Un tornello a pagamento contro l'overtourism. E soprattutto contro tutti quei turisti che, in cambio di un selfie davanti a un panorama mozzafiato, lasciano cartacce sul sentiero. L’iniziativa è di un contadino della Val Gardena che, per accedere al passaggio che porta a un punto da cui si possono fotografare le famose vette dolomitiche Odle, ha deciso di chiedere 5 euro. Altrimenti non si passa.
Orda di influencer
L'iniziativa, in realtà, è già stata bloccata dalla Provincia perché il tornello è stato messo all'interno del Parco naturale Puez Odle. Ma le polemiche non si sono fermate. Carlo Alberto Zanella, presidente di Cai Alto Adige con un post sui social ha dato l’annuncio: "Novità dalla Val Gardena, adesso si paga anche il pedaggio sui sentieri. Uno dei sentieri più fotografati delle Dolomiti, invaso da influencer, youtuber e instagrammer”". Il risultato? “Un turismo tamarro che ha portato a sdraiarsi con teli sull’erba che poi non ricresce e a rovinare la natura per un selfie sponsorizzato da influencer che danno consigli a vanvera senza conoscere le reali bellezze della nostra montagna”, ha incalzato Zanella. Qualche anno fa un altro contadino aveva messo un tornello per limitare l'assalto di turisti alla famosa chiesetta della val di Funes.
Il tornello sotto accusa
Il tornello è stato installato sabato, e, a decidere di metterlo, come forma di provocazione, è stato appunto il proprietario del terreno esasperato per i danni causati dagli innumerevoli turisti che calpestano il prato e lasciano in giro i rifiuti. Oltre tutto, spiega ancora Zanella “se in quel tratto per esempio una persona inciampa su una radice e si fa male la responsabilità è del contadino. Qui i turisti arrivano addirittura con le e-bike in quota per un selfie veloce con le famose Odle. Ma scendendo lungo gli alpeggi le grosse ruote danneggiano il prato che a quelle quote ricresce solo molto lentamente. Queste ferite in caso di forte piogge possono creare grossi problemi per la tenuta dei prati”.
La polemica
"Il contadino evidentemente è stufo", aggiunge il presidente di Cai Alto Adige. Perché "per salire in funivia il turista paga 48 euro, poi spende una trentina di euro per mangiare. Ma a lui che deve pulire, e deve assicurarsi che i turisti, come spesso fanno, non oltrepassino steccati per fare selfie con le mucche o i pascoli, in tasca non va nulla. Ha oneri ma non onori", evidenza Zannella. "Dobbiamo assolutamente educare i turisti, così non si può andare avanti", aggiunge.