Londra – L’Europa soffoca. Una delle peggiori ondate di calore mai registrate ha portato le temperature in tutto il continente a livelli record: 37 gradi a Parigi, 36 a Londra, 46 a Madrid. Per ragioni di sicurezza ha chiuso la Torre Eiffel, creando sconcerto e paura fra i turisti, seguita da decisioni analoghe nei monumenti più visitati a Bruxelles e in altre capitali. Agli ingressi della metropolitana londinese, cartelli avvisano i passeggeri di portare con sé una bottiglietta d’acqua e, se possibile, restare in zone ombreggiate o meglio ancora a casa. Una giornata particolare, certo, ma giorni così diventano sempre più frequenti nel calendario estivo, accompagnati da improvvise “bombe d’acqua”, chicchi di grandine di otto centimetri e altri fenomeni meteo estremi. Tanto che, proprio a causa dei frequenti temporali che hanno colpito una parte della Francia, lòa zona di Modanein Savoia, la circolazione dei treni tra Parigi e Milano è stata bloccata “per diversi giorni”.
Londra – L’Europa soffoca. Una delle peggiori ondate di calore mai registrate ha portato le temperature in tutto il continente a livelli record: 37 gradi a Parigi, 36 a Londra, 46 a Madrid. Per ragioni di sicurezza ha chiuso la Torre Eiffel, creando sconcerto e paura fra i turisti, seguita da decisioni analoghe nei monumenti più visitati a Bruxelles e in altre capitali. Agli ingressi della metropolitana londinese, cartelli avvisano i passeggeri di portare con sé una bottiglietta d’acqua e, se possibile, restare in zone ombreggiate o meglio ancora a casa. Una giornata particolare, certo, ma giorni così diventano sempre più frequenti nel calendario estivo, accompagnati da improvvise “bombe d’acqua”, chicchi di grandine di otto centimetri e altri fenomeni meteo estremi. Tanto che, proprio a causa dei frequenti temporali che hanno colpito una parte della Francia, lòa zona di Modanein Savoia, la circolazione dei treni tra Parigi e Milano è stata bloccata “per diversi giorni”.
Come un bollettino di guerra, il Grande Caldo ha trasmesso notizie allarmanti di ora in ora. A Tarragona, in Spagna, un bambino di due anni muore per essere rimasto troppe ore chiuso in un’auto parcheggiata: colpa del padre che se l’era dimenticato andando al lavoro, ma in tutta la penisola iberica sono almeno 380 le vittime per l’ondata di calore anomalo, con una punta massima di 46 gradi a El Granado (Huelva). Temperature di 46 gradi anche in Portogallo. Incendi incontrollabili in Turchia. Il giorno più caldo dell’anno a Londra dove si sfiorano i 36 gradi. A Parigi ce ne sono 37, in tutta la Francia chiudono per il caldo quasi 2 mila scuole e per la prima volta dal 2020 viene dichiarata l’emergenza clima in tutta la regione attorno alla capitale. In Germania, 38 gradi, in Grecia 40, incendi selvaggi e temperature senza precedenti anche nei Balcani. Il punto più alto della Torre Eiffel resterà inaccessibile anche stamani: come se da lassù si vedesse meglio il Grande Caldo che sconvolge il continente. L’ondata di calore ha anche fatto scendere il livello del fiume Reno, una delle principali vie navigabili di commercio in Europa, limitando il numero di navi cargo che possono percorrerlo e facendo salire i costi delle spedizioni.
Gli scienziati lo chiamano il “silent killer”, l’assassino silenzioso, proprio per questo ancora più pericoloso: si calcola che mezzo milione di persone vengano uccise ogni anno sulla Terra dalle ondate di calore, un numero di vittime più alto di quello causato da guerre o terrorismo. È il cambiamento climatico che si fa sentire con forza crescente, la conseguenza dell’effetto serra, ovvero del surriscaldamento dell’atmosfera del pianeta, su cielo, terra e acqua, come ha affermato una commissione dell’Onu. Proprio in questi giorni lo sperduto arcipelago di Tuvalu, una ex-colonia britannica nel Pacifico, ha dato il via a un’evacuazione di massa dei suoi circa 10 mila abitanti: saranno accolti in Australia, con i primi visti mai concessi per “climate change” e una lotteria per stabilire chi partirà per primo. Gli esperti calcolano che, per lo scioglimento dei ghiacci, le isole saranno parzialmente sommerse entro il 2050 e completamente entro fine secolo: il primo Paese abbandonato a causa del cambiamento del clima. Ancora non si sa a chi altro toccherà fuggire, dopo questi atolli della Polinesia, ma intanto l’Europa soffoca sotto una morsa alimentata da noi stessi.
E che, a dispetto delle conferenze annuali sul clima, non abbiamo ancora fatto abbastanza per spegnere: paradossalmente, a Bruxelles crescono le pressioni per alleviare le misure per contenere l’aumento della temperatura terrestre. L’effetto Trump, da sempre scettico sul clima, sull’effetto serra. Il contadino, afferma un vecchio proverbio, si fa il segno della croce soltanto quando sente il tuono, che segnala un temporale vicino: ma il Grande Caldo di questo primo luglio 2025 è come un tuono che risuona già su tutta Europa.