi?
“Il populismo mette a nudo la debolezza della democrazia, come fecero Hitler e Mussolini. Perché, per citare Winston Churchill, la democrazia è il “meno peggio” dei sistemi. Ma oggi la democrazia è più debole per l’aumento dei social media, con giornali e telegiornali sostituiti sempre più da Facebook e TikTok. Per questo il populismo dilaga”.