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Di Palma (Enac) sul caos voli: “In trent'anni mai vista una crisi così. Commissione d’inchiesta”

Il presidente dell'Enac, Pierluigi Di Palma 

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Il presidente dell’Autorità del volo civile annuncia una iniziativa immediata: “Responsabilità da chiarire”
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Domani stesso (oggi, ndr) avvieremo una commissione d’indagine e nel giro di una settimana produrremo un report al governo per chiarire l’accaduto». Pierluigi Di Palma, il presidente dell’Enac, l’Autorità dell’aviazione civile in Italia, non dà per chiuso l’incidente che sabato sera ha mandato ko i radar del centro di controllo d’area di Milano azzerando il traffico per un paio d’ore e coinvolgendo 320 aerei. «Abbiamo la vigilanza sull’Enav e le professionalità per svolgere questo compito: sentiremo anche i soggetti esterni coinvolti», aggiunge in riferimento alla Tim, chiamata in causa dall’Enav come fornitore della connettività da cui è partito il guasto.

È normale che si sia arrivati a tanto?

«Non direi certo che è ‘normale’, visto che questi sistemi sono ridondanti (duplicati, ndr) proprio per evitare simili disservizi. Sicuramente emerge un problema legato ai soggetti che implementano il servizio per conto dell’Enav: c’è una responsabilità esplicita e contrattuale che dovremo v…

Domani stesso (oggi, ndr) avvieremo una commissione d’indagine e nel giro di una settimana produrremo un report al governo per chiarire l’accaduto». Pierluigi Di Palma, il presidente dell’Enac, l’Autorità dell’aviazione civile in Italia, non dà per chiuso l’incidente che sabato sera ha mandato ko i radar del centro di controllo d’area di Milano azzerando il traffico per un paio d’ore e coinvolgendo 320 aerei. «Abbiamo la vigilanza sull’Enav e le professionalità per svolgere questo compito: sentiremo anche i soggetti esterni coinvolti», aggiunge in riferimento alla Tim, chiamata in causa dall’Enav come fornitore della connettività da cui è partito il guasto.

È normale che si sia arrivati a tanto?

«Non direi certo che è ‘normale’, visto che questi sistemi sono ridondanti (duplicati, ndr) proprio per evitare simili disservizi. Sicuramente emerge un problema legato ai soggetti che implementano il servizio per conto dell’Enav: c’è una responsabilità esplicita e contrattuale che dovremo verificare. Sembra che il decadimento della trasmissione abbia generato un problema di visualizzazione dei dati sui desktop degli operatori, non l’assenza dei dati in sé. La verifica del sistema di ridondanza è comunque doverosa».

Tim ha replicato dicendosi estranea ai disservizi…

«L’analisi che faremo mira proprio a fare chiarezza sulle responsabilità e potrà dare risposte».

Si è arrivati al “rateo zero”, stop totale al traffico aereo…

«Un intervento molto importante, un inedito per quel che ricordi in trent’anni di esperienza. Ma ha consentito di intervenire tempestivamente e di ridurre i tempi per tornare alla normalità, anche perché il disservizio si è verificato a tarda sera e la notte ha aiutato a riorganizzare il traffico aereo senza troppi disagi».

Enav ha usato il sistema satellitare per gestire i voli presenti nello spazio aereo interessato. Sono stati corsi rischi?

«È importante chiarire che non sono stati corsi rischi e che il disservizio è stato gestito nella massima sicurezza: il rateo zero è stato adottato proprio dopo aver messo in sicurezza gli aeromobili che dovevano atterrare. Anche se, come dicevo, non tutti i dati degli aeromobili erano andati perduti».

Dice di disagi tutto sommato limitati, qual è la situazione?

«Sabato sera ho disposto un intervento forte, facendo sbarcare i passeggeri già a bordo: cosa che gli operatori tendono ad evitare. È stata una decisione per tutelare al massimo i passeggeri, perché fossero aiutati negli scali».

Il ritardo maturato quando si è già a bordo è un punto su cui interviene la riforma Ue dei diritti dei passeggeri: arriverà il diritto all’assistenza e l’obbligo di far sbarcare, dopo tre ore. Ma su altri punti i consumatori dicono che ci sono passi indietro, cosa ne pensa?

«Quello cui fa riferimento è un punto importante di ampliamento delle tutele, ma d’altra parte la proposta di riforma Ue allunga i tempi di ritardo oltre i quali scattano gli indennizzi (da 3 a 4-6 ore a seconda della lunghezza della tratta, ndr). Si tratta di un bilanciamento di interessi. Per molto tempo gli indennizzi hanno funzionato grazie alla logica dei ‘grandi numeri’: poche richieste sul totale di aventi diritto. Lo sviluppo di organizzazioni per la tutela dei passeggeri ha fatto crescere le richieste e c’è stato quindi bisogno di trovare un nuovo equilibrio, anche per evitare che i costi delle compagnie si scaricassero sui prezzi dei biglietti».

A proposito, per quest’ultimo caso sono possibili indennizzi?

«Si tratta di un caso di ‘forza maggiore’, non si possono prevedere indennizzi automatici. Poi ognuno è libero di muoversi in autonomia per i normali canali, chiedendo il risarcimento ai soggetti coinvolti».

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