Adescato da una banda e fatto a pezzi Presi i killer di Coatti. “Ora ridateci il suo corpo”
di Maria Novella De Luca«E io spero ancora che quel corpo ritrovato in pezzi in Colombia non sia quello di mio nipote Alessandro. So che sembra assurdo ma la speranza è l’ultima a morire. I quattro arresti? Aspettiamo, vediamo. Giusto che le indagini vadano avanti, ma se davvero Alessandro è morto, ucciso in quel modo barbaro, per i suoi genitori, per tutti noi cambia poco: mio nipote non tornerà. Però se qui poveri resti sono di Giovanni ridateci il corpo, così potrà riposare in pace dopo il funerale». Risponde con la voce affranta dalla sua casa di Longastrino, in provincia di Ferrara, Giovanni Coatti, zio di Alessandro Coatti, il biologo di 38 anni assassinato e fatto a pezzi nel Nord della Colombia, nella zona di Santa Marta, dove ieri le forze di polizia locali in coordinamento con la Procura di Roma, hanno arrestato quattro pregiudicati ritenuti gli autori dell’atroce delitto avvenuto il 6 aprile scorso.
Intercettato su una app di incontri dai rapinatori
Si tratterebbe di una banda specializzata in r…
«E io spero ancora che quel corpo ritrovato in pezzi in Colombia non sia quello di mio nipote Alessandro. So che sembra assurdo ma la speranza è l’ultima a morire. I quattro arresti? Aspettiamo, vediamo. Giusto che le indagini vadano avanti, ma se davvero Alessandro è morto, ucciso in quel modo barbaro, per i suoi genitori, per tutti noi cambia poco: mio nipote non tornerà. Però se qui poveri resti sono di Giovanni ridateci il corpo, così potrà riposare in pace dopo il funerale». Risponde con la voce affranta dalla sua casa di Longastrino, in provincia di Ferrara, Giovanni Coatti, zio di Alessandro Coatti, il biologo di 38 anni assassinato e fatto a pezzi nel Nord della Colombia, nella zona di Santa Marta, dove ieri le forze di polizia locali in coordinamento con la Procura di Roma, hanno arrestato quattro pregiudicati ritenuti gli autori dell’atroce delitto avvenuto il 6 aprile scorso.
Intercettato su una app di incontri dai rapinatori
Si tratterebbe di una banda specializzata in rapine ed estorsioni, già identificata alcune settimane fa, che avrebbe adescato Coatti su un sito di incontri. Gli inquirenti locali, alcuni giorni dopo l’omicidio, avevano rintracciato una donna trovata in possesso del cellulare di Alessandro. Proprio l’individuazione del telefono avrebbe permesso di ricostruire le ore precedenti alla scomparsa del biologo. Coatti aveva concordato un appuntamento attraverso “Grindr”, app molto frequentata dalla comunità Lgbtq+, ma spesso utilizzata come esca anche da bande alla ricerca di vittime per rapimenti, furti ed estorsioni. E Coatti sarebbe proprio caduto in questa rete criminale, mentre ignaro pensava di andare ad un appuntamento.
Ucciso per aver visto in faccia i suoi assalitori
Secondo i media colombiani, dai referti dell’autopsia sarebbe anche emerso che il biologo italiano, prima di venire sequestrato e ucciso, sarebbe stato drogato. L’ipotesi principale è che la situazione sia poi “sfuggita di mano” ai rapitori e degenerata tragicamente nella morte del ricercatore, forse colpevole di aver visto il volto di uno dei suoi assalitori. Coatti è deceduto infatti per una serie di colpi inferti con oggetti contundenti. Con ferocia e crudeltà gli assassini si sono poi accaniti sul suo corpo, smembrandolo. Gli investigatori colombiani sono inoltre riusciti a individuare il luogo dove sarebbe avvenuto l’omicidio. Una casa abbandonata nel quartiere San José del Pando, nel centro della capitale del distretto di Magdalena, dove sono state trovate tracce di sangue e altri indizi che riportano all’uccisione del biologo. Il fatto che i resti del corpo siano poi stati sparsi in diversi punti della città, non sarebbe quindi un messaggio mafioso, come ipotizzato inizialmente, ma piuttosto di una strategia per depistare le indagini.
L’ultimo messaggio: “Ciao mamma, ti voglio bene”
Una catena di eventi feroci insomma che hanno rubato la vita ad Alessandro, biologo pluripremiato che forse voleva cambiare vita. Pochi giorni prima di morire il suo ultimo messaggio alla madre Sandra Lovato. «Ciao mamma. Ho voglia di tornare. Ti voglio bene. Tanto tanto». Meste le parole della cugina Caterina: «Speriamo che sia fatta giustizia. Alessandro era affascinato dalla Colombia e diceva che gli sarebbe piaciuto andare a vivere proprio là, in quelle zone remote». Là dove, invece, è stato ucciso.