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Scuola, Invalsi: scende la dispersione, ma gli studenti peggiorano in Italiano e Matematica

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Un terzo degli alunni di seconda elementare non raggiunge il livello base. Alle superiori metà non governa i calcoli. Buone le competenze digitali. Il ministro Valditara: “Più grammatica e riassunti”
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ROMA – Invalsi conferma Istat: la dispersione scolastica nel Paese continua a scendere: i 18-24enni che non hanno conseguito un diploma di scuola secondaria di secondo grado (e che non sono in formazione) passano dal 12,7 per cento del 2021 al 9,8 per cento, sotto l’obiettivo del Piano nazionale di resilienza e ripresa per il 2026, quindi raggiunto e superato con un anno di anticipo. Per il 2030 si chiede al sistema educativo italiano di rientrare nel target europeo dell’abbandono precoce: il 9 per cento. Ad oggi, l’Italia resta comunque il quinto paese peggiore in Europa.

Sempre meno giovani lasciano la scuola, quindi. Un trend iniziato da tempo: nel 2000 il tasso era pari al 25,1 per cento. Sempre più giovani conseguono un diploma o proseguono i…

ROMA – Invalsi conferma Istat: la dispersione scolastica nel Paese continua a scendere: i 18-24enni che non hanno conseguito un diploma di scuola secondaria di secondo grado (e che non sono in formazione) passano dal 12,7 per cento del 2021 al 9,8 per cento, sotto l’obiettivo del Piano nazionale di resilienza e ripresa per il 2026, quindi raggiunto e superato con un anno di anticipo. Per il 2030 si chiede al sistema educativo italiano di rientrare nel target europeo dell’abbandono precoce: il 9 per cento. Ad oggi, l’Italia resta comunque il quinto paese peggiore in Europa.

Sempre meno giovani lasciano la scuola, quindi. Un trend iniziato da tempo: nel 2000 il tasso era pari al 25,1 per cento. Sempre più giovani conseguono un diploma o proseguono in percorsi di istruzione e formazione. Questo ampliamento della platea scolastica comporta, tuttavia, un aumento della “complessità interna del sistema educativo”, spiega Invalsi. E tendenzialmente, i risultati sull’apprendimento scolastico quest’anno peggiorano rispetto al 2024.

“Una quota significativa di studenti, che prima avrebbe interrotto il percorso scolastico, oggi rimane nel sistema spesso presentando maggiore fragilità negli apprendimenti”. Lo scrive l’Istituto nazionale di valutazione del sistema scolastico, e parla della “dispersione implicita”, che definisce quella coorte generazionale che arriva in fondo agli studi superiori con basi fragili e incomplete. Nel 2025 si è registrato un netto aumento della dispersione scolastica implicita rispetto al 2024: 8,7 per cento rispetto al 6,6 per cento di un anno fa. “Questa dinamica si riflette inevitabilmente sugli esiti medi delle rilevazioni Invalsi, che tendono in alcuni gradi scolastici a una leggera contrazione”. In alcune regioni, come Puglia, Basilicata e Calabria, si osservano segnali di contenimento della dispersione implicita.

Gli arretramenti alla primaria

In II primaria, dal 2024 al 2025, si registra una diminuzione della quota di alunni che raggiunge almeno il livello base previsto in Italiano (66 per cento, -1 per cento), mentre in Matematica il risultato è stabile (67 per cento).

In V primaria, in Italiano la quota di allievi che raggiunge il livello base è la stessa dopo dodici mesi: 75 per cento. In Matematica le nozioni fondamentali vengono raggiunte dal 66 per cento, due punti in meno dell’anno scorso. Si torna ai livelli del 2022, l’immediato post-Covid.

A questa età, dieci anni, si registra una flessione anche per quanto riguarda l’Inglese, nella prova di “Reading”: si passa dal 95 per cento di buona lettura nel 2024 al 91 per cento di questa stagione: -4 per cento. Si mantiene stabile la quota di alunni che raggiunge il livello A1 nell’ascolto: 86 per cento sia nel 2025 che nel 2024.

Medie: male in Italiano, bene in Inglese

Nella scuola secondaria di primo grado, nello specifico la terza media, la quota di studenti che raggiunge risultati in Italiano almeno adeguati, ossia in linea con quanto stabilito dalle Indicazioni nazionali, si attesta al 59 per cento, un punto percentuale in meno rispetto al 2024. In Matematica l’aliquota è del 56 per cento, invariata rispetto al 2021, 2022, 2023 e al 2024. Non ci sono progressi educativi nel quinquennio: quasi la metà dei discenti delle medie ne esce senza avere le competenze fondamentali nella più importante tra le scienze dure.

In Inglese, la quota di studenti che raggiunge il livello A2 è rispettivamente l’83 per cento in “Reading” (un punto in più) e il 70 per cento in “Listening” (due punti in più). È da registrare che, dall’inizio della rilevazione (2018), è aumentata di 9 punti percentuali la quota di allievi che raggiunge il livello A2 in lettura e di 16 punti in ascolto. Restano marcati i divari territoriali: in alcune regioni del Mezzogiorno si riscontra un maggior numero di allievi e allieve con livelli di risultato molto bassi.

Superiori, le grandi differenze Nord-Sud

Gli esiti nella scuola secondaria di secondo grado evidenziano che nelle classi seconde, in Italiano, il 62 per cento degli studenti raggiunge almeno il livello base (invariato rispetto al 2024), mentre in Matematica la quota che raggiunge il livello base si attesta al 54 per cento (era il 55 per cento nel 2024).

Le differenze tra l’Italia centro-settentrionale e quella meridionale restano consistenti. Al termine delle scuole medie, in Italiano, a fronte di un 62% di allievi che mostrano competenze almeno adeguate nel Centro-Nord, nel Mezzogiorno la percentuale scende in modo rilevante e nel Sud (in particolare Calabria, Sicilia e Sardegna) sono meno della metà coloro che accedono alle superiori con competenze adeguate. Al Sud e nelle Isole solo quattro allievi su dieci hanno conoscenze adeguate in Matematica.

Nell'ultimo anno delle superiori nel Lazio, in Campania, Calabria e Sicilia il 60 per cento non raggiunge il livello di accettabilità. In Sardegna la percentuale si alza al 70 per cento.

Battuta d’arresto in quinta

Per quanto riguarda l’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, si evidenzia una battuta d’arresto rispetto al 2024. Con quote di popolazione scolastica via via cresciute, in Italiano il 52 per cento degli studenti raggiunge almeno il livello base, quattro punti n meno rispetto all’anno prima. In Matematica il livello base è raggiunto dal 49 per cento (meno tre punti). In questa fase di studi, si assiste a un crollo in Inglese: il 55 per cento raggiunge i traguardi prescritti (B2 per l’istruzione liceale e tecnica e il B1+ per quella professionale) nella prova di “reading” quando era il 60 per cento nel 2024. Il 44 per cento in “listening” (meno uno).

Confortanti conoscenze tecnologiche

Per la prima volta quest’anno nelle classi seconde della scuola secondaria di secondo grado sono state rilevate le competenze digitali degli studenti. Gli studenti quindicenni hanno mostrato una buona padronanza “nell’utilizzo consapevole e sicuro” delle tecnologie digitali: a proposito di alfabetizzazione su informazione e dati, l’89% del campione raggiunge il livello adeguato; per comunicazione e collaborazione la quota sale al 91 per cento; sulla creazione di contenuti digitali il livello adeguato è raggiunto dall’84 per cento; in sicurezza dall’85 per cento. “Si tratta di un risultato molto incoraggiante”, scrive Invalsi, e più omogeneo a livello territoriale.

Quest’anno le prove Invalsi hanno coinvolto 11.500 scuole per un totale di 960mila alunni della scuola primaria (classe II e classe V), 550mila allievi della scuola secondaria di primo grado (classe III) e più di un milione di studenti della scuola secondaria di secondo grado. Le percentuali di partecipazione ai test sono state prossime al raggiungimento dell’intera la popolazione studentesca coinvolta.

Sostiene Invalsi che si sentono ancora “le conseguenze a lungo termine del post-pandemia”. Quasi nessun risultato riesce a raggiungere i livelli precedenti la pandemia.

Il ministro Valditara: “Rinforzare la sintassi”

Alla presentazione del rapporto, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha detto: "I ragazzi, come d'altro canto anche gli adulti, fanno fatica a comprendere il testo. La comprensione del testo è una grande sfida. E’ evidente che dobbiamo potenziare l'insegnamento dell'italiano ripensando anche i cosiddetti programmi scolastici. Dobbiamo dare più importanza alla grammatica, alla sintassi, i riassunti". E poi, “più docenti di Italiano, Matematica e Inglese, scuole aperte tutto il giorno, più tempo pieno, più sport, teatro, musica, più coinvolgimento dei giovani in tante altre azioni, il coinvolgimento delle famiglie, azioni di supporto psicologico e sociale nei confronti delle stesse famiglie, la formazione specifica dei docenti, misure di supporto alla loro azione didattica".

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