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In Italia trecentomila fulmini in un giorno: “Temporali sempre più violenti”

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Il riscaldamento climatico carica le perturbazioni di maggiore energia. Oltre alle quantità di pioggia e ai chicchi di grandine crescono anche le scariche elettriche
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Un treno colpito da un fulmine domenica sera vicino Bologna è rimasto bloccato sui binari. La circolazione è stata rallentata fino alla mattinata di ieri. L’allarme per le scariche elettriche in Friuli Venezia Giulia lunedì notte ha convinto Trenitalia a diradare il passaggio dei convogli. I passeggeri sono stati dirottati sui bus.

Il turbinio di fulmini è stato il segno distintivo dei temporali degli ultimi due giorni. «Domenica in Lombardia ne sono stati segnalati circa 20mila. Il dato è completo sia dei fulmini tra nube e suolo che di quelli tra nubi», spiega Matteo Zanetti, meteorologo di Arpa Lombardia. «Dalla Protezione Civile ci è arrivato il dato di 38mila tra la mattina e la sera di domenica fra Toscana, Liguria, Emilia Romagna,…

Un treno colpito da un fulmine domenica sera vicino Bologna è rimasto bloccato sui binari. La circolazione è stata rallentata fino alla mattinata di ieri. L’allarme per le scariche elettriche in Friuli Venezia Giulia lunedì notte ha convinto Trenitalia a diradare il passaggio dei convogli. I passeggeri sono stati dirottati sui bus.

Il turbinio di fulmini è stato il segno distintivo dei temporali degli ultimi due giorni. «Domenica in Lombardia ne sono stati segnalati circa 20mila. Il dato è completo sia dei fulmini tra nube e suolo che di quelli tra nubi», spiega Matteo Zanetti, meteorologo di Arpa Lombardia. «Dalla Protezione Civile ci è arrivato il dato di 38mila tra la mattina e la sera di domenica fra Toscana, Liguria, Emilia Romagna, Umbria e Marche», aggiunge Bernardo Gozzini, direttore del consorzio Lamma di Cnr e Regione Toscana.

Nell’Italia intera nelle 24 ore di domenica (per i dati di ieri occorre più tempo) la società privata francese Meteorage è arrivata a 318mila, un ottavo rispetto ai 2,6 milioni di fulmini di ogni tipo (da nube a terra, da terra a nube e da nube a nube) scoccati dall’inizio dell’anno.

L’aumento delle scariche elettriche è legato alla maggiore violenza dei temporali. «I fulmini si formano in maggior quantità quando l’aria dentro una nube si solleva molto rapidamente. E questo avviene quando la differenza di temperatura fra aria calda al suolo e aria fredda in quota è significativa», spiega Dino Zardi, professore di Fisica dell’Atmosfera all’università di Trento.

I temporali di domenica e ieri, causati dall’incontro fra una linea di instabilità fredda dalla Francia e l’aria resa torrida dalle ultime settimane di anticiclone africano, avevano tutte le caratteristiche per scatenare moti turbolenti nelle nubi. «Un temporale con gradienti di temperature elevati ha grandi energie ed è più esplosivo. Ci aspettiamo che generi grandi quantità di fulmini», prosegue Gozzini.

«Per noi osservare le scariche elettriche è molto utile. Riusciamo a prevedere bene i temporali, ma abbiamo margini di incertezza per quanto riguarda il luogo e il momento esatto in cui scoppieranno. Seguire l’andamento dei fulmini ci permette di osservare con precisione il loro andamento».

L’aumento dei lampi negli ultimi anni non stupisce i meteorologi. Il riscaldamento climatico carica le perturbazioni di maggiore energia. Ad aumentare sono i millimetri di pioggia, le dimensioni dei chicchi di grandine e anche il numero di scariche elettriche. L’università di Berkeley nel 2014 con uno studio su Science aveva previsto che i fulmini sarebbero diventati del 12 per cento più numerosi per ogni grado di aumento di temperatura (oggi siamo intorno al grado e mezzo). Entro il 2100, prevedeva lo studio, le scariche elettriche sarebbero raddoppiate rispetto a cento anni prima.

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