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Maturità ribelle, il professor Galiano: “Tutti bastonano gli studenti e nessuno chiede come stanno”

Il professor Enrico Galiano 

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Il docente star di TikTok si schiera con chi protesta: “Può essere sbagliato fare scena muta all’orale, ma i ragazzi parlano di una scuola ultracompetitiva che li manda dallo psicologo”
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ROMA – Enrico Galiano, professore di Lettere in una scuola media della provincia di Pordenone, scrittore prolifico, star di TikTok, dove parla con continuità di educazione e di ragazzi, non gradisce la reazione degli adulti, e delle istituzioni di governo, nei confronti dei ribelli della Maturità: i quattro candidati all’Esame di Stato che, certi della promozione, hanno rifiutato di rispondere alle domande dell’orale. Galiano dice, in partenza: “Una delle accuse ripetute verso questa generazione è quella che i ragazzi non protestano più, non danno segni di vita. Appena tre, quattro di loro, però, provano ad aprire bocca, a fare un gesto di rottura, arriva una pletora di adulti che dice: zitti, non parlate. E giù a bastonarli”.

E’ stata questa la reazione più diffusa, Galiano?

“Sì, il mondo adulto, che sui so…

ROMA – Enrico Galiano, professore di Lettere in una scuola media della provincia di Pordenone, scrittore prolifico, star di TikTok, dove parla con continuità di educazione e di ragazzi, non gradisce la reazione degli adulti, e delle istituzioni di governo, nei confronti dei ribelli della Maturità: i quattro candidati all’Esame di Stato che, certi della promozione, hanno rifiutato di rispondere alle domande dell’orale. Galiano dice, in partenza: “Una delle accuse ripetute verso questa generazione è quella che i ragazzi non protestano più, non danno segni di vita. Appena tre, quattro di loro, però, provano ad aprire bocca, a fare un gesto di rottura, arriva una pletora di adulti che dice: zitti, non parlate. E giù a bastonarli”.

E’ stata questa la reazione più diffusa, Galiano?

“Sì, il mondo adulto, che sui social viene rappresentato dai giovani con nomi anni Ottanta, dice allo studente che si ribella: ‘Soffri in silenzio, io ho sofferto e sono venuto su bene’. La verità è che, se ragionano così, quegli adulti non sono venuti su così bene”.

Ci si è concentrati sulle modalità della protesta: il silenzio dei maturandi.

“Sì, pochissime persone sono intervenute nel merito, tutti a giudicare il gesto, che, certo, è stato eclatante. E le critiche avanzate da questi studenti? Non sono infondate, ne vogliamo parlare?”.

La scuola che li fa sentire numeri, innanzitutto.

"I diciannovenni che si sono esposti parlano di un sistema ultracompetitivo che li sta facendo finire dallo psicologo. Prima di dire che sono sciocchezze, andrebbero ascoltati e, poi, bisognerebbe dare una risposta sia sulla Maturità che sulla scuola tutta”.

Che sistema vogliono, secondo lei?

"Una scuola che valuti davvero il pensiero critico, non solo la memoria. Una scuola che parli di vita vera, non solo di analisi del testo”.

Hanno ragione? Hanno torto?

"Non lo so: però ascoltiamo, rispondiamo, questi ragazzi ci stanno parlando”.

E’ giusto rifiutare l’orale, quando si ha la certezza di essere stati promossi?

“Non amo molto il modo in cui hanno protestato, perché è una sottrazione. Si poteva agire in un altro modo: fare l’esame tutto, per esempio, farlo bene, spaccare. E poi rifiutare il voto. Mettere tutto a verbale: ‘Questo sistema non mi rappresenta. E vi dico come lo cambierei’”.

La protesta scelta, il rifiuto con i crediti raggiunti, presta il fianco all’accusa di essere poco coraggiosi.

"La strategia della protesta è da rivedere, sì, ma a 19 anni è difficile essere strategici”.

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