ROMA – Il Consiglio d'Europa ha scelto l'Italia come sede del Centro per la prevenzione e il contrasto delle frodi nell'istruzione. Il centro sarà collocato a Roma.
L’accordo è stato sancito da Bjørn Berge, vice segretario generale del Consiglio d’Europa, e il professor Luca Lantero, direttore generale di Cimea, il Centro informazioni mobilità per le equivalenze accademiche. L’accordo vuole rafforzare la responsabilità collettiva del continente europeo nell’individuazione delle frodi e nel rinforzare l’integrità accademica.
Bjørn Berge ha detto: “Le frodi nel mondo del sapere sono una minaccia globale per il diritto a un’educazione di qualità. Le conseguenze sono reali. Questo mercato globale illecito continua a espandersi,…
ROMA – Il Consiglio d'Europa ha scelto l'Italia come sede del Centro per la prevenzione e il contrasto delle frodi nell'istruzione. Il centro sarà collocato a Roma.
L’accordo è stato sancito da Bjørn Berge, vice segretario generale del Consiglio d’Europa, e il professor Luca Lantero, direttore generale di Cimea, il Centro informazioni mobilità per le equivalenze accademiche. L’accordo vuole rafforzare la responsabilità collettiva del continente europeo nell’individuazione delle frodi e nel rinforzare l’integrità accademica.
Bjørn Berge ha detto: “Le frodi nel mondo del sapere sono una minaccia globale per il diritto a un’educazione di qualità. Le conseguenze sono reali. Questo mercato globale illecito continua a espandersi, è un’industria criminale che cresce velocemente e dobbiamo agire adesso per contrastarlo”.
Luca Lantero ha spiegato che il centro servirà a tutti i membri del Consiglio europeo. Le cattive pratiche, spiega, includono fabbriche di falsi diplomi, qualificazioni infedeli e cattive condotte accademiche: “Offriremo assistenza e dati alle autorità nazionali e ai loro ministri del sapere”. Per l’avvio del centro, Cimea ha versato 400.00 euro.
"Accogliere in Italia il centro per la prevenzione e il contrasto delle frodi nell'istruzione”, ha detto Anna Maria Bernini, ministra dell’Università e della Ricerca, “è motivo di grande soddisfazione. Contrastare le frodi in campo educativo significa rafforzare il sistema della formazione che vogliamo continuare a mantenere aperto e sempre più interconnesso. L'Italia, insieme al Cimea, si pone come punto di riferimento e capofila a difesa dell'integrità dei titoli di studio".