Clima, il Vaticano crea una messa “per la cura del creato”. Mossa dei vescovi del global south
di Iacopo ScaramuzziIl Vaticano ha preannunciato che pubblicherà un nuovo formulario della messa “per la custodia del creato”, che prevedibilmente introdurrà nel messale una specifica preghiera per l’ambiente. I vescovi di Africa, Asia e America Latina, intanto, per la prima volta firmano un documento unico per chiedere ai paesi ricchi di pagare il loro “debito ecologico”. E non è escluso che papa Leone XIV partecipi al vertice sul clima che si svolgerà a novembre alle porte dell’Amazzonia, nella città brasiliana di Belem.
Un gesuita e un francescano
La sala stampa della Santa Sede si è limitata ad annunciare che giovedì prossimo il cardinale gesuita Michael Czerny, prefetto del dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, e l’arcivescovo francescano Vittorio Francesco Viola, segretario del dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, presenteranno il “nuovo formulario della Missa ‘pro custodia creationis’, che andrà ad aggiungersi alle Missae ‘pro variis necessitatibus vel …
Il Vaticano ha preannunciato che pubblicherà un nuovo formulario della messa “per la custodia del creato”, che prevedibilmente introdurrà nel messale una specifica preghiera per l’ambiente. I vescovi di Africa, Asia e America Latina, intanto, per la prima volta firmano un documento unico per chiedere ai paesi ricchi di pagare il loro “debito ecologico”. E non è escluso che papa Leone XIV partecipi al vertice sul clima che si svolgerà a novembre alle porte dell’Amazzonia, nella città brasiliana di Belem.
Un gesuita e un francescano
La sala stampa della Santa Sede si è limitata ad annunciare che giovedì prossimo il cardinale gesuita Michael Czerny, prefetto del dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, e l’arcivescovo francescano Vittorio Francesco Viola, segretario del dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, presenteranno il “nuovo formulario della Missa ‘pro custodia creationis’, che andrà ad aggiungersi alle Missae ‘pro variis necessitatibus vel ad diversa’ del Messale Romano”.
Messe “per varie necessità”
Il messale romano approvato da Giovanni Paolo II nel 2000 prevede in effetti alcune variabili non solo per i diversi tempi liturgici dell’anno (avvento, triduo pasquale, ecc), ma anche per le messe “per varie necessità”. Si tratta, come spiega l’ordinamento generale del messale romano, di adeguare “più visibilmente le preghiere della Chiesa ai bisogni del nostro tempo” con preghiere e letture “nelle quali si fondono felicemente tradizione e novità”. In particolare, queste messe vengono raggruppate in quattro categorie: le messe “per la Chiesa, per il papa, per il vescovo” e via dicendo; “per le vocazioni, per i laici, per la famiglia, per gli amici” e categorie analoghe; e, ancora, le messe “per l’evangelizzazione dei popoli, per i cristiani perseguitati, per la patria o la comunità civile, per le autorità civili, per gli organismi soprannazionali, all’inizio dell’anno civile, per il progresso dei popoli”; e, infine, le messe “per i profughi e gli esuli, per i migranti, per la fame nel mondo, per coloro che ci affiggono, per i prigionieri, per i carcerati, per gli infermi, per i moribondi, per chiedere la grazia di una buona morte, per qualunque necessità”. Ora si preannuncia una nuova categoria, la messa “per la custodia del creato”.
Leone e l’ambiente
Se è stato Francesco, in particolare con l’enciclica Laudato si’ e l’esortazione apostolica Laudate Deum, il primo Papa a insistere sull’attualità, per la fede cristiana, della questione ambientale – non senza suscitare il fastidio dei settori cattolici più conservatori – anche Leone XIV, in queste prime settimane di pontificato, si è mostrato sensibile al tema. In una recente intervista al Tg1 ha parlato esplicitamente del cambiamento climatico, chiosando che “tutti ne conosciamo gli effetti”. In un messaggio che ha inviato lunedì alla Fao, Robert Francis Prevost ha scritto che “senza un’azione determinata e coordinata per il clima, sarà impossibile garantire sistemi agroalimentari in grado di nutrire una popolazione globale in crescita”. Infine, tanto i vescovi latinoamericani per bocca del cardinale brasiliano Jaime Spengler, a inizio pontificato, quanto, nei giorni scorsi, i vescovi europei rappresentati dal cardinale Ladislav Nemet, pochi giorni fa, hanno esortato il Papa a partecipare al vertice internazionale sul clima programmato a Belem, in Brasile, dal 10 al 21 novembre prossimi. Una possibilità – non ancora una certezza – confermata oggi nel corso di una conferenza stampa che si è svolta in Vaticano con cardinali rappresentanti del “global south” che in mattinata avevano incontrato il Papa.
I vescovi del sud globale
I cardinali Jaime Spengler, arcivescovo di Porto Alegre (Brasile) e presidente del Celam (vescovi latino-americani), Filipe Neri Ferrão, arcivescovo di Goa e Damão (India) e presidente della Fabc (vescovi asiatici), Fridolin Ambongo Besungu, arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo) e presidente della Secam (vescovi africani), hanno presentato con Emilce Cuda, segretaria esecutiva della Pontificia Commissione per l'America Latina, un documento in vista della Cop30. “Le nazioni ricche”, scrivono, per la prima volta in un documento congiunto, gli episcopati del sud globale, “devono pagare il loro debito ecologico, con un finanziamento climatico equo, senza indebitare ulteriormente il Sud, per recuperare le perdite e i danni e favorire la resilienza in Africa, America Latina e Caraibi, Asia e Oceania". “I paesi ricchi dovrebbero riconoscere e pagare il loro debito ecologico, senza continuare a indebitare il Sud del mondo”, ha chiosato il cardinale Neri Ferrao. “E’ noto che con il riscaldamento globale, che nel 2024 supererà di 1,55 gradi centigradi l'era preindustriale, abbiamo effetti di desertificazione che colpiscono già 500 milioni di persone nel Sud del mondo”, ha detto Ambongo. “E’ l’ora della conversione e c’è un prezzo da pagare, o abbiamo il coraggio di decisioni coraggiose, per usare un eufemismo, oppure non so come sarà il futuro delle prossime generazionie”, ha detto Spengler. All’incontro è intervenuto anche il cardinale Czerny.