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Pedalate a 40 gradi, dietrofront di Glovo sugli incentivi beffa

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Anche Deliveroo ci ripensa. Il Piemonte ferma le consegne nelle ore bollenti. Malori nelle fabbriche e scioperi in mezza Italia
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Bologna - Glovo ha deciso «di disattivare temporaneamente a livello nazionale il sistema dei bonus previsti per le consegne effettuate nelle fasce orarie più calde della giornata». La comunicazione della piattaforma spagnola arriva il giorno dopo il putiferio scatenato dal lancio degli incentivi per i lavoratori che effettuano consegne sotto il caldo cocente di questi giorni. E nel frattempo anche Deliveroo, che stava per introdurre un sistema di “bonus caldo” per i propri rider, anche se strutturato in maniera diversa da quello di Glovo, si è presa un po’ di tempo per riflettere.

Bonus ambigui

E si capisce. Perché erano ambigui quei bonus riconosciuti ai fattorini a seconda delle temperature registrate nelle città in cui operano: il 2% di bonus fra i 32 e i 36 gra…

Bologna - Glovo ha deciso «di disattivare temporaneamente a livello nazionale il sistema dei bonus previsti per le consegne effettuate nelle fasce orarie più calde della giornata». La comunicazione della piattaforma spagnola arriva il giorno dopo il putiferio scatenato dal lancio degli incentivi per i lavoratori che effettuano consegne sotto il caldo cocente di questi giorni. E nel frattempo anche Deliveroo, che stava per introdurre un sistema di “bonus caldo” per i propri rider, anche se strutturato in maniera diversa da quello di Glovo, si è presa un po’ di tempo per riflettere.

Bonus ambigui

E si capisce. Perché erano ambigui quei bonus riconosciuti ai fattorini a seconda delle temperature registrate nelle città in cui operano: il 2% di bonus fra i 32 e i 36 gradi, il 4% fra 36 e 40, l’8% oltre i 40 gradi. Un “premio” di pochi centesimi (20 sopra i 40 gradi per un ordine pagato ai fattorini 2,5 euro, 80 per uno da 10 euro) che secondo la Nidil Cgil che ha sollevato il caso potevano trasformare «un rischio in incentivo economico», monetizzando quindi un pericolo per la salute.

Mentre l’azienda li intendeva come una compensazione per acquistare creme solari, sali minerali e acqua. Ieri però durante un incontro con la Felsa Cisl Glovo ha annunciato la sospensione dei bonus incriminati «per poterli revisionare dentro a un confronto sindacale, tenendo al centro che i lavoratori hanno possibilità di scegliere di lavorare ma che deve essere fatto in assoluta sicurezza», spiega Silvia Casini, della segreteria nazionale di Felsa. E la stessa volontà di confronto ha espresso anche Deliveroo.

Stop nelle ore più calde

Entrambe le piattaforme intanto ieri hanno fermato i propri rider in Piemonte nelle ore più calde, così come imposto dall’ordinanza della Regione. Sono però decisioni che non soddisfano la Cgil. «Hanno tolto i bonus — commenta Roberta Turi, della Nidil — ma c’è un tema generale di come lavorano queste persone, è semplicistico dire che sono lavoratori autonomi. In Piemonte li hanno fermati, bene, ma non hanno gli ammortizzatori sociali e non rientrano nel nuovo protocollo caldo. Ne vogliamo parlare?». Sempre Glovo in questi giorni ha comunicato ai propri rider, per esempio a Bologna, che dal 1° luglio al 31 agosto possono chiedere una bottiglietta d’acqua nel Glovo Center della città, oppure ricaricare le borracce in alcuni dei ristoranti serviti.

«Ma non basta», si lamentano i fattorini. Just Eat invece, segnala la Filt Cgil, i cui rider sono dipendenti, ha avviato una serie di misure «in linea con quanto previsto dal Protocollo caldo», con turni più corti ed esenzioni per i lavoratori più fragili. Intanto le polemiche politiche provocate dal “bonus caldo” non si placano. Ieri Nicola Fratoianni di Avs ha detto che «fa schifo un sistema che sfrutta le persone», mentre i deputati Pd segnalano che dopo lo stop del «vergognoso» bonus di Glovo «occorre andare verso una cassa clima che includa tutte le tipologie di lavoro, rider compresi».

Le proteste

Ieri l’Inps ha chiarito che nell’attesa delle nuove norme annunciate dal governo, come già l’anno scorso è possibile chiedere la cassa ordinaria per caldo eccessivo oltre i 35 gradi, anche percepiti. Perché il caldo ormai è un problema costante per il mondo del lavoro.Ieri alla Ansaldo Energia di Genova Campi 12 lavoratori si sono sentiti male per le temperature eccessive e sono dovuti andare in infermeria. In tante aziende invece sono partiti gli scioperi come protesta per il caldo: è successo mercoledì alla Emmegi di Cassano D’Adda e succederà il 7 luglio alla Relevi, che nel Mantovano si occupa di prodotti per l’igiene. «Chiedevamo 10 minuti in più di pausa», denunciano i sindacati.

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