«La danza del ventre è un’arte. Non può essere un reato. Io sono una ballerina, i video sulla base dei quali vengo accusata sono normali, sono uno spettacolo di danza e non contengono nulla che violi o vada contro la morale pubblica. Non ho mai incitato alla dissolutezza o al vizio. Tutto quello che vedete sui social media rientra in un’attività artistica. E, tra i video che mi contestate, ce ne sono alcuni che sono stati manipolati appositamente per mettermi in cattiva luce. Non so perché l’Egitto mi stia facendo questo: ma io sono anche una cittadina italiana e a questo punto chiedo anche l’intervento del mio consolato».
L’udienza
Linda Martino, la danzatrice del ventre con passaporto italiano, arrestata due settimane fa al Cairo, si difende. Lo ha fatto nell’udienza nella quale è stata decisa la sua carcerazione per altri quindici giorni, partendo da un’accusa, l’«offesa alla morale» che negli ultimi anni i magistrati egiziani hanno contestato più volte alle ballerine e in particolare a quelle straniere.
Il matrimonio con un italiano
Sohila Tarek Hassan Haggag è nata in Egitto. Ma lei ha sempre raccontato che sua madre avesse origini italiane, in particolare in Veneto. Tanto che, questo ha raccontato anche in alcune interviste pubbliche, in Italia avrebbe studiato. Dove, sempre secondo il suo racconto, si sarebbe anche laureata. Potrebbe però essere una millanteria. Secondo quanto risulta alle nostre autorità Sohila diventa Linda Martino nel 2011 quando sposa al Cairo Domenico Martino, un uomo di Cremona che faceva affari in Egitto. In Italia lo segue subito dopo il matrimonio dove resta a vivere almeno quattro anni. Quando poi torna nel suo Paese d’origine, sulle spiagge di Sharm el Sheik, dove cominciano a lavorare nel turismo. Linda si presenta a tutti con il suo nome “italiano” e comincia la sua carriera da danzatrice: la chiamano la «star della costa», comincia ad avere migliaia di fan, i suoi profili social spopolano tanto da arrivare a più di due milioni di follower.
Il video del tik toker
È protagonista di alcuni video di famosi cantanti e tik toker egiziani. E proprio uno di quei video è diventato l’oggetto principale di una polemica che ha avuto grande eco in Egitto. Alcuni avvocati la accusano, come si legge negli atti, di apparire «con abiti indecenti, esponendo deliberatamente zone sensibili del corpo, in palese violazione della morale pubblica e dei valori sociali». E ancora: «Le indagini hanno appurato che Linda ha usato tecniche di seduzione e danze provocanti per incitare al vizio».
Il ritiro dalle scene
Accuse che la donna temeva tanto da aver cercato di evitare l’arresto: aveva annunciato il ritiro dalle scene continuando in realtà a ballare fuori dall’Egitto ma i video circolavano molto in patria. Quando è stata arrestata era in aeroporto (“aveva dei contanti” hanno appuntato i poliziotti) e stava partendo per l’Arabia Saudita dove aveva uno spettacolo. Gli egiziani ritengono la Martino un affare loro: fino a questo momento hanno negato ogni tipo di contatto alla nostra ambasciata che pure sta seguendo il caso fin dal principio. E, ieri, dopo che Repubblica ha raccontato la storia è tornata a chiedere una visita consolare in carcere.
E la vicenda diventa politica
Questo anche perché in Italia la vicenda è diventata politica. Elisabetta Piccolotti di Avs presenterà nelle prossime ore un’interrogazione: «L’arresto di Linda è l’ennesimo atto contro la libertà delle donne e i diritti umani del governo egiziano di Al Sisi. In quelle carceri — dice — è già morto Giulio Regeni, certo non possiamo sottovalutare oggi le potenziali conseguenze della detenzione di questa donna italiana accusata da un governo fondamentalista di aver violato la morale pubblica».