Giornata nazionale delle periferie, nata in memoria della piccola Fortuna uccisa nel 2014 a Caivano
di Federica AngeliUna Giornata nazionale per celebrare e dare voce alle Periferie Urbane d’Italia. Domani, martedì 24 giugno, per la prima volta si celebra questa giornata che nasce come risposta alla morte della piccola Fortuna Loffredo, la bimba di 6 anni del Parco Verde di Caivano, scaraventata il 24 giugno del 2014, dall’ottavo piano del suo palazzo dal vicino di casa che ancora una volta voleva abusare di lei.
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Approvata all’unanimità dalla Camera e istituita con la legge 170/2024 questa Giornata nasce appunto da una tragedia e vuole essere l’occasione sia per mettere in luce le tante problematiche e criticità nelle aree periferiche del nostro Paese, sia per fare il punto sulle progettualità in campo che mirano alla valorizzazione delle molte buone pratiche ed esperienze positive di riqualificazione, rinascita e partecipazione.
Il lavoro
La Commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie sta portando avanti un lavoro importante con un triplice schema di azione: approfondimento, proposta e presenza sul territorio. Nei giorni scorsi la Commissione periferie ha approvato la relazione intermedia sulla propria attività (luglio 2023-aprile 2025) mettendola a disposizione del Parlamento.
L’audizione
Il 24 giugno sarà audito in Commissione periferie Fabio Ciciliano, Commissario straordinario di Governo per le periferie (palazzo San Macuto, ore 13:45) e il 2 luglio sarà la volta del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. La Commissione ha raggiunto il numero più alto di audizioni governative tra tutte le Commissioni parlamentari in questa Legislatura: la partecipazione dei rappresentanti del Governo registra 11 audizioni complessive (9 ministri, un vice ministro e un sottosegretario). Sono 68 le sedute plenarie, 63 le riunioni dell’Ufficio di Presidenza, per un totale di oltre 70 ore di lavori.
Le proposte
Da questo impegno sono già scaturite alcune proposte concrete, già condivise dai commissari di tutti i partiti di maggioranza e opposizione, per facilitare poi l’approvazione in Parlamento, e inserite in provvedimenti all’esame delle Camere, e in alcuni casi già divenute legge. Tra queste, per l’appunto quella che istituisce la Giornata Nazionale delle Periferie, fissata per il 24 giugno di ogni anno.
Il senso della Giornata
Il senso della Giornata delle Periferie vuole essere quello di una occasione di memoria, affinché non si ripetano più atrocità sui bambini, come su nessun altro, ma anche un’opportunità, grazie ai tanti eventi in programma nei luoghi più fragili del nostro Paese per l’occasione, di accendere i riflettori sulle periferie, luoghi in cui si registrano difficoltà ma anche speranze, criticità come situazioni illecite e di degrado, ma anche energie positive e percorsi di riscatto.
La cultura come riscatto
La direzione da seguire parte dalla presenza costante e punta sulla cultura come riscatto sociale: è fondamentale essere nei territori e agire per ripristinare legalità e dignità sociale e urbana attraverso sinergie inter-istituzionali e con progetti che vedono coinvolti il pubblico e il privato. In questa direzione, come Commissione, è stato supportato l’approdo del Premio Strega Giovani in due periferie simbolo in Italia, Tor Bella Monaca e Caivano, come anche il progetto che ha coinvolto rinomati nomi della narrativa in laboratori di lettura e scrittura per studenti meritevoli di plessi scolastici di aree marginali, che la Commissione intende continuare a sostenere, estendendoli ad altri istituti visitati.
Il concetto di periferia
«Durante l'azione della commissione – ha spiegato l’onorevole Alessandro Battilocchio, primo firmatario della proposta di legge sulla Giornata delle Periferie Urbane – si è osservata una trasformazione del concetto di periferia, non più strettamente legato a un parametro “geografico” (distanza dal centro): le nuove “periferie sociali” delle nostre grandi città sono spesso ubicate proprio nel cuore degli agglomerati urbani». Sono in corso, in tutta Italia, progettualità importanti, anche grazie a una mole di finanziamenti che negli ultimi anni sono stati messi a disposizione, in particolare degli enti locali, per iniziative di riqualificazione, rigenerazione urbana, rilancio e inclusione nelle periferie italiane: dal Pnrr ai Piani Urbani Integrati, dai Pinqua alle nuove politiche di Coesione Ue.