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Clima, Papa Leone XIV: “Il mondo brucia, preghiamo per la conversione di chi lo nega”

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Messa “per la cura del creato” nei giardini di Castel Gandolfo a dieci anni dalla Laudato si’ di papa Francesco: “Tanti disastri naturali sono in gran parte o almeno in parte causati dagli eccessi dell’essere umano”
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Il mondo “brucia”, “sia per il surriscaldamento terrestre sia per i conflitti armati”, e la “missione” dei cristiani è “di custodire il creato, di portarvi pace e riconciliazione” alzando una voce profetica “anche quando esige l’audacia di opporci al potere distruttivo dei prìncipi di questo mondo”. Così papa Leone XIV nel corso di una messa celebrata nei giardini di Castel Gandolfo dedicata alla cura del creato, durante la quale ha pregato per la “conversione di tante persone, dentro e fuori la Chiesa”, che “ancora non riconoscono l’urgenza di curare la casa comune” segnata da “tanti disastri naturali” che “in gran parte o almeno in parte” sono causati dagli “eccessi dell’essere umano”.

Messa per il creato

Il Papa ha celebrato secondo il nuovo formulario che ha approvato solo pochi giorni fa, che permette di dedicare una messa specificamente alla “custodia del creato”. Una mossa decisa a dieci anni dall’enciclica Laudato si’ di papa Francesco. La celebrazione si è svolta nei giardini…

Il mondo “brucia”, “sia per il surriscaldamento terrestre sia per i conflitti armati”, e la “missione” dei cristiani è “di custodire il creato, di portarvi pace e riconciliazione” alzando una voce profetica “anche quando esige l’audacia di opporci al potere distruttivo dei prìncipi di questo mondo”. Così papa Leone XIV nel corso di una messa celebrata nei giardini di Castel Gandolfo dedicata alla cura del creato, durante la quale ha pregato per la “conversione di tante persone, dentro e fuori la Chiesa”, che “ancora non riconoscono l’urgenza di curare la casa comune” segnata da “tanti disastri naturali” che “in gran parte o almeno in parte” sono causati dagli “eccessi dell’essere umano”.

Messa per il creato

Il Papa ha celebrato secondo il nuovo formulario che ha approvato solo pochi giorni fa, che permette di dedicare una messa specificamente alla “custodia del creato”. Una mossa decisa a dieci anni dall’enciclica Laudato si’ di papa Francesco. La celebrazione si è svolta nei giardini del Borgo Laudato si’, iniziativa ecologica voluta da Bergoglio.

(reuters)

“Il mondo brucia”

“Condividiamo oggi un momento familiare e sereno, seppure in un mondo che brucia, sia per il surriscaldamento terrestre sia per i conflitti armati, che rendono tanto attuale il messaggio di Papa Francesco nelle encicliche Laudato si’ e Fratelli tutti”, ha detto il Papa. “La paura dei discepoli nella tempesta è quella di larga parte dell’umanità. Tuttavia, nel cuore del Giubileo noi confessiamo: c’è speranza! L’abbiamo incontrata in Gesù, il Salvatore del mondo. Egli ancora, sovranamente, calma la tempesta. Il suo potere non sconvolge, ma crea; non distrugge, ma fa essere, dando nuova vita”. La missione dei cristiani, ha detto Leone, è quella “di custodire il creato, di portarvi pace e riconciliazione”, ed è la stessa missione di Dio, “la missione che il Signore ci ha affidato. Noi ascoltiamo il grido della terra e dei poveri, perché questo grido è giunto al cuore di Dio. La nostra indignazione è la sua indignazione, il nostro lavoro è il suo lavoro". E la voce di Dio “impegna la Chiesa alla profezia, anche quando esige l’audacia di opporci al potere distruttivo dei prìncipi di questo mondo. L’indistruttibile alleanza fra Creatore e creature, infatti, mobilita le nostre intelligenze e i nostri sforzi, perché il male sia volto in bene, l’ingiustizia in giustizia, l’avidità in comunione”.

Conversione e negazionismo

Parlando a braccio, Leone ha ricordato il valore della conversione tramite il battesimo: “All’inizio della messa abbiamo pregato per la conversione, la nostra conversione, e vorrei aggiungere che dobbiamo pregare per la conversione di tante persone dentro e fuori la Chiesa che ancora non riconoscono l’urgenza di curare la casa comune: tanti disastri naturali che quasi tutti i giorni vediamo in tanti luoghi e tanti paesi in gran parte o almeno in parte causati anche per gli eccessi dell’essere umano, con lo stile di vita e tutto quello che facciamo”, e questo “è un’altra chiamata, un’altra occasione, per riflettere in noi stessi se stiamo stiamo vivendo questa conversione o no e quanto bisogno c’è”.

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