Dai chiodi lanciati nel giardino alle minacce con un martello e poi la cassetta della posta distrutta e gli insulti a moglie e figli. In una occasione anche una pistola mostrata. Angherie subite per anni da una famiglia di Trento – madre, padre, un figlio adolescente e due piccoli – che aveva addirittura pensato di vendere casa in attesa che le denunce facessero il loro corso. Ma la giustizia è finalmente arrivata e il vicino di casa molesto è stato condannato a due anni per stalking.
La condanna
Il molestatore ha 70 anni e la scorsa settimana è stato condannato con rito abbreviato dal giudice Gianmarco Giua a due anni, senza sospensione condizionale della pena, per stalking. Un verdetto che si discosta di poco dalle richieste della procura che aveva proposto una condanna a due anni e otto mesi. Il pensionato dovrà anche versare una provvisionale di 7.000 euro al vicino di casa, un cinquantenne trentino, 5.000 alla moglie e 3.000 euro a ciascuno dei tre figli che si sono costituiti parte civile.
Le liti e le minacce
Vicini da una vita, il cinquantenne cresciuto in quella villetta fin da bambino aveva deciso una volta sposato di andare a vivere nella casa dei genitori, e il settantenne, che lo aveva visto crescere, inizialmente aveva preso bene la notizia. Poi, nel 2020 quando il Covid ha costretto il mondo a vivere in casa, sono iniziate le piccole beghe e discussioni: la macchina messa male, gli strilli dei bambini e così sono cominciate minacce, dispetti e poi l’escalation di atti persecutori. Un incubo durato anni, tanto che il cinquantenne aveva pensato anche di cambiare casa e si era rivolto anche al sindaco per chiedere un aiuto.
L’allontanamento dello stalker
La famiglia si è poi rivolta alle forze dell’ordine e alla fine del 2021, per il settantenne è scattato un decreto di ammonimento da parte del questore. Tre i fascicoli aperti dalla procura: uno per stalking, uno per molestie e uno per minacce, questi ultimi due sono stati archiviati, mentre quello per atti persecutori è andato avanti. Il settantenne è stato allontanato, il gip ha firmato un provvedimento di obbligo di dimora in un altro comune per tredici mesi (in un primo momento erano stati chiesti gli arresti domiciliari).
Il contenzioso civile
«È una persona sola e malata, senza parenti — spiega il suo avvocato Giuliano Valer — ci sarebbe dovuta essere maggiore comprensione nei confronti di un vicino anziano e solo che, lamentandosi degli schiamazzi la sera o nel pomeriggio e dell’auto parcheggiata male, ha forse ecceduto in una pedanteria tipica delle persone sole». L’uomo, a detta del duo legale, dopo l’allontamento coatto dalla sua villetta è andato a vivere in un ricovero per senzatetto e con i vicini ha aperto un contenzioso al tribunale civile.