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Università, classifica Censis: boom di iscritti nel Centro Italia. Arretra il Nord Ovest

Università di Padova (foto di Didier Descouens, commons.wikimedia) 

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Padova e Unical si confermano i migliori atenei tra i “mega” e i “grandi”. Le buone pratiche a Trento (medi) e Camerino (piccoli). L’istituto di ricerca: “Intervenire sul caro affitti”
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ROMA – La Classifica Censis delle università italiane, edizione 2025, dice, innanzitutto, che le immatricolazioni negli atenei del Paese continuano a crescere e che anche per l’anno accademico appena concluso – 2024-2025 – l’interesse delle famiglie per l’approdo all’alta formazione rimane forte e, probabilmente, oggi è il più forte degli ultimi 25 anni.

Come evidenzia il grafico della serie che inizia dal Duemila, siamo passati da 284.182 immatricolati agli attuali 340.988 (passando per il punto più basso del venticinquennio, la stagione 2012-2013, con 268.677 neoiscritti). Bene, gli immatricolati all’anno accademico appena concluso rappresentano il secondo numero più alto di sempre dopo il 2023-2024, ma poiché sono stati registrati a mar…

ROMA – La Classifica Censis delle università italiane, edizione 2025, dice, innanzitutto, che le immatricolazioni negli atenei del Paese continuano a crescere e che anche per l’anno accademico appena concluso – 2024-2025 – l’interesse delle famiglie per l’approdo all’alta formazione rimane forte e, probabilmente, oggi è il più forte degli ultimi 25 anni.

Come evidenzia il grafico della serie che inizia dal Duemila, siamo passati da 284.182 immatricolati agli attuali 340.988 (passando per il punto più basso del venticinquennio, la stagione 2012-2013, con 268.677 neoiscritti). Bene, gli immatricolati all’anno accademico appena concluso rappresentano il secondo numero più alto di sempre dopo il 2023-2024, ma poiché sono stati registrati a marzo, e quindi non sono un dato definitivo, è possibile che il 2024-2025 diventerà il miglior anno universitario di sempre, sul piano degli iscritti al primo anno.

Sei diplomati su dieci si iscrivono

Ci sono altri due dati confortanti: la crescita di marzo 2025 su marzo 2024 è del 5,3 per cento e, poi, oggi il 57,9 per cento dei diciannovenni (vuol dire sei ragazzi su dieci) si immatricola all’università. Molti, nel percorso, abbandonano, ma il messaggio culturale – l’università serve alla tua vita – è passato.

La classifica delle università, che considera sei voci per definire il merito dei singoli atenei, mette in evidenza un aspetto inedito: le iscrizioni universitarie crescono soprattutto nel Centro Italia, con forza: +14 per cento. E anche il Sud ha un buon risultato, da questo punto di vista: +6,1 per cento. Il Settentrione universitario, storico luogo di approdo per i diplomati centromeridionali, ferma la sua crescita: solo +2 per cento per i nuovi iscritti nel Nord-Est e addirittura un arretramento (-0,9 per cento) nel Nord-Ovest, area geografica che comprende la grande Milano, da sempre con i suoi dieci atenei primo attrattore di studenti universitari.

"Affitti irreperibili al Settentrione”

Luigi Bellesi, ricercatore del Censis che ha curato, con Vittoria Coletta, la classifica, dice: “Questi risultati migliori al CentroSud rispetto al Nord sono il sintomo di una maggiore fatica delle famiglie a sostenere i costi dell’istruzione universitaria, resi per certi versi proibitivi dal caro-affitti di alloggi divenuti pressoché irreperibili, soprattutto nelle città del Settentrione. È questa una situazione che, inevitabilmente, si ripercuote sulle migrazioni universitarie interne al Paese, dove gli atenei del Settentrione, in particolare quelli lombardi, hanno sempre rappresentato mete privilegiate per gli studenti. È diventato necessario avviare serie politiche residenziali universitarie, al fine di aumentare i posti letto disponibili per i fuorisede”.

Il ranking: Polimi più punti di tutti

Sul fronte della classifica vera e propria, il ranking Censis ribadisce le posizioni dell’anno scorso. Tra i cosiddetti mega-atenei (oltre 40.000 iscritti), la prima è l’Università di Padova (con 90,3 punti e 110 in comunicazione e servizi digitali). Tra gli atenei grandi (20.000-40.000 iscritti), eccelle per il secondo anno l’Università della Calabria, con un punteggio totale di 94,3 e un punteggio di 110 alle voci servizi e borse di studio. Ancora l’Università di Trento guida i medi (10.000-20.000 iscritti) con 93,7 punti e la leadership nell’internazionalizzazione. Tra i piccoli, l’Università di Camerino, fortificata dalla ricostruzione successiva al terremoto del 2016: è prima con 96 punti, il punteggio più alto in assoluto.

La speciale classifica dei politecnici è guidata anche quest’anno dal Politecnico di Milano, con 98,8.

Tra gli atenei privati, secondo Censis, Luiss di Roma è ancora davanti alla Bocconi di Milano.

Tra gli atenei con più iscritti, si conferma seconda Alma Mater di Bologna e sale al terzo posto Pisa, che scalza La Sapienza di Roma, a sua volta raggiunta al quarto posto dalla Statale di Milano. La Sapienza ha il punteggio di 100 sulle borse di studio erogate.

Sul fronte dei grandi, sono stabili le prime sette posizioni, con Pavia seconda e Perugia terza. Si segnalano gli avanzamenti di Genova (ottava con due posizioni migliorate), Roma Tre e Chieti-Pescara (tre posizioni migliorate a testa). Infine, Catania sale di cinque posti.

Tra gli atenei medi, la seconda è sempre Udine, che offre con Padova i migliori servizi di comunicazione e digitali (110 punti), ma quest’anno condivide la posizione con la Politecnica delle Marche, in crescita di due. Sale di cinque posti, raggiungendo il settimo, l’Università del Piemonte orientale. Ne perde tre il Salento.

Nella classifica dei piccoli, la seconda è l’Università di Cassino, che scala due posizioni e supera l’Università della Tuscia, ora terza.

Tra i politecnici, che hanno la loro forza nei punteggi massimi per quanto riguarda l’occupabilità, Torino detiene la seconda posizione, terzo lo Iuav di Venezia e chiude Bari.

Daniela Mapelli, rettrice dell’Università di Padova, scrive: “Vedere il nostro punteggio crescere ancora, da 89,5 a 90,3, ci conferma che stiamo percorrendo la giusta direzione. Siamo riusciti ad aumentare ancora le nostre performance per quanto riguarda i servizi, le strutture, la comunicazione e i servizi digitali, internazionalizzazione e occupabilità. Continuiamo a riservare particolare attenzione al benessere studentesco e abbiamo scelto di confermare la no tax area fino a 30.000 euro di Isee. Questa visione si accompagna a una forte spinta verso l’internazionalizzazione: aumentano gli accordi con università estere, cresce la mobilità, e sempre più studentesse e studenti stranieri scelgono Padova come luogo di studio, ricerca e crescita personale”.

L’exploit di Scienze motorie

I settori in crescita in questi 25 anni sono stati Scienze motorie, in maniera potente: +224,9 per cento. Coloro che hanno scelto dal Duemila i corsi di laurea economici sono aumentati del 27,6 per cento. Lo stesso ordine di crescita si riscontra anche nel gruppo psicologico (+22,8 per cento), Gli immatricolati delle aree sanitaria e agro-veterinaria sono cresciuti del 63,2 per cento e per l’area Stem si certifica il 42,8 per cento. Si assiste a una contrazione del 20,1 per cento per Architettura e Ingegneria civile, mentre salgono del 48,5 per cento Informatica e tecnologie Ict. Scende sensibilmente Giurisprudenza: -25,3 per cento.

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