Scossa ai Campi Flegrei: “Magnitudo eccezionale, indebolita dal mare. Attenti al crollo dei costoni”
di Elena DusiÈ la scossa più forte ai Campi Flegrei da oltre 40 anni, da quando disponiamo di sistemi di monitoraggio, accanto a quella del 13 marzo» conferma Francesca Bianco, direttrice del dipartimento Vulcani dell’Ingv, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. «Ha avuto magnitudo 4.6, ma essendo localizzata in mare e a una profondità di 3,9 chilometri, maggiore del solito, non ha provocato uno scuotimento del terreno particolarmente violento».
Ha causato il crollo di alcune falesie nella zona di Bacoli. Ci sono rischi per i turisti?
«Si sono registrate piccole frane nell’isola di Punta Pennata. Non è la prima volta che assistiamo a un collasso di roccia per le scosse dei Campi Flegrei. Oltre che per i turisti, si tratta di eventi pericolosi …
È la scossa più forte ai Campi Flegrei da oltre 40 anni, da quando disponiamo di sistemi di monitoraggio, accanto a quella del 13 marzo» conferma Francesca Bianco, direttrice del dipartimento Vulcani dell’Ingv, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. «Ha avuto magnitudo 4.6, ma essendo localizzata in mare e a una profondità di 3,9 chilometri, maggiore del solito, non ha provocato uno scuotimento del terreno particolarmente violento».
Ha causato il crollo di alcune falesie nella zona di Bacoli. Ci sono rischi per i turisti?
«Si sono registrate piccole frane nell’isola di Punta Pennata. Non è la prima volta che assistiamo a un collasso di roccia per le scosse dei Campi Flegrei. Oltre che per i turisti, si tratta di eventi pericolosi per chi passa sotto con le barche. Prendere provvedimenti è competenza del sindaco di Bacoli, non del nostro ente, che sta facendo i sopralluoghi con la Guardia Costiera, ma a Stromboli ad esempio è in vigore un divieto di avvicinamento. È proibito scendere sotto al miglio di distanza dalla Sciara del Fuoco».
Quello di ieri è il settimo terremoto superiore a magnitudo 4 negli ultimi due anni ai Campi Flegrei, e il più forte. Osservate un’intensificazione delle scosse?
«Osserviamo un’intensificazione del bradisismo, che è il motore di questi terremoti. Da 20 anni il sollevamento del terreno ai Campi Flegrei sottopone il suolo a una deformazione continua. La crosta terrestre sta accumulando uno stress importante e lo rilascia periodicamente sotto forma di terremoti. Fino a quando il bradisismo non cesserà, dobbiamo aspettarci scosse e sciami sismici».
Le case dei Campi Flegrei accumulano danni solo per le scosse o anche per il bradisismo?
«L’impatto sulle case arriva perlopiù dalle scosse. Il bradisismo è un fenomeno lento. Per capire quanti danni può aver provocato un terremoto bisogna guardare al dato sullo scuotimento del terreno. È misurato rispetto all’accelerazione di gravità. Ieri si è raggiunto l’8%, ma il 13 marzo aveva superato il 100%. Dopo ogni sisma i tecnici fanno sopralluoghi negli edifici che potrebbero aver subito danni, anche se ho sentito che a volte i proprietari non li fanno entrare».
Nei monitoraggi dei giorni scorsi avevate notato anomalie?
«Il terreno continua a sollevarsi un centimetro e mezzo al mese. In passato ha raggiunto tre centimetri, ma anche i valori attuali possono causare scosse importanti. Non ci sono state invece variazioni dal punto di vista geochimico, cioè della composizione di gas e acque dal sottosuolo. Non c’è da temere un’eruzione imminente».
La scossa di ieri è avvenuta in mare. Che monitoraggio avete nel Golfo di Pozzuoli?
«Quattro sistemi di monitoraggio sottomarino, ma ogni tanto vengono danneggiati dalle barche di passaggio. Nonostante i divieti, c’è chi vi getta sopra l’ancora e chi si avvicina per curiosità. A terra, ma non solo nell’area Flegrea, abbiamo problemi simili. Gli strumenti a volte vengono rubati o danneggiati. Non contengono nulla di prezioso, ma ci è capitato di ritrovarli al mercatino delle pulci. In periodi di sciame sismico è un problema in più che preferiremmo evitare».