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Papa Leone: “L’intelligenza artificiale solleva inquietanti interrogativi, serve etica e governance”

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Primo messaggio di Prevost sul tema che ha ispirato la scelta del nome da Papa. “Nessuna generazione ha mai avuto accesso così rapido alla quantità di informazioni di oggi, ma l’autentica saggezza è riconoscere il vero significato della vita”
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Può portare uno “straordinario potenziale di beneficio per la famiglia umana” ma solleva altresì “inquietanti interrogativi”, e per questo l’intelligenza artificiale va regolamentata con una “governance” ispirata ad un “criterio etico superiore”. Lo scrive il Papa nel suo primo messaggio dedicato specificamente all’intelligenza artificiale, una realtà tecnologica che ha peraltro avuto un ruolo nella scelta del nome Leone XIV.

Sulle orme di Francesco

“Insieme al suo straordinario potenziale di beneficio per la famiglia umana, il rapido sviluppo dell'IA solleva anche interrogativi più profondi circa l'uso appropriato di tale tecnologia per generare una società globale più autenticamente giusta e umana”, scrive Robert Francis Prevost nel messaggio che ha inviato ai partecipanti alla seconda conferenza annuale su Intelligenza Artificiale, Etica e Governance d’Impresa che, domani, si svolgerà nel Palazzo apostolico. Leone ricorda che il suo predecessore, Francesco, ha sottolineato che l’in…

Può portare uno “straordinario potenziale di beneficio per la famiglia umana” ma solleva altresì “inquietanti interrogativi”, e per questo l’intelligenza artificiale va regolamentata con una “governance” ispirata ad un “criterio etico superiore”. Lo scrive il Papa nel suo primo messaggio dedicato specificamente all’intelligenza artificiale, una realtà tecnologica che ha peraltro avuto un ruolo nella scelta del nome Leone XIV.

Sulle orme di Francesco

“Insieme al suo straordinario potenziale di beneficio per la famiglia umana, il rapido sviluppo dell'IA solleva anche interrogativi più profondi circa l'uso appropriato di tale tecnologia per generare una società globale più autenticamente giusta e umana”, scrive Robert Francis Prevost nel messaggio che ha inviato ai partecipanti alla seconda conferenza annuale su Intelligenza Artificiale, Etica e Governance d’Impresa che, domani, si svolgerà nel Palazzo apostolico. Leone ricorda che il suo predecessore, Francesco, ha sottolineato che l’intelligenza artificiale è “soprattutto uno strumento”, e “per definizione, gli strumenti rimandano all'intelligenza umana che li ha creati e traggono gran parte della loro forza etica dalle intenzioni degli individui che li utilizzano. In alcuni casi”, prosegue il Pontefice con una laurea in matematica, “l'IA è stata utilizzata in modi positivi e anzi nobili per promuovere una maggiore uguaglianza, ma esiste anche la possibilità di un suo uso improprio per un guadagno egoistico a spese di altri o, peggio, per fomentare conflitti e aggressioni”.

La scelta di un nome

Subito dopo l’elezione, Prevost spiegò di aver scelto il nome Leone XIV “principalmente perché il Papa Leone XIII, con la storica enciclica Rerum novarum, affrontò la questione sociale nel contesto della prima grande rivoluzione industriale, e oggi la Chiesa offre a tutti il suo patrimonio di dottrina sociale per rispondere a un’altra rivoluzione industriale e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro”.

Il ruolo della Chiesa

La Chiesa “desidera contribuire a una discussione serena e informata su queste urgenti questioni”, ha assicurato il Papa, ricordando che ciò significa “tenere conto del benessere della persona umana non solo materiale, ma anche intellettuale e spirituale; significa salvaguardare l'inviolabile dignità di ogni persona umana e rispettare le ricchezze culturali e spirituali e la diversità dei popoli del mondo. In definitiva”, scrive Leone, “i benefici o i rischi dell'IA devono essere valutati proprio secondo questo criterio etico superiore”.

“Quadro etico per la governance”

L’intelligenza artificiale, “in particolare” quella generativa, “ha aperto nuovi orizzonti a molti livelli diversi, tra cui il miglioramento della ricerca in ambito sanitario e delle scoperte scientifiche”, scrive papa Prevost, “ma solleva anche inquietanti interrogativi sulle sue possibili ripercussioni sull’apertura dell’umanità alla verità e alla bellezza, sulla nostra capacità distintiva di cogliere ed elaborare la realtà. Riconoscere e rispettare ciò che è unicamente caratteristico della persona umana è essenziale per la discussione di qualsiasi quadro etico adeguato – sottolinea il Papa – per la governance dell’IA”.

I rischi per i giovani

In particolare, Leone XIV solleva la questione delle “possibili conseguenze dell’uso dell’IA sullo sviluppo intellettuale e neurologico” dei bambini e dei giovani: “Nessuna generazione ha mai avuto un accesso così rapido alla quantità di informazioni ora disponibile attraverso l'intelligenza artificiale”, nota il Papa, che sottolinea che”l'autentica saggezza ha più a che fare con il riconoscimento del vero significato della vita, che con la disponibilità di dati”. I giovani, allora, vanno aiutati e coinvolti “aprendo la strada verso un mondo di maggiore solidarietà e unità”.

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