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Virus West Nile, l’esperto: “Molti casi sono asintomatici, ma c’è chi rischia l’encefalite”

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Marco Falcone, primario di Malattie infettive a Pisa, risponde alle domande sull’infezione
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Che tipo di malattia è l’infezione da West Nile?

«Si tratta di una arbovirosi, cioè un’infezione virale trasmessa da vettori: zanzare, pappataci e altri insetti», spiega Marco Falcone, primario di Malattie infettive a Pisa e nel consiglio direttivo della società scientifica della disciplina. «Il serbatoio sono gli uccelli migratori. Arrivano in Italia, vengono punti dalle zanzare e queste poi passano il virus all’uomo. La trasmissione non avviene direttamente da persona a persona, ma appunto tramite una zanzara che punge un infetto e poi fa la stessa cosa con una persona sana».

Quale zanzara la trasmette?

«La Culex pipiens, cioè quella “comune”, che da noi c’è sempre stata, già prima che arrivasse la tigre», spiega Falcone.

In Italia quanto è comune il West Nile?

«Fino a pochi anni fa, 6 o 7, era considerata una infezione tropicale. Adesso è diventata endemica in numerose regioni, soprattutto nel Nord Est, Veneto in testa. Significa che i casi sono autoctoni, cioè si ammalano c…

Che tipo di malattia è l’infezione da West Nile?

«Si tratta di una arbovirosi, cioè un’infezione virale trasmessa da vettori: zanzare, pappataci e altri insetti», spiega Marco Falcone, primario di Malattie infettive a Pisa e nel consiglio direttivo della società scientifica della disciplina. «Il serbatoio sono gli uccelli migratori. Arrivano in Italia, vengono punti dalle zanzare e queste poi passano il virus all’uomo. La trasmissione non avviene direttamente da persona a persona, ma appunto tramite una zanzara che punge un infetto e poi fa la stessa cosa con una persona sana».

Quale zanzara la trasmette?

«La Culex pipiens, cioè quella “comune”, che da noi c’è sempre stata, già prima che arrivasse la tigre», spiega Falcone.

In Italia quanto è comune il West Nile?

«Fino a pochi anni fa, 6 o 7, era considerata una infezione tropicale. Adesso è diventata endemica in numerose regioni, soprattutto nel Nord Est, Veneto in testa. Significa che i casi sono autoctoni, cioè si ammalano cittadini che non hanno mai viaggiato nei paesi a rischio ma appunto sono stati infettati qui da noi».

Come si manifesta l’infezione?

«Nella gran parte dei casi — dice ancora Falcone — è asintomatica. Altre volte dà una sindrome simil influenzale, come febbre e dolori ma senza provocare problemi significativi. Per questo motivo il numero delle persone colpite deve essere considerato molto sottostimato. Andrebbero fatti più esami per la ricerca del virus quando ci sono pazienti sospetti se vogliamo conoscere la reale portata della circolazione».

E i casi gravi?

«Sono in una percentuale del 5-10%, ma appunto si tratta di una stima. I dati non sono certi proprio perché non si conosce il totale delle persone colpite. Comunque, i casi gravi si hanno quando il paziente sviluppa una encefalite, cioè l’infezione del sistema nervoso centrale. Questa forma grave, neurologica, può colpire anche i giovani».

Come si previene l’infezione?

«L’unica satrategia — dice l’infettivologo pisano — è quella di evitare la puntura di zanzara, usando repellenti, zanzariere, abiti adatti. Ci sono delle zone in Italia, però, dove le zanzare sono tantissime ed è molto difficile evitare del tutto di essere punti».

Come si cura l’infezione da West Nile?

«Non esiste una terapia specifica, come per tante altre infezioni. Tuttavia anche il paziente con l’encefalite se viene monitorato e assistito con terapie per i sintomi, può essere guarito. Bisogna però fare la diagnosi presto. Ovviamente il discorso è più complesso per i fragili».

Si sta lavorando per trovare dei vaccini?

«La vaccinologia per questo tipo di malattie è all’inizio. Ci sono dei lavori in corso per trovare un modo di prevenire la Dengue».

Le arbovirosi sono in aumento nel nostro paese?

«Sì, in tutta l’Europa e in Italia in particolare, a causa dei cambiamenti climatici, i casi sono in crescita. Arrivano uccelli migratori che prima si fermavano in Nord Africa e ora si spingono anche verso il Nord Europa. Oltre al West Nile, tra le più diffuse arbovirosi ci sono la Chikungunya e la Dengue, che l’anno scorso ha fatto molti casi autoctoni nelle Marche. Per quanto riguarda invece Zika o malaria, sono ancora solo di importazione, cioè vediamo persone malate che si sono infettate all’estero. Riguardo alla malaria, in particolare, qui manca la zanzara che la trasmette diversa sia dalla tigre che dalla culex». Secondo Falcone, «nei prossimi anni vedremo un incremento di queste malattie».

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