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L’ex br Leonardo Bertulazzi torna ai domiciliari. “Congelata” la procedura di estradizione in Italia

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Lo storico brigatista, in Argentina da quarant’anni, deve scontare una lunga condanna per il rapimento dell’imprenditore Pietro Costa
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Si complica l’estradizione dell’ex brigatista 73enne Leonardo Bertulazzi. La Camera argentina di Cassazione penale ha annullato la decisione della giudice María Servini, che circa un mese fa aveva revocato i domiciliari all’ex terrorista e lo aveva rispedito in carcere per pericolo di fuga, nonostante l’età avanzata. È uno dei motivi del ricorso sollevati dal legale di Bertulazzi - “Stefano” della colonna genovese delle Brigate Rosse - insieme al giudizio pendente sul suo status di rifugiato.

Motivazioni valide, ha stabilito la Corte Suprema, con il voto favorevole dei giudici Angela Ledesma e Alejandro Slokar e quello contrario di Guillermo Yacobucci. Bertulazzi è tornato ai domiciliari e rimane “congelata” la procedura di estradizione a cui avevano dato il via i giudici che, dopo l’improvvisa revoca dello status di rifugiato, avevano accolto il parere favorevole al trasferimento in Italia espresso dal Procuratore della Repubblica, Eduardo Casal. In quella sentenza però si precisava…

Si complica l’estradizione dell’ex brigatista 73enne Leonardo Bertulazzi. La Camera argentina di Cassazione penale ha annullato la decisione della giudice María Servini, che circa un mese fa aveva revocato i domiciliari all’ex terrorista e lo aveva rispedito in carcere per pericolo di fuga, nonostante l’età avanzata. È uno dei motivi del ricorso sollevati dal legale di Bertulazzi - “Stefano” della colonna genovese delle Brigate Rosse - insieme al giudizio pendente sul suo status di rifugiato.

Motivazioni valide, ha stabilito la Corte Suprema, con il voto favorevole dei giudici Angela Ledesma e Alejandro Slokar e quello contrario di Guillermo Yacobucci. Bertulazzi è tornato ai domiciliari e rimane “congelata” la procedura di estradizione a cui avevano dato il via i giudici che, dopo l’improvvisa revoca dello status di rifugiato, avevano accolto il parere favorevole al trasferimento in Italia espresso dal Procuratore della Repubblica, Eduardo Casal. In quella sentenza però si precisava che la decisione di estradarlo non interferiva con la revoca dello status di rifugiato. E dunque, prima di quella decisione non si potrà procedere all’estradizione.

Fuggito quarant’anni fa dall’Italia, l’ex brigatista settantatreenne dovrebbe scontare una condanna a più di ventisette anni di carcere per sequestro di persona, associazione sovversiva e banda armata. Finito a processo per il rapimento di Pietro Costa, ingegnere genovese dell’omonima famiglia di armatori, catturato nel ‘77 e liberato dopo 81 giorni a seguito del pagamento di un riscatto di un miliardo e mezzo di lire. Da quel bottino sarebbero venuti fuori i cinquanta milioni serviti per acquistare l’appartamento di via Montalcini 8 a Roma, diventato il carcere di Aldo Moro. All’epoca Bertulazzi era già in carcere, da cui è riuscito a evadere, per poi far perdere le proprie tracce.

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