“Questo è il momento del silenzio e del dolore”. Monsignor Ivan Maffeis, arcivescovo di Perugia, semplicemente “don Ivan” per i suoi fedeli, preferisce non commentare la scelta di Laura Santi di morire in casa dopo essersi somministrata un farmaco letale.
L’incontro dell’anno scorso
L’anno scorso il presule era andato a conoscere la donna affetta da una forma progressiva e avanzata di sclerosi multipla. La stessa Santi, ricorda l’agenzia Ansa, aveva raccontato di avere avuto “l'impressione di un uomo libero, molto umile e profondo. Non ha cercato di convincermi o di dissuadermi dal fare qualche cosa. Mi ha abbracciata, mi ha passato la borraccia, si è seduto e mi ha ascoltata”.
Dolore e riconoscenza
“Entro nelle case delle persone da prete, abbiamo condiviso alcune cose profonde ed esistenziali”, ricorda oggi monsignor Maffeis parlando a Repubblica. “Questo non è il momento di riflessioni di fondo”, spiega il vescovo: “Questo è il giorno del silenzio, del dolore davanti alla morte di …
“Questo è il momento del silenzio e del dolore”. Monsignor Ivan Maffeis, arcivescovo di Perugia, semplicemente “don Ivan” per i suoi fedeli, preferisce non commentare la scelta di Laura Santi di morire in casa dopo essersi somministrata un farmaco letale.
L’incontro dell’anno scorso
L’anno scorso il presule era andato a conoscere la donna affetta da una forma progressiva e avanzata di sclerosi multipla. La stessa Santi, ricorda l’agenzia Ansa, aveva raccontato di avere avuto “l'impressione di un uomo libero, molto umile e profondo. Non ha cercato di convincermi o di dissuadermi dal fare qualche cosa. Mi ha abbracciata, mi ha passato la borraccia, si è seduto e mi ha ascoltata”.
Dolore e riconoscenza
“Entro nelle case delle persone da prete, abbiamo condiviso alcune cose profonde ed esistenziali”, ricorda oggi monsignor Maffeis parlando a Repubblica. “Questo non è il momento di riflessioni di fondo”, spiega il vescovo: “Questo è il giorno del silenzio, del dolore davanti alla morte di una persone e lo spreco che la morte porta con sé, e della riconoscenza per il tratto di strada condiviso”. Don Ivan Maffeis risponde al telefono mentre si sta recando a celebrare messa: “Celebro per lei e per quanti - tra i famigliari, come tra gli operatori sanitari e i nostri stessi sacerdoti - stanno accanto ai malati, sostenendone la speranza”.