I contagi da West Nile in Italia sono saliti a 10. L’Istituto Superiore di Sanità (Iss) ha aggiornato il bollettino sull’infezione causata dal virus originario dell’Uganda che da circa 15 anni è endemico anche da noi. Il bollettino precedente del 17 luglio, riportava 5 casi. Domenica all’ospedale di Latina l’infezione trasmessa dalle zanzare ha causato la morte di una donna di 82 anni.
di Andrea Ossino
Il ministero della Salute con una circolare ha chiesto a pediatri e medici di famiglia di rafforzare la sorveglianza sui pazienti con sintomi sospetti e ha attivato il numero 1500 per rispondere alle domande dei cittadini, ma ha anche ridimensionato l’allarme, ricordando che di questi tempi nel 2024 c’erano stati 13 casi senza decessi.
Considerato che 4 contagi su 5 avvengono senza segnali, i dati ufficiali offrono un quadro parziale della presenza del West Nile in Italia. L’Iss in tutto il 2024 aveva registrato 460 casi con 20 decessi. Nel 20% dei contagiati compaiono febbre o mal di testa.
In un contagio su cento (in genere negli anziani) la malattia coinvolge il sistema nervoso, con tremori, disturbi alla vista, torpore o convulsioni. Si tratta dei casi più gravi, come quello della donna morta domenica, che era andata al pronto soccorso con febbre e confusione mentale. I casi letali sono uno su mille.
di Elena Dusi
Il Centro nazionale sangue ha preso misure speciali per evitare il contagio di chi riceve trasfusioni da parte dei donatori asintomatici. Sono previsti test sui prelievi o il divieto di donare per chi è andato nelle provincie in cui il virus è presente in esseri umani, zanzare o altri animali.
Le zone toccate sono L’Aquila, Cremona, Ferrara, Forlì, Cesena, Latina, Lecce, Lodi, Mantova, Modena, Oristano, Padova, Parma, Pavia, Piacenza, Reggio Emilia, Rovigo, Torino, Treviso, Venezia e Verona. In Europa il virus è in Grecia e Romania.
Il Lazio, con sei casi oltre alla donna morta domenica, è la Regione con il focolaio principale. Un contagiato ha solo la febbre, gli altri mostrano sintomi neurologici. A Roma oggi si riunisce la rete infettivologica regionale, rafforzata con la pandemia. Vi partecipano i reparti di malattie infettive e pronto soccorso della Regione.
«I contagi nel Lazio riguardano tutti l’area di Fondi» spiega Stefano Palomba, commissario straordinario dell’Istituto zooprofilattico di Lazio e Toscana. «Abbiamo intensificato i controlli nell’Agro Pontino, zona di bonifica ancora ricca di acque. Avremo i risultati nei prossimi giorni. Non definirei la situazione come un’emergenza. Visto il mutamento rapido del clima, ci aspettavamo che il West Nile raggiungesse anche il Lazio».