Il climatologo Carlo Buontempo: “Ora l’onda di caldo viene anche dal mare”
di Elena Dusi«Il mare non ci rinfresca più come un tempo. Le nuvole sono diventate più rare e le giornate assolate di conseguenza più frequenti. I gas serra continuano ad accumularsi nell’atmosfera, riscaldandola».
Tutti gli ingredienti elencati da Carlo Buontempo, lo scienziato che dirige il Servizio cambiamento climatico dell’agenzia di satelliti europea Copernicus, danno come risultato la cappa di afa di oggi. In Italia sfioriamo i 40 gradi, ma gli allarmi per la canicola si estendono in Europa fino alle latitudini inglesi, intervallati dai nubifragi.
La pioggia che si è infiltrata nel tetto del parlamento di Parigi e ha costretto il premier Bayrou a interrompere il discorso è forse un avvertimento della natura alla politica.
Siamo arrivati a metà 2025. Che dati av…
«Il mare non ci rinfresca più come un tempo. Le nuvole sono diventate più rare e le giornate assolate di conseguenza più frequenti. I gas serra continuano ad accumularsi nell’atmosfera, riscaldandola».
Tutti gli ingredienti elencati da Carlo Buontempo, lo scienziato che dirige il Servizio cambiamento climatico dell’agenzia di satelliti europea Copernicus, danno come risultato la cappa di afa di oggi. In Italia sfioriamo i 40 gradi, ma gli allarmi per la canicola si estendono in Europa fino alle latitudini inglesi, intervallati dai nubifragi.
La pioggia che si è infiltrata nel tetto del parlamento di Parigi e ha costretto il premier Bayrou a interrompere il discorso è forse un avvertimento della natura alla politica.
Siamo arrivati a metà 2025. Che dati avete raccolto finora?
«Dopo due anni incredibili dal punto di vista climatico, il 2023 e il 2024, e i primi due mesi del 2025 vicini ai record di temperatura, ora ci troviamo nel mezzo di questa ondata di calore. Non vi è coinvolta solo l’atmosfera, ma anche l’acqua».
Un tempo il mare era sinonimo di fresco. Ora è un altro serbatoio di calore?
«L’acqua ha un’inerzia maggiore dell’aria: impiega più tempo a scaldarsi. Per questo all’inizio dell’estate le temperature sono più miti. Oggi però ci sono aree del Mediterraneo più calde di 5 gradi rispetto alla media degli ultimi trent’anni. Le zone più calde sono tra penisola italiana e Spagna orientale: Tirreno, Baleari, Mar Ligure. L’effetto mitigatore del mare si viene così a perdere e di sera la temperatura non riesce a calare. Aumenta il numero di notti tropicali, in cui il termometro resta sopra ai 20 gradi e il corpo soffre di più. I problemi per l’organismo non nascono solo dai picchi diurni, ma anche dalla mancanza di pause fresche la notte. Secondo l’analisi di The Lancet Countdown i decessi da stress termico in Europa sono saliti del 30%».
Quest’ondata di calore colpisce il Giappone, la Cina, l’Europa e gli Stati Uniti. Copre praticamente tutto l’emisfero nord?
«No, Russia occidentale, Caucaso e Canada dell’est hanno temperature più basse della media. Anche l’Australia sta attraversando una fase fredda».
Come si piazzerà il 2025 nella classifica degli anni più caldi?
«Il clima è un tema serio, non un concorso a premi. Al momento siamo al terzo posto fra gli anni più caldi di sempre. La sensazione è che non raggiungeremo un altro record dopo quelli di 2023 e 2024. Forse finiremo nei primi cinque posti, ma è presto per esserne certi».
Secondo i rapporti di Copernicus del 2023 e 2024 anche le nubi ci rinfrescano meno. La copertura nuvolosa si è ridotta del 4% rispetto agli ultimi trent’anni.
«Sono dati che ci arrivano dai satelliti Eumetsat. L’Europa negli ultimi anni tende ad avere meno nubi e più sole. È una buona notizia per i pannelli solari, ma non sul fronte delle temperature».
Alcuni climatologi sostengono che il riscaldamento climatico stia addirittura accelerando. È così?
«È un’ipotesi che si intravede dai dati, se si fa l’interpolazione delle temperature suddivise per decenni. Non ne abbiamo però ancora la certezza. Non ci sono invece dubbi sul fatto che il cambiamento climatico sia la causa delle nostre estati sempre più calde».