Nel carcere di Prato lo Stato non c’è. Il cancello che lo annuncia si chiude lasciandosi alle spalle la legalità che pure dovrebbe abitare questo luogo. Consegnando a un silenzio che sa di complicità, di ritiro, di resa. Un luogo dove non è l’istituzione a parlare. Ma le voci che arrivano dalle celle, dove si impartiscono ordini, si pianificano traffici, si coordina il crimine. Si stupra. Dove ce…