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Papa Leone XIV ai seminaristi: “No a mascheramenti e ipocrisie, serve maturità affettiva”

(reuters)

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Esorta i futuri preti ad ascoltare “il grido spesso silenzioso dei piccoli, dei poveri e degli oppressi” nonché “le recenti sfide dell’intelligenza artificiale e quelle dei social media”
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Leone XIV ha esortato i seminaristi respingere “ogni mascheramento e ipocrisia”, a non occultare “le crisi, i limiti, le fragilità”, progredendo “nella maturità umana, soprattutto affettiva e relazionale”.

Applauso per Francesco

Il Papa ha ricevuto un gruppo di seminaristi di diversi paesi a Roma per il loro Giubileo, nella basilica di San Pietro, e nei prossimi giorni incontrerà i partecipanti al Giubileo dei sacerdoti (25-27 giugno) e al Giubileo dei vescovi (25 giugno). Leone XIV ha parlato in italiano inframezzando alcune frasi a braccio in spagnolo per i molti seminaristi latino-americani, e quando ha citato l’enciclica di papa Francesco Dilexit nos, i seminaristi hanno fatto un lungo applauso.

Crisi, limiti e fragilità

A coloro che si preparano al sacerdozio, che hanno accolto il Papa con un’ovazione, Prevost ha raccomandato, tra l’altro, di “lavorare sulla propria interiorità”: “Scendere nel cuore”, ha proseguito Leone, “a volte può farci paura, perché in esso ci sono anche del…

Leone XIV ha esortato i seminaristi respingere “ogni mascheramento e ipocrisia”, a non occultare “le crisi, i limiti, le fragilità”, progredendo “nella maturità umana, soprattutto affettiva e relazionale”.

Applauso per Francesco

Il Papa ha ricevuto un gruppo di seminaristi di diversi paesi a Roma per il loro Giubileo, nella basilica di San Pietro, e nei prossimi giorni incontrerà i partecipanti al Giubileo dei sacerdoti (25-27 giugno) e al Giubileo dei vescovi (25 giugno). Leone XIV ha parlato in italiano inframezzando alcune frasi a braccio in spagnolo per i molti seminaristi latino-americani, e quando ha citato l’enciclica di papa Francesco Dilexit nos, i seminaristi hanno fatto un lungo applauso.

Crisi, limiti e fragilità

A coloro che si preparano al sacerdozio, che hanno accolto il Papa con un’ovazione, Prevost ha raccomandato, tra l’altro, di “lavorare sulla propria interiorità”: “Scendere nel cuore”, ha proseguito Leone, “a volte può farci paura, perché in esso ci sono anche delle ferite. Non abbiate paura di prendervene cura”, ha detto rivolto ai seminaristi, “lasciatevi aiutare, perché proprio da quelle ferite nascerà la capacità di stare accanto a coloro che soffrono”.

Il Papa ha esortato i futuri preti: “Se imparerete a conoscere il vostro cuore, sarete sempre più autentici e non avrete bisogno di mettervi delle maschere”. Concetti sui quali ha voluto insistere, quando ha raccomandato ai futuri preti di “progredire nella maturità umana, soprattutto affettiva e relazionale. È importante, anzi necessario, fin dal tempo del Seminario, puntare molto sulla maturazione umana, respingendo ogni mascheramento e ipocrisia. Tenendo lo sguardo su Gesù, bisogna imparare a dare nome e voce anche alla tristezza, alla paura, all’angoscia, all’indignazione, portando tutto nella relazione con Dio. Le crisi, i limiti, le fragilità”, ha detto il Papa, “non sono da occultare, sono anzi occasioni di grazia e di esperienza pasquale”.

Il grido dei piccoli

“Nell’impegno rigoroso dello studio teologico”, ha detto Leone XIV, “sappiate altresì ascoltare con mente e cuore aperti le voci della cultura, come le recenti sfide dell’intelligenza artificiale e quelle dei social media. Soprattutto”, ha aggiunto, “come faceva Gesù, sappiate ascoltare il grido spesso silenzioso dei piccoli, dei poveri e degli oppressi e di tanti, soprattutto giovani, che cercano un senso per la loro vita”. E’ importante, ha sottolineato il Papa, “rivolgere l’attenzione sul centro, sul motore di tutto il vostro cammino: il cuore”.

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