✕

Il caldo che ora fa paura, ma dobbiamo preoccuparci? L’esperto: “L’afa durerà tre mesi”

Ascolta l'audio

Bernardo Gozzini, direttore del consorzio Lamma. “Siamo già 7-8 gradi Temperature in aumento fino all’inizio della prossima settimana. Poi attenzione ai temporali, rischiano di essere violenti”
2 minuti di lettura

Affrontare l’estate ormai è un affare serio. “Non siamo neanche a fine giugno e già abbiamo 7-8 gradi sopra alla media praticamente in tutta Italia”. Da una Firenze dove il bollino rosso è previsto sia per oggi che per domani, Bernardo Gozzini non offre notizie rinfrescanti.

Secondo il direttore del Lamma, il Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale di Regione Toscana e Cnr, è ancora incerto se il mese di giugno del 2025 sarà il secondo più caldo della storia, dietro al famigerato 2003, oppure il terzo. “Al momento siamo molto vicini al 2022, ma nei prossimi giorni prevediamo un ulteriore aumento delle temperature. Arriveremo probabilmente a 37-38 gradi. Salire sul podio comunque ormai è diventata la norma. Le estati fresche sono un ricordo del passato”.

Affrontare l’estate ormai è un affare serio. “Non siamo neanche a fine giugno e già abbiamo 7-8 gradi sopra alla media praticamente in tutta Italia”. Da una Firenze dove il bollino rosso è previsto sia per oggi che per domani, Bernardo Gozzini non offre notizie rinfrescanti.

Secondo il direttore del Lamma, il Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale di Regione Toscana e Cnr, è ancora incerto se il mese di giugno del 2025 sarà il secondo più caldo della storia, dietro al famigerato 2003, oppure il terzo. “Al momento siamo molto vicini al 2022, ma nei prossimi giorni prevediamo un ulteriore aumento delle temperature. Arriveremo probabilmente a 37-38 gradi. Salire sul podio comunque ormai è diventata la norma. Le estati fresche sono un ricordo del passato”.

Nel 2003, secondo un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità, le temperature torride causarono 2.200 vittime in Italia, soprattutto nelle città e fra le persone con più di 75 anni. Come oggi, anche allora il caldo si presentò molto presto nella stagione. Quest’anno a metà giugno registravamo già 4-5 gradi sopra alla media del periodo.

“Il promontorio ciclonico resterà ancora per diversi giorni sull’Italia. Porterà temperature molto elevate su tutto il paese, ma anche in Spagna e nel sud della Francia” prosegue Gozzini.

“Il caldo raggiungerà il culmine fra il fine settimana e i primi giorni della prossima settimana. Solo tra martedì e mercoledì ci aspettiamo un cambiamento. Anche se previsioni così lontane sono soggette a cambiamenti, potremmo vedere temporali e instabilità sulle Alpi e sugli Appennini settentrionali, ma non più a sud di Toscana e forse Marche. E non aspettiamoci un grande abbassamento delle temperature”.

I temporali, con condizioni così torride, potranno essere molto intensi. “Una goccia d’aria fredda in quota con temperature così alte rischia di creare condizioni pericolose. Dovremmo stare attenti a previsioni e allerte”.

Anche se tutta l’Europa sta soffrendo l’afa, se la metà orientale degli Stati Uniti è preda di un’ondata di calore che ha portato all’apertura di spazi pubblici rinfrescati per accogliere chi non ha l’aria condizionata in casa (le cosiddette “isole di refrigerio”) e se la Cina è spaccata fra un’emergenza caldo a nord e l’allerta alluvioni a sud, la situazione dell’Italia è forse fra le meno favorevoli.

La nostra “sfortuna” infatti è quella di essere circondati dal mare. “Un tempo si godeva del suo effetto mitigatore lungo le coste” prosegue il direttore del Lamma. “Oggi il Mediterraneo è molto caldo. Le acque attorno alle Baleari fanno registrare 4-5 gradi oltre la norma. Hanno raggiunto valori che in passato non vedevamo neanche ad agosto. E siamo solo all’inizio dell’estate. Non mi aspetterei certo che i prossimi due mesi siano freschi. Corriamo il rischio di vivere per tre mesi a 35 gradi od oltre”.

Dopo questa prima ondata di calore ne arriveranno probabilmente diverse altre dall’Africa nel corso della stagione. “Uno dei motori di questo clima è il monsone africano, che appare al momento rinforzato” spiega Gozzini. Si tratta di una brezza molto estesa che soffia dal Golfo di Guinea verso nord, perpendicolarmente all’equatore.

“Dura sei mesi ed è grazie a lei che la fascia del Sahel può coltivare sorgo e miglio. Quando è molto forte, sposta verso nord il punto di incontro fra la circolazione dell’emisfero sud e quella dell’emisfero nord”. Dal punto di vista meteorologico, è un po’ come se l’equatore ci venisse incontro. “Tutte le alte pressioni africane, di conseguenza, si spostano in direzione della Spagna o dei Balcani”. E l’aria di questi giorni è proprio quella che ci arriva da Algeria e Marocco.

Leggi i commenti