Cronaca

“Cercasi chef né comunista né omosessuale”: è bufera per il post di Cappuccio, poi rimosso

“Cercasi chef né comunista né omosessuale”: è bufera per il post di Cappuccio, poi rimosso

Malgrado la valanga di critiche il cuoco del ristorante Eden di Madonna di Campiglio rivendica una per una le cose scritte

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AAA: cercasi chef purché non sia né comunista né omosessuale. Il post è apparso venerdì scorso sull’account Facebook di Paolo Cappuccio, cuoco molto noto e apprezzato. E dopo un diluvio di critiche oggi è stato rimosso. Ma il web non perdona e non dimentica e lo screenshot della selezione del personale “omofoba e razzista” gira alla velocità del suono.

Il post comincia appunto con: «Seleziono chef con brigata per hotel 4 stelle in Trentino», tre posizioni da dicembre fino a marzo, per una nuova apertura in Val di Fassa, con stipendio «dai 2 ai 4 mila euro»: uno chef più tre capo partita e un pasticcere. Fin qui un annuncio come un altro. Dalla riga successiva specifica chi non è gradito e fa quindi meglio a non presentarsi alla selezione. Si tratta di «comunisti/fancazzisti, persone con problemi di alcol, droghe e di orientamento sessuale. Quindi se eventualmente resta qualche soggetto più o meno normale… ben volentieri».

Le minacce

Poco dopo la pubblicazione sono arrivate critiche, insulti, parolacce e a dire dello chef anche minacce. Cappuccio, napoletano, che si guadagnò con il ristorante gardesano La casa degli Spiriti il 149esimo posto ai Best Chef Awards 2017 ha quindi oscurato il post. «Ho ricevuto insulti, parolacce, minacce, “fascista, devi stare a testa in giù”. Stiamo ancora a parlare del fascismo di 100 anni fa con il mondo in guerra. Non ci bado, è gente che non passa il tempo a lavorare. Non ha commentato nessun lavoratore interessato».

Così lo chef ha risposto al Corriere del Trentino. «Dopo l’ennesima delusione cercavo collaboratori onesti, con un’idea chiara della loro posizione all’interno della società, della brigata, che si comportino bene. Perché sono stufo di persone che mi fanno perdere tempo, si mettono in malattia, non svolgono le proprie mansioni o bruciano due infornate di pesce al sale, vogliono essere pagati ma non lavorare. I diritti sono sacrosanti, ma ci sono anche i doveri».

La valanga sul web

«Anche se lo hai levato, lo abbiamo letto tutti cosa hai scritto. A Fascioooo»; «Chef mi può cucinare un atto illecito discriminatorio, guarnito da repressione profonda? Per il conto mi sa che paga lei». Su tutte le piattaforme social, da Instagram a Twitter, passando per Fb è un rincorrersi di commenti. Malmostos75: «il tuo piatto forte qual è? spaghetti aglio e olio di ricino?». Un altro utente scrive: «Si dà il caso che io sia il redattore di una rivista e mi occupi di alta ristorazione. E che sia pure gay. Mi sto già sfregando le mani». E ancora: eva.nicole96 dice: «L’unico problema con l’orientamento sessuale ce l’hai tu, con quello degli altri. Spero ti mandino a cucinare alla Caritas, almeno ti renderai utile». Sono solo alcuni dei commenti che gli utenti del web stanno lasciando sotto i post del cuoco, non potendo più lasciarli sotto quello incriminato poiché rimosso. «Pensa essere così borioso da non riuscire a tenere per sé le proprie opinioni personali, scindere tra vita privata e professionale e mettere a rischio la reputazione di un’attività, con possibili conseguenze per tutti i poveretti che ci lavorano quotidianamente».

“Era solo uno sfogo”

Una carriera lunga 35 anni, nelle località italiane più esclusive, compresi ristoranti stellati Michelin come La Stube del Bio Hotel Hermitage di Madonna di Campiglio. Arrivata, a suo dire, ad un punto di difficoltà post-Covid nel reperire personale: «È un annuncio di disperazione. Uno sfogo di stanchezza mentale — ha dichiarato Cappuccio – È un’estremizzazione di un prototipo di personaggi. Si presentano con tanti hobby, con il cane, la chitarra, idee di sinistra e si rivelano fallimenti professionali. Li ho esclusi per non perdere tempo e per fargli già capire che l’ambiente che trovano non è quello di quando vanno nelle piazze o al concerto del primo maggio. Non sono tutti così, magari se si presentano persone con idee di sinistra, volenterose, che si impegnano, non le escludo».

No agli omosessuali

Quanto all’esclusione per i «problemi di orientamento sessuale lo chef sostiene che «mi è capitato di avere persone non etero, che esibivano in modo molto eccessivo, fino a dar fastidio, il loro modo di vivere diversamente — spiega —. In brigata si creavano problemi, litigi, insulti. Quindi, per evitare spiacevoli conversazioni, ho sottolineato che uno può essere quello che vuole, ma non ostentarlo in questo modo troppo oltre e poco elegante. Io ho amici gay, usciamo e andiamo in vacanza assieme. Ma sul lavoro uno sta al suo posto. Se invade la libertà di un altro sta imponendo la sua posizione di vita, che può dar fastidio».

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