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Giornata del Rifugiato: solo il 7 per cento viene accolto. Mattarella: “Responsabilità morale”

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La media europea è molto più alta: un migrante su due ottiene lo status. Nel 2024 nel nostro Paese concesso l’asilo a 6.000 persone, per lo più donne afghane. Oggi è la Giornata mondiale del Rifugiato
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Altro che invasione di migranti. Non solo in tutta Europa, nel 2024, le domande di protezione internazionale sono calate del 12 % non raggiungendo il milione, ma l’Italia tra tutti i Paesi della Ue si distingue per la forte stretta alla concessione dello status di rifugiato, appena il 7, 6 %, un numero assai diverso dalla media europea dove invece una richiesta su due viene accolta.

La Giornata mondiale del rifugiato

Sono dati che restituiscono una fotografia nuova quelli Eurostat diffusi dall’Ismu in occasione della Giornata mondiale del rifugiato. Delle 997.000 domande di protezione internazionale presentate in Europa, solo 159.000 sono quelle rivolte all’Italia dai migranti sbarcati sulle nostre coste, meno di quelle destinate a Germania e Spagna, appena il 16 % del totale.

Due su tre sono dinieghi

Ma di quelle esaminate nel 2024, due su tre sono state respinte e solo il 7,6 % ottiene lo status di rifugiato, in numeri assoluti si tratta di 6.000 persone. Già negli ultimi dieci ann…

Altro che invasione di migranti. Non solo in tutta Europa, nel 2024, le domande di protezione internazionale sono calate del 12 % non raggiungendo il milione, ma l’Italia tra tutti i Paesi della Ue si distingue per la forte stretta alla concessione dello status di rifugiato, appena il 7, 6 %, un numero assai diverso dalla media europea dove invece una richiesta su due viene accolta.

La Giornata mondiale del rifugiato

Sono dati che restituiscono una fotografia nuova quelli Eurostat diffusi dall’Ismu in occasione della Giornata mondiale del rifugiato. Delle 997.000 domande di protezione internazionale presentate in Europa, solo 159.000 sono quelle rivolte all’Italia dai migranti sbarcati sulle nostre coste, meno di quelle destinate a Germania e Spagna, appena il 16 % del totale.

Due su tre sono dinieghi

Ma di quelle esaminate nel 2024, due su tre sono state respinte e solo il 7,6 % ottiene lo status di rifugiato, in numeri assoluti si tratta di 6.000 persone. Già negli ultimi dieci anni, la percentuale di dinieghi in Italia era stata assai più alta che nel resto d’Europa considerato che dal 2012 al 2024 lo status di rifugiato è stato concesso al 10 % dei casi contro il 23 % della media europea. Il dato più alto ( il 17 %) era stato raggiunto nel 2021 con il governo Draghi, percentuale drasticamente scesa di dieci punti in soli tre anni con il governo Meloni.

Una significativa peculiarità italiana è però la protezione umanitaria, non prevista in molti stati membri: sul totale degli esiti positivi i permessi umanitari concessi nel 2024 sono stati il 41% del totale (oltre 11mila casi), mentre nel complesso dei Paesi UE l’incidenza di tale forma di protezione è del 17%.

In Italia respinti maghrebini e bengalesi

Ma perché in Italia vengono respinte così tante domande di protezione? Non solo per una questione ideologica propria del governo di centrodestra. I più alti tassi di esiti negativi in Italia rispetto alla media UE sono determinati principalmente dal fatto che nel nostro Paese sono molto numerose le domande presentate da cittadini provenienti da Marocco, Egitto, Tunisia e Bangladesh, che sono le nazionalità per le quali si registra il più alto numero di respingimento di richieste di asilo, tra l’80% e il 90% dei casi. Tutti Paesi di provenienza che l’Italia ritiene sicuri.

Siria, Venezuela, Afghanistan

Per quanto riguarda invece il dato relativo al totale dei Paesi UE, il numero più alto di riconoscimenti di protezione dipende dal fatto che i richiedenti appartengono a nazionalità per le quali si registrano tassi più alti di decisioni positive: Siria (92%), Venezuela (89%), Afghanistan (81%), che sono anche i Paesi ai cui cittadini viene concesso soprattutto lo status di rifugiato.

Tra i rifugiati accolti in Italia ci sono prevalentemente migranti che arrivano da Afghanistan (46% ), Camerun ( 20 %), Costa d’Avorio ( 18 %) e Nigeria (16%). Per queste ultime nazionalità africane prevalgono le donne, che rappresentano oltre due terzi di coloro che hanno ottenuto lo status di rifugiato.

Accolte soprattutto donne afghane

Nel 2024 in Italia sono state esaminate 68mila domande di protezione presentate da uomini e 10mila da donne. Tra queste ultime, oltre 6mila hanno ricevuto esito positivo per la richiesta di asilo (60%), mentre per gli uomini prevale l’esito negativo. Lo status di rifugiato è concesso in modo più significativo alle donne: l’ha ottenuto il 29% contro il 4,5% degli uomini.

Mattarella: "L’inviolabile dignità di ogni persona”

"La condizione dei rifugiati e dei profughi da un numero crescente di conflitti armati, tensioni regionali e gravi crisi umanitarie, indotte anche dall'impatto crescente di eventi climatici estremi, diviene sempre più grave. È una realtà che interpella le nostre coscienze e ci chiama a fare di più per chi si trova in condizione di fragilità e bisogno per affermare l'inviolabilità della dignità di ogni persona. Non è solo questione umanitaria: è responsabilità giuridica e morale comune", dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella proprio in occasione della Giornata mondiale del rifugiato.

Una sfida globale

"Nella Giornata Mondiale del Rifugiato, si rinnova il dovere di ricordare che la tutela della persona, in ogni sua condizione, è principio fondativo della Repubblica Italiana, cuore dell'ordinamento europeo e pilastro del diritto internazionale. L'Italia, anche per la sua collocazione geografica, si trova in prima persona a rispondere a questa sfida globale e ad affrontare le ragioni profonde di questi fenomeni", prosegue il capo dello Stato.

Proteggere chi è in condizioni di fragilità

"Si misurano in questo ambito le insufficienze dell'ordinamento internazionale che non riesce ad assolvere pienamente al compito di protezione di queste condizioni di fragilità, specie in questa fase di indebolimento e lacerazione delle relazioni fra gli Stati. La visione della Repubblica Italiana, fondata sulla cooperazione multilaterale e sul dialogo, appare ancora più preziosa, con l'attivo coinvolgimento delle forze della società civile, per un approccio condiviso in grado di offrire risposte rapide, concrete ed efficaci", conclude Mattarella.

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