Il caso Manuela Murgia, dopo 30 anni il faccia a faccia tra i fratelli e l’ex indagato per omicidio
di Romina MarcecaTrent’anni, cinque mesi, due giorni e all’improvviso pochi passi tra di loro in un’aula di giustizia. I tre fratelli di Manuela Murgia per la prima volta hanno incontrato Enrico Astero, l’uomo accusato di avere ucciso la loro sorella sedicenne. Un faccia a faccia nel tribunale di Cagliari nel giorno in cui il giudice per le indagini preliminari dà il via all’incidente probatorio. Non un saluto e nemmeno una parola tra loro. “Ho provato molta angoscia nel ritrovarmi nella stessa stanza con l’uomo che potrebbe aver ucciso nostra sorella, aspettiamo però gli esiti delle indagini”, dice Elisabetta Murgia a Repubblica.
Il caso riaperto grazie ai fratelli
Manuela venne trovata morta a Cagliari in uno dei canyon di Tuvixeddu il 5 febbraio 1995. Sul suo corpo c’erano diverse ferite che allora vennero certificate dai medici legali come traumi da caduta e il caso venne chiuso come suicidio. Le due sorelle, Elisabetta e Anna Maria, e il fratello Gioele, nel 2023, sono riusciti a portare nuovi el…
Trent’anni, cinque mesi, due giorni e all’improvviso pochi passi tra di loro in un’aula di giustizia. I tre fratelli di Manuela Murgia per la prima volta hanno incontrato Enrico Astero, l’uomo accusato di avere ucciso la loro sorella sedicenne. Un faccia a faccia nel tribunale di Cagliari nel giorno in cui il giudice per le indagini preliminari dà il via all’incidente probatorio. Non un saluto e nemmeno una parola tra loro. “Ho provato molta angoscia nel ritrovarmi nella stessa stanza con l’uomo che potrebbe aver ucciso nostra sorella, aspettiamo però gli esiti delle indagini”, dice Elisabetta Murgia a Repubblica.
Il caso riaperto grazie ai fratelli
Manuela venne trovata morta a Cagliari in uno dei canyon di Tuvixeddu il 5 febbraio 1995. Sul suo corpo c’erano diverse ferite che allora vennero certificate dai medici legali come traumi da caduta e il caso venne chiuso come suicidio. Le due sorelle, Elisabetta e Anna Maria, e il fratello Gioele, nel 2023, sono riusciti a portare nuovi elementi per una prima riapertura dell’inchiesta. Nel maggio scorso la procura ha iscritto sul registro degli indagati il nome del parrucchiere Enrico Astero, che con Manuela aveva una relazione da alcuni mesi. Il medico legale Roberto Demontis, consulente della famiglia Murgia, ha dimostrato che Manuela non solo sarebbe stata uccisa ma anche, molto probabilmente, violentata. Per questo è un momento delicato nelle indagini quello dell’incidente probatorio. Perché gli esperti del Ris di Cagliari sono stati incaricati di analizzare i vestiti che per decenni sono rimasti sepolti dentro il magazzino abbandonato della Medicina legale di Cagliari e recuperati dalla polizia nei mesi scorsi.
“Per noi mai una parola di conforto”
I fratelli di Manuela, accompagnati dai loro legali Giulia Lai e Maria Marras, e Astero (difeso da Marco Fausto Piras) sono arrivati in tribunale per assistere al conferimento dell’incarico ai periti. Il gelo è calato nell’aula. “Abbiamo atteso 30 anni anche una sola parola da parte sua, magari di dispiacere per la fine di Manuela. Non è mai arrivata, adesso non ci interessa più”, dice Elisabetta Murgia. Trent’anni fa i fratelli di Manuela non sapevano chi fosse Astero, avevano avuto una descrizione dai genitori. “Per me è uno sconosciuto di 54 anni. Aspettiamo il processo e la verità che stabilirà – continua Elisabetta MUrgia -. Lui ha dichiarato che è innocente e che lo dimostrerà, a noi non ha mai detto tutto questo. Non ha mai detto niente”.
I super consulenti
La famiglia Murgia si è affidata al genetista forense Emiliano Giardina (che ha scoperto il Dna dell’assassino “Ignoto” Massimo Bossetti nell’omicidio di Yara Gambirasio) mentre il generale Luciano Garofalo è stato scelto dalla difesa di Enrico Astero. Nella squadra dei consulenti della famiglia Murgia anche Roberto Demontis, artefice della riapertura del caso. Tutti, compresi gli avvocati, hanno prestato giuramento nell’ufficio del gip Giorgio Altieri. Subito dopo sono stati spacchettati i vestiti di Manuela nella sede del Ris di Cagliari nella caserma del IX Battaglione carabinieri di piazza San Bartolomeo.Il 2 ottobre in tribunale saranno presentati i risultati sulle decine di macchie che sono state già individuate in queste ore dai Ris sugli abiti che Manuela Murgia indossava quella mattina del 5 febbraio. La mattina in cui ricevette due telefonate e uscì di casa senza avvertire nessuno con i suoi risparmi in tasca. E senza farvi più ritorno.