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Le università telematiche a Orsini: “Critiche ingiustificate”

Emanuele Orsini, presidente di Confindustria 

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Il presidente Confindustria chiede alla ministra Bernini un nuovo intervento: “Vanno limitate, un’azienda deve sapere dove si è formato un ragazzo”. L’associazione degli atenei online: “Rappresentiamo 250.000 studenti universitari”
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ROMA – Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, intervenendo all'evento “Industria e Università, insieme per l'innovazione”, ha attaccato senza mezzi termini il mondo delle università telematiche. "Farò una grande lotta affinché vengano limitate e regolate", ha detto in apertura. Quindi ha sottolineato: "Laddove c'è un rapporto di un docente a 385 studenti formati da un video, non si tiene in considerazione l'aspetto umano", a differenza delle "nostre università dove il rapporto è di 1 a 35, al massimo 1 a 40". Ancora: "Abbiamo università eccellenti in tutto il territorio nazionale, mi auguro che la ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, metta occhio in modo rapido su questa ingiustizia".

Orsini ha voluto mettere …

ROMA – Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, intervenendo all'evento “Industria e Università, insieme per l'innovazione”, ha attaccato senza mezzi termini il mondo delle università telematiche. "Farò una grande lotta affinché vengano limitate e regolate", ha detto in apertura. Quindi ha sottolineato: "Laddove c'è un rapporto di un docente a 385 studenti formati da un video, non si tiene in considerazione l'aspetto umano", a differenza delle "nostre università dove il rapporto è di 1 a 35, al massimo 1 a 40". Ancora: "Abbiamo università eccellenti in tutto il territorio nazionale, mi auguro che la ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, metta occhio in modo rapido su questa ingiustizia".

Orsini ha voluto mettere in risalto la differenza tra i due sistemi formativi e i loro risultati: "Credo che tutti quelli che interloquiscono con un ragazzo uscito dall'università”, ha detto, “debbano capire da dove esce. Lavoriamo insieme su questa cosa, in maniera seria, perché lo dobbiamo a tutti i ragazzi, che devono sapere che c'è una differenza e deve essere rimarcata". Il presidente di Confindustria ha puntualizzato, infine: “Non parlo di una questione soggettiva, come sapete la Confindustria detiene un ateneo, la Luiss”. Un’università privata con sede a Roma, appunto.

Confindustria è intenzionata ad aprire un focus sulla questione telematiche, non limitandosi all’intervento al convegno organizzato dall'Associazione degli industriali e dalla Conferenza dei rettori delle università italiane.

United: “Il 70% degli iscritti sono lavoratori”

In serata è arrivata la replica di United, l’associazione che raggruppa le università telematiche (eccetto Unicusano). "Apprendiamo con sorpresa e sgomento le dichiarazioni del presidente Orsini nei confronti delle università telematiche, che oggi, in un Paese penultimo in Europa per numero di laureati, intercettano le esigenze di oltre 250.000 studenti, ossia il 13 per cento del totale degli studenti universitari italiani. Non si può ignorare che oltre il 70 per cento dei nostri studenti è composto da lavoratori che non avrebbero alcuna possibilità di accedere all’università tradizionale. Tra l’altro, dispiace che queste frasi provengano dal presidente dell'associazione italiana degli imprenditori - proprietaria dell'Università Luiss Guido Carli - che tante volte ha sottolineato la centralità della formazione continua nell’odierno mercato del lavoro”.

Ancora United: “Parlare di ‘assenza di rapporto umano’, senza conoscere le dinamiche e i modelli didattici della formazione online, significa sminuire il percorso di migliaia di giovani che ogni giorno scelgono un’istruzione flessibile, di qualità e compatibile con la propria vita professionale e personale. Le università telematiche offrono tutoraggio personalizzato, interazioni in tempo reale, ambienti collaborativi e canali di confronto continui con docenti e colleghi. I rapporti umani non scompaiono, ma si adattano alle esigenze del presente, rendendo l’accesso all’istruzione più inclusivo e sostenibile, dando un contributo alla ineludibile necessità di una maggiore digitalizzazione del Paese”.

Il decreto in vigore l’11 agosto

La Crui, attraverso la sua presidente Giovanna Iannantuoni, vicina alla scadenza del mandato, si è sempre dichiarata contro lo spazio pubblico concesso agli atenei online (Gruppo Multiversity, eCampus e Unicusano sono le tre capofila).

La ministra Bernini, in verità, ha già messo mano all’argomento, firmando un decreto il 6 dicembre 2024 (entrerà in vigore il prossimo 1 agosto). Il Decreto 1835 ha già scontentato i due mondi – università tradizionale e università online -. Di fatto, ha confermato la liceità della presenza di 11 atenei telematici sul territorio italiano. Il ministero dell’Università e della Ricerca sostiene che il tavolo sul tema resta comunque sempre aperto.

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